domenica 23 novembre 2008

La speranza inconscia


Per quanto disincantati siamo, ci è impossibile vivere senza alcuna speranza. Ne serbiamo sempre una, a nostra insaputa, e quella speranza inconscia compensa tutte le altre, esplicite, che abbiamo respinto o esaurito. (E.M. Cioran, pag. 55 di L'inconveniente di essere nati, ed. Adelphi 1991).
Per quanto "ci mettiamo l'animo in pace", per quanto "tiriamo i remi in barca", per quanto "tagliamo i rami secchi", per quanto rinunciamo ad ambizioni e progetti, per quanto viviamo senza il pensiero del futuro e del passato, immersi nel presente e nel quotidiano, facendo possibilmente in modo che non siano sabbie mobili, è proprio così. Una specie di istinto di sopravvivenza, forse. Qualcuno la chiama Fede, qualcuno Speranza, qualcuno Anima, qualcuno Saggezza, qualcuno Illusione, qualcuno Pensare positivo, qualcuno Buona Volontà, qualcuno Sogni, qualcuno Futuro, qualcuno addirittura Amore. Io non so come chiamarla, ma so che non riesco a sopprimerla o eliminarla. A volte la dimentico o la ignoro, questo sì, per non provare delusione e amarezza. Ma so che è sempre lì, dentro di me, da qualche parte. Ed è meglio così. Se no si è come piante, bestie, o robot.
PS Lo so che moltissimi ammirano (o vorrebbero essere) piante, bestie o robot, e non le ritengono condizioni disdicevoli. De gustibus...

7 commenti:

wilson ha detto...

Quando si è in un pasticcio tanto vale goderne il sapore.


Confucio

listener ha detto...

«Talvolta si vorrebbe essere cannibali, non tanto per il piacere di divorare il tale o il talaltro, quanto per quello di vomitarlo.»

«Colui che avendo frequentato gli uomini si fa ancora delle illusioni sul loro conto, dovrebbe essere condannato alla reincarnazione.»
(già citati altrove)
Emil Cioran

non devo ribadire qui se lo condivido spesso, no? ;o)

Anonimo ha detto...

Mi viene in mente il dilemma di Albert Camus. Che cosa fa si che non ci si debba suicidare di fronte al non senso della vita?
E' l'interrogazione della croce.
"Pater mi, si possibile est, transeat a me calixist; veruntamen non sicut ego volo, sed sicut tu. (MT.26,39)
Pierpaolo

Anonimo ha detto...

Mah, io ricordo che le interrogazioni erano una croce...
Parola di verifica: PREINO

Andrea

Anonimo ha detto...

La speranza è l'ultima a morire. E anche Chi visse sperando morì...:o)
Ciccio Giannino

Anonimo ha detto...

Conoscete queso brano?
Io lo trovo molto bello!

http://www.youtube.com/watch?v=SEkujs1AFAs
Pierpaolo

Franco Zaio ha detto...

E certo che li conosco i Marti! Col chitarrista ho anche suonato, un pazzo scatenato (simpatico), mister Pagnotta. Se cantassero in italiano sarebbero il mio gruppo italiano preferito, speriamo che ci arrivino.
@Pierpaolo: hai cancellato la rece del mio disco sul tuo blog? Volevo metterla nel miospazio! Me la mandi via mail por favor, chè colleziono pacche sulle spalle :-)