venerdì 28 aprile 2017

Solitudini e moltitudini


Forse un giorno, tra qualche decina d’anni, combatteremo i telefoni diffusi e radicati ovunque come una pericolosa dipendenza, come è successo con le sigarette. Ci sarà chi farà causa ai social network per avergli rovinato la vita e sugli schermi apparirà una scritta in sovraimpressione: Un uso eccessivo può avere effetti negativi sulla salute mentale e relazionale.
Parla di chi ancora crede che sia più interessante e “cool” criticare invece di creare e passa o ha passato i suoi vent’anni (l’età che storicamente avevano tutti i rivoluzionari) con i suoi commenti feroci e i polsi sempre appoggiati a fare battutine su internet.
Iperconnessi parte dalle letture di alcuni saggi su internet e l’epoca digitale. "Nello sciame. Visioni dal digitale" e "La società della stanchezza" di Byung Chul-Han. Parla di lavoratori free-lance che sono padroni ma anche schiavi di se stessi, che si sottopongono volontariamente a sforzi e orari e obblighi che neanche il datore di lavoro più spietato avrebbe mai azzardato. Parla degli smartphone e della possibilità di lavorare dovunque che diventa obbligo di lavorare sempre e comunque. I social network sviluppati per creare compulsione, creati da persone che si sono specializzate in informatica, psicologia applicata ed economia comportamentale, cioè "le discipline che permettono di sfruttare la conoscenza delle debolezze umane per realizzare prodotti legati ai comportamenti compulsivi". Insomma è davvero un po’ una messa nera tecnologica, un reportage emotivo che parla di solitudini e di moltitudini. (Vasco Brondi)

giovedì 27 aprile 2017

Affranti - Diecimila Granelli di Sabbia





Avrei bisogno che splendessero vicino a me diecimila stelle
Diecimila fuochi sempre più vicini e sempre più caldi
Un abbraccio lungo diecimila istanti per chiudere gli occhi
Per chiudere gli occhi, e lasciar andare il respiro
Per sempre
Dentro di me
Come sei stata sempre
Come non sei stata mai
Diecimila granelli di sabbia cadono dai miei pugni chiusi
Scivolando in un mare che brucia sulle mie ferite
Avrei bisogno di accarezzare diecimila volti
Avrei bisogno di accarezzare diecimila distanze
E dire ad ognuna
Che non ho mai perso niente
Che non sono lontano
Che non lo sono stato mai..............

Ecco: questo è uno dei numerosi casi in cui, in questo blog (come dico nel "disclaimer" in cima) lascio dire a musiche e parole altrui quello che non so/voglio/posso dire io.
Grazie Affranti!

domenica 23 aprile 2017

Anais al Record store day 2017

B
Il record store day 2017 è stata l'occasione del "ritorno" degli Anais, al momento in versione duo minimal-riverberato-silenzioso (una volta si diceva "d'atmosfera"). Io e Vera Vittoria Rossa abbiamo "Anaisizzato" davanti a un numeroso pubblico, attento e silenziosamente sorpreso, pezzi come
No fun (Stooges)
The 15th (Wire)
Pink turns to blue (Husker du)
Femme fatale (Velvet Underground)
Escape from Planet Earth (Alley Cats)
Asleep (Smiths)
I got nothing (Dum Dum Girls) et cetera.
E' andata molto bene: temevo che una scelta così minimalistica e "implosa" avesse vita dura in un contesto all'aperto, e invece penso che proseguiremo così ancora un po'.
Prossimo appuntamento con Anais mercoledì 24 maggio al Kitchen di Genova.
Un affettuoso grazie a Dario e Gian di Disco Club che ci hanno ospitato.

domenica 16 aprile 2017

Buona Pasqua (a denti stretti)


In passato su questo blog solevo scrivere dei "pippotti" pasquali, sul significato di passaggio, cambiamento e rinascita che questa ricorrenza ha sempre avuto per me. Anche questa è una Pasqua di passaggio e cambiamento per il mio piccolo mondo antico, certo. Ma quest'anno mi identifico in tutto nel tono, nello stile delle parole, nello sguardo del grande Totò. Buona Pasqua, sì, ma a denti stretti, con un'ombra di agrodolce sarcasmo e malinconia.
Come ho detto l'altro giorno a un amico che mi vedeva "compassato": "Ti ricordo che ho 53 anni".

sabato 15 aprile 2017

Sgomento, impotenza e paura



I gas in Siria. Le orde di disperati. Gli attentati terroristici. Trump. I venti di guerra dalla Corea del Nord. L'incubo di una terza guerra mondiale...Non è proprio un bel momento, a livello mondiale.

Vorrei sapere e soprattutto potere scrivere qualcosa di più "grande", in questo blog. E invece riesco solo ad esprimere il mio sgomento, il senso di impotenza e la paura, sentendo le notizie che arrivano nel mio piccolo mondo antico, fatto di figli, basket, casa, lavoro, musica.

giovedì 13 aprile 2017

ANAIS a "On my radio" martedì 11 aprile



Per chi non fosse riuscito a collegarsi in diretta martedì, e per chi non trova più il video su facebook: https://www.facebook.com/chupiteria.allagoccia/videos/vb.736163036408527/1526516847373138/?type=2&theater
Nonostante la mia espressione serissima (sarà la barba) è stata una bellissima serata.

domenica 9 aprile 2017

Il penultimo blues



Martedì prossimo ON MY RADIO di Bobby Soul.
Sabato 22 showcase in duo semiacustico durante il Record Store Day da Disco Club Genova.

Mi dispiace per i detrattori: gli Anaìs stanno per tornare. Perchè, come insegnò il maestro Kobe Bryant, "se non credi in te stesso nessun altro lo farà".

sabato 8 aprile 2017

Fuggire dal pianeta Terra (dal 1982)



"Tenuti insieme dalle catene del giorno del giudizio
Piccole creature scimmiesche corrono su questa pianura contorta
A caccia di un messia che non venne mai
Inzuppati della tristezza di questo dolore cattivo
Non fanno domande su questa ricerca infinita 
Che cosa abbia valore e quanto ne valga la pena 
Non possono salvarsi da questa condanna eterna 
Scappa via con me dal pianeta Terra
Fuggi con me dal dolore di diventare vecchi 
In questa scura, buia notte che è sempre così fredda 
Fuggi con me da tutto quello che fa stare male 
Fuggi con me dal pianeta Terra
Dammi, dammi un ultimo bacio 
E' tutto quello che mi mancherà 
Quando lascerò questo mondo

Domani, domani quando saremo via 
Tutti tireranno avanti
Dimenticheranno questa canzone

Domani, quando ce ne saremo andati 
Il tempo è poco, ma lo è sempre stato 
Carico il mio cervello con un ronzio elettrico 
All'improvviso c'è una scossa violenta 
Noi scapperemo insieme dal pianeta Terra 

Fuggi con me dal pianeta Terra, fuggi con me..."

venerdì 7 aprile 2017

Sotto i cieli di Aprile


E' arrivata la primavera, e come sempre ci sorprende, non siamo mai stati pronti per tutta questa luce, questi fiori (questi pollini!), queste giornate così lunghe, questi presagi di vita rinnovata. Ah già: fra poco è Pasqua, si risorge, in genere. Me ne ero dimenticato.

giovedì 6 aprile 2017

Ubi maior minor cessat

per cui il maior è la salute e il benessere dei figli, il minor è tutto il resto (lavoro, casa, tempo libero). Me ne accorgo quando, come questa settimana, i miei figli hanno dei problemi (grazie al cielo finora mai gravi): tutto il resto, tutto il mondo passa in secondo, terzo piano. Non ho più "testa", energie nè tempo per pensare ad altro, quando Matteo o Alessandro non stanno bene. E pazienza se il mondo non capirà o mal sopporterà queste mie giornatacce. Per l'ennesima volta mi viene da scrivere la banalità "Chi non ha figli non può capire" (e spesso anche chi ce li ha non capisce).

Thalia Zedek al Bloser


Il Bloser stanotte ci ha fatto un altro bel regalo: portare a Genova Thalia Zedek, una leggenda del rock alternativo americano (nomi come Live Skull e Come dicono niente?), con tanto di band, ammucchiata sul micropalco (il violinista ha dovuto suonare di lato). Mi aspettavo una Zedek più rarefatta, e invece ha mostrato la sua "cazzimma" (come dicono a Napoli) con diverse cavalcate punk-noise, alternate a momenti più "silenziosi" molto emozionanti (come questa canzone). Pezzo finale: Dance me to the end of love di Cohen, scusate la classe.
Dopo Chris Brokaw (suo compagno di merende nei Come), un altro bellissimo concerto al Bloser.

Prossimo appuntamento musicale zaiesco: martedì prossimo, ON MY RADIO (live su Facebook) con Vera Vittoria Rossa, ospiti di Bobby Soul alla Goccia di via san Donato, parleremo delle 10 canzoni più importanti della nostra vita. E dopo si vocifera di un ritorno live degli Anais...sentiremo.

martedì 4 aprile 2017

Quando ci vogliamo bene?


Un weekend in una meravigliosa spa in Toscana (vinto con un concorso aziendale: io non potrei mai permettermelo) mi ha "costretto" a ore di silenzioso benessere e vuoto, quasi uno stato di meditazione trascendentale, e a una riflessione sul "volersi bene" (slogan di moltissimi centri benessere). Quanto, quando e come ci vogliamo bene? Ci fa più bene il vuoto, il silenzio, il "lasciar perdere", o una vita piena di cose, persone, voci, impegni? Ci vogliamo più bene magnando e bevendo cose buone ma nocive o cose quasi insapori ma salutari? E' più masochistico mangiare salumi e formaggi o seguire una dieta vegana? Io lo so che conducendo una vita più salubre mi faccio del bene, ma allora perchè poi mi intristisco? E' meglio campare 100 anni mangiando/vivendo come un canarino, o scoppiare a 60 gozzovigliando/spassandosela?
Lo scopriremo solo vivendo, diceva l'italico cantore delle sottili malinconie.

mercoledì 29 marzo 2017

Partire, ripartire



Ti riconosco, antico morso,
ritornerai tante volte e poi l'ultima.
Ho raccolto il mio fascio di fogli,
preparata la cartella con gli appunti,
ricordato chi non sono, chi sono,
lo schema del lavoro che non farò.
Ho salutato mia moglie
che ora respira nel sonno
sempre la vita passata,
il dolore che appena le ho assopito
con imperfetta, di sé pietosa, atterrita tenerezza.
Ho scritto alcune lettere ad amici
che non mi perdonano e che non perdono.
E ora sul punto di dormire un dolore terribile
mi morde come mille anni fa
quando ero bambino e lo chiamavo Iddio,
e Iddio è questo ago del mondo in me.
Fra poco, quando dai cortili l'aria fuma ancora di notte
e sulla città la brezza capovolge i platani,
scenderò per la via
verso la stazione dove escono gli operai.
Contro il loro fiume triste, di petti vivo,
attraverso la mobile speranza che si ignora e resiste,
andrò verso il mio treno.

[da "Una volta per sempre, poesie 1938-1973"]

Nove anni dopo, ripubblico questa bellissima poesia di Franco Fortini, che ritorna attuale, in certi momenti decisivi della mia vita.

martedì 28 marzo 2017

Il deserto dei barbari


Quando lavoravo in libreria, nel secolo scorso, prendevo nota di richieste bizzarre, strafalcioni, frasi storiche dei clienti ma anche dei colleghi. Da questi appunti prese corpo il 90% dei 2 libretti "Il fu Mattia Bazar" e "Il buio oltre le seppie" (edizioni Orme).
Oggi ho ritrovato (dopo 20 anni!!) questo mitico quaderno delle "chicche", come lo chiamavamo affettuosamente, e rileggerlo mi ha fatto venire le lacrime agli occhi per il ridere ma un po' anche per i ricordi di come eravamo, negli anni 90.
Credo (vedo) che oggi i miei ex-colleghi si divertano molto meno di allora, lavorando. Anche se continuo a sostenere che lavorare fra i libri e i lettori-clienti sia sempre uno dei lavori più belli del mondo, nonostante tutto. 

lunedì 27 marzo 2017

Che atmosfera



In questi giorni di quaresima (ma poi si risorge, dopo, vero?) non ho tempo nè forze per scrivere le mie riflessioni, le mie banalità dal mio piccolo mondo antico: tra il lavoro e la nuova casa (ma quando finisce un trasloco, quando caspita si è finalmente "a posto"?!?) lascio parlare certe canzoni.
Tra l'altro sono secoli che non tocco uno strumento: ecco, quando ricomincerò a fare musica vorrà dire che sono a posto col resto, con le priorità quotidiane.
Spero presto.

venerdì 24 marzo 2017

Sono paziente, aspetto aspetto aspetto



I am a patient boy
I wait, I wait, I wait, I wait
My time is like water down a drain
Everybody's moving,
Everybody's moving,
Everybody's moving, moving, moving, moving
Please don't leave me to remain
I'm in the waiting room, I don't want the news
I cannot use it
I don't want the news
I won't live by it
Sitting outside of town
Everybody's always down
Tell me why?
Because, they can't get up
Ah, come on and get up
Come on and get up
But I don't sit idly by
I'm planning a big surprise
I'm gonna fight for what I wanna be
And I won't make the same mistakes ('cause I know)
Because I know how much time that wastes (and function)
Function is the key
I'm in the waiting room, I don't want the news
I cannot use it
I don't want the news
I won't live by it
Sitting outside of town
Everybody's always down
Tell me why?
Because, they can't get up
Ah, come on and get up
I'm from the waiting room
Sitting in the waiting room
Sitting in the waiting room
Sitting in the waiting room
Sitting in the waiting room (tell me why)
Because they can't get up

giovedì 23 marzo 2017

Affranti - La Terra Bruciata dal Fuoco



Questo è uno dei MIEI dischi del 2017. Punto.

Ogni azione sembra come la pioggia che cade
sulla terra bruciata dal fuoco
E io mi sento come un morto che cammina fra i morti
E penso
Penso che ogni azione sia proprio come la pioggia che cade sulla terra bruciata dal fuoco
In fondo, l'ho sempre saputo
Io non sarei mai riuscito
a cambiare niente
E penso che ogni azione non serva assolutamente a niente
E allora credo sia meglio distruggere tutto ma non faccio altro che chiudere gli occhi sperando, illudendomi che tutto possa scomparire
Non c'è niente che possa aggiustare 
Nulla che io riesca a fare
Tutto quanto è soltanto un errore 
Troppo crudele, troppo grande
Mi muovo lentamente
come se stessi giocando con il fuoco
e avessi paura di scottarmi
senza capire
che la paura più grande dovrebbe essere
che il fuoco si spenga lentamente
in silenzio

mercoledì 22 marzo 2017

Non mi importa poi così tanto



Vivere è facile, con gli occhi chiusi
Fraintendendo tutto quello che vedi
Sta diventando difficile essere qualcuno
ma va bene
Non mi importa poi così tanto

Sono così stanco


I'm so tired, I haven't slept a wink
I'm so tired, my mind is on the blink
I wonder should I get up and fix myself a drink
No, no, no.
I'm so tired I don't know what to do
I'm so tired my mind is set on you
I wonder should I call you but I know what you'd do
You'd say I'm putting you on
But it's no joke, it's doing me harm
You know I can't sleep, I can't stop my brain
You know it's three weeks, I'm going insane
You know I'd give you everything I've got
For a little peace of mind

martedì 21 marzo 2017

Mark Lanegan Band - St. Louis Elegy (4AD Session, 2012)



I look at the sky
I see an airplane as it flies
Is this the way they said Jesus came?
Gone through St. Louis
Gone straightaway
And i hear the winter will cut you quick
If tears were liquor I'd have drunk myself sick
Woman are you home?
A house of cards, a frame of bones
Here I am earthly bound
Said hallelujah I'm going down
And the River Jordan is deep and wide
I think I see forever across on the other side
I look at the sky
I see a nightbird as it flies
Over the old bent cherry trees
Shivering in a row
Down here the winter will cut you quick
These tears are liquor and I've drunk myself sick
And the dead of winter will cut you quick
These tears are liquor and I've drunk myself sick

domenica 19 marzo 2017

Il papà del rock'n'roll

























Ironia della sorte, il giorno della festa del papà muore il papà del rock'n'roll: Chuck Berry. Il numero uno, forse "l'inventore" del rock'n'roll. Senza di lui non ci sarebbero stati John Lennon nè Jimi Hendrix, per dire. E quante volte abbiamo suonato, ballato, cantato le sue canzoni. E quante altre volte le suoneremo, balleremo, canteremo. Come diceva Neil Young: Rock'n'roll can never die. 

Daddy be good



"Quando un uomo si rende conto che forse suo padre aveva ragione, solitamente ha già un figlio che pensa che lui si stia sbagliando" (Charles Wadsworth).

Auguri a tutti i miei amici più o meno coetanei che sono dei bravi papà, e sono tantissimi, anche se il loro ruolo e la loro "bravura" viene spesso sottovalutata se non dimenticata. Come la Festa del Papà.


giovedì 16 marzo 2017

Dieta? No, grazie!

Risultati immagini per virginia mangiare
Non sono certo un "gourmet" nè un "masterchef": voglio solo dire che non ci penso minimamente a fare la dieta o peggio ancora a mangiare come se fossi malato (come diceva il saggio: perchè vivere e mangiare come si fosse malati? Per morire sani?). Appurato che le cose più sono buone e gustose e più sono nocive alla salute, e tra salubre tristezza e malsana gioia scelgo la seconda tutta la vita, quindi non mi faccio stressare ANCHE sul cibo.
E pazienza se la "tartaruga" che avevo 30 anni fa ora si è rovesciata.

mercoledì 15 marzo 2017

martedì 14 marzo 2017

Il nuovo disco di Mark Lanegan



uscirà il 28 aprile. Questa anteprima mi fa capire che sarà uno dei miei top ten del 2017 (come lo sono stati quasi tutti i precedenti dischi di Lanegan). L'attacco sembra Heart and soul dei Joy Division, e poi queste parole...
Red lights, X-ray vision
Lowly drug is in my veins
Blood stained indecision
Holiness is burned away
Midnight, midnight calling
Color me insane
Still-life with roses in a vase
A thorn is in your hand
Unsent letters in a box
Frozen where you stand
Do you miss me, miss me, darling?
God knows, I miss you
Somewhere else, two trains colliding
That's what the sickness brought me to
Dead right
All night
When we feel the serpent strike
Nocturne
Blacklight, house of mirrors
The heavens open up and bleed
Face down, drifting backwards
Lonely river to the sea
Midnight, midnight calling
Coloring my dreams
Anchor chained around your neck
Christ is in your hands
Whispering behind your back
Falling where you stand
Do you miss me, miss me, darling?
God knows I'm missing you
I can see two cars colliding
That's what the sickness brought me to
Do you miss me, miss me, darling?
Do you know I'm missing you
Can't you see the world is ending
That's what this damage took me to
Dead right
All night
When you feel the spider bite
Nocturne
Ooo, nocturne
Do you miss me, miss me, darling?
God knows I'm missing you
I can see two worlds colliding
That's what the sickness brought me to
Dead right
All night
When you feel the serpent strike
Nocturne
Ooo, nocturne
Nocturne

lunedì 13 marzo 2017

Casa agrodolce casa



Prosegue faticosamente la sistemazione nella/della nuova casa, tra ritrovamenti toccanti (tipo le mie compilation su cassetta degli anni 80) e fastidi logistici (lavori e particolari ancora da rifinire). Ormai quasi mi spaventa anche un po' l'idea di "essere a posto", un giorno (per Pasqua potrei). Ma prima o poi verrà quel giorno che non è mai venuto, in 53 anni. Chissà come mi sentirò.


sabato 4 marzo 2017

Cosa siamo davvero
























Per queste e altre ragioni il traslocare e vedersi passare tra le mani tutti i libri e i dischi e le foto e i film e gli oggetti di una vita è uno psicodramma: è un capire cosa siamo stati, cosa siamo davvero. E forse anche cosa saremo.

giovedì 2 marzo 2017

Coprifuoco



cos’è che ci rende unici e fragili / con sette vite e sette miliardi di desideri / una pelle molto sottile / sempre assaliti dai pensieri / su questo pianeta chiamato Terra / anche se come noi è quasi soltanto acqua / come noi tra un amore e una guerra / assediati da quello che manca

venerdì 24 febbraio 2017

Avere vent'anni

Oggi mio figlio compie 20 anni. Sono stati 20 anni in cui è stato una grandissima fonte di orgoglio e gioia di vivere. Nel mio piccolo penso di aver contribuito a fare di lui quello che è: una bella persona, un giovane brillante e positivo che affronta la vita con serietà sì ma col sorriso. Io alla sua età ero molto confuso e infelice: non mi piaceva (tantomeno inorgogliva) niente di me stesso, la mia vita, il mondo in cui vivevo, il futuro che non vedevo, le persone che mi stavano intorno. Penso che i suoi vent'anni non siano così, e che lui abbia (e si meriti) molte ragioni di orgoglio, serenità, felicità, amore per la vita.
Sarà lo stress da trasloco, sarà la levataccia, ma è da stamattina che mi commuovo, al pensiero che il mio Ale ha 20 anni.

mercoledì 22 febbraio 2017

Piaceri sconosciuti


Chè poi, gira gira, finiamo sempre per ritornare a questo disco del 1979. Aveva già detto tutto, di "noi", quasi 40 anni fa, quando andavamo al liceo. Pensa te.

martedì 21 febbraio 2017

My chaotic soul


I'm going to the darklands
To talk in rhyme
With my chaotic soul
As sure as life means nothing
And all things end in nothing
And heaven I think
Is too close to hell
I want to move I want to go
I want to go
Oh something won't let me
Go to the place
Where the darklands are
And I awake from dreams
To a scary world of screams
And heaven I think
Is too close to hell
I want to move I want to go
I want to go
Take me to the dark
Oh god I get down on my knees
And I feel like I could die
By the river of disease
And I feel that I'm dying
And I'm dying
I'm down on my knees
Oh I'm down
I want to go I want to stay
I want to stay

venerdì 17 febbraio 2017

L'acqua si impara dalla sete


"L'acqua si impara dalla sete, la terra dagli oceani attraversati, la pace dai racconti di battaglia"

OK: ho già capito che questo sarà uno dei miei dischi del 2017.
Bentornato Vasco.

giovedì 16 febbraio 2017

Echi


La canzone del giorno. Mi è tornata in mente oggi mentre guidavo nel sole, in una desolata parte della provincia di Alessandria. Avevo molti ricordi sbagliati e brutti che mi echeggiavano nella testa, che si sono sciolti in questa musica.

martedì 14 febbraio 2017

Amore - Una casa non è un motel


La colonna sonora definitiva del mio Febbraio 2017 :-)

"By the time that I'm through singing
The bells from the schools of walls will be ringing
More confusions, blood transfusions
The news today will be the movies for tomorrow
And the water's turned to blood, and if
You don't think so
Go turn on your tub
And if it's mixed with mud
You see it turn to gray
And you can call my name
I hear you call my name"

lunedì 13 febbraio 2017

Cose freak


Spero di riuscire a trovare tempo ed energia (nonostante il trasloco) giovedì prossimo per andare a vedere dal vivo all'Altrove questi Winstons, davvero stravaganti (e quindi interessanti). Se no mi accontenterò del disco, che è davvero FREAK, nel senso positivo del termine.

venerdì 10 febbraio 2017

Ciao Sanremo ciao


La solita strada, bianca come il sale 
il grano da crescere, i campi da arare. 
Guardare ogni giorno 

se piove o c'e' il sole,
per saper se domani
si vive o si muore
e un bel giorno dire basta e andare via.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Andare via lontano
a cercare un altro mondo
dire addio al cortile,
andarsene sognando.
E poi mille strade grigie come il fumo
in un mondo di luci sentirsi nessuno.
Saltare cent'anni in un giorno solo,
dai carri dei campi
agli aerei nel cielo.
E non capirci niente e aver voglia di tornare da te.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Non saper fare niente in un mondo che sa tutto
e non avere un soldo nemmeno per tornare.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.

lunedì 6 febbraio 2017

Psicodramma Trasloco

Inscatolando tutto quanto in vista del mio dodicesimo trasloco, mi passa (o mi torna) davanti agli occhi tutta una vita: certe foto e certi oggetti poi sono vere fitte al cuore, e lucciconi negli occhi. Sono 15 anni che vivo in questa casa, ma sono i 15 anni in cui i miei figli sono cresciuti e diventati due belle persone. Io? Io vedo come e quanto sono invecchiato, e penso che 9 su 10 questo è l'ultimo trasloco della mia vita (le ultime parole famose). Riscopro però anche fonti di orgoglio e autostima, in mezzo alla fatica e alla preoccupazione. 

mercoledì 1 febbraio 2017

Canzoni d'amore


Insieme a Love will tear us apart dei Joy Division e Woman di John Lennon questa è una delle più belle canzoni d'amore che io conosca. E suoni. Sì, perchè qui alla chitarra ci sono io. E ogni volta mi emozionavo molto a farla dal vivo. Chissà se torneranno mai certi momenti.
NON LO ESCLUDO.

Pack up
I'm straight
Enough
Oh, say say say
Oh, say say say
Oh, say say say
Oh, say say say
Oh, say say say
Wait, they don't love you like i love you
Wait, they don't love you like i love you
Ma-a-a-a-ps, wait! 
They don't love you like i love you...
Made off
Don't stray
My kind's your kind 
I'll stay the same
Pack up
Don't stray
Oh, say say say
Oh, say say say
Wait! they don't love you like i love you
Wait! they don't love you like i love you
Ma-a-a-aps, wait!
They don't love you like i love you...
Wait! they don't love you like i love you
Ma-a-a-aps, wait!
They don't love you like i love you...
Wait, they don't love you like i love you
Wait, they don't love you like i love you
Ma-a-a-a-ps, wait! 
They don't love you like i love you...
Wait, they don't love you like i love you
Ma-a-a-a-ps, wait!
They don't love you like i love you...

Vorresti?


Ho avuto l'occasione di vedere gli Alice in Chains dal vivo (Milano, fine anni 90, mi sembra). Layne era una candela di eroina che si stava spegnendo, ma che voce, che rantolo finale, ultimo.
E prima di lui niente meno che gli Screaming Trees, con Mark Lanegan immobile mentre i due fratelli ciccioni si dimenavano e si rotolavano scompostamente nelle viscere del loro psych-hard-grunge.
Indimenticabile concerto.

Era il secolo scorso.

sabato 28 gennaio 2017

Tenco, 50 anni dopo


A 50 anni dalla sua tragica scomparsa, risuonano ancora nella testa di tantissime persone le canzoni di Luigi Tenco.
Questa è una emozionata versione che registrai con gli Anais tanti, troppi anni fa: ancora adesso "che avrei mille cose da fare" la trovo sempre toccante.

mercoledì 25 gennaio 2017

Strani giorni


saranno quelli da qui a Pasqua: devo traslocare entro il primo marzo e risistemarmi nella nuova casa (la definitiva, credo/spero). In questi strani giorni mi passeranno davanti agli occhi libri, dischi, foto, vestiti, oggetti di tutta una vita: sono 15 anni che non cambio casa. In questi 15 anni i miei figli sono cresciuti (uno fa l'università!), io sono invecchiato (e non come un Barolo), e anche il mondo è cambiato molto (spesso in peggio).
Ma a Pasqua, come ogni anno, risorgerò.

domenica 22 gennaio 2017

Pensare che



succedono queste digrazie e questi miracoli mentre io sto a crucciarmi e preoccuparmi di inezie nel mio piccolo mondo antico. Alla televisione in questo momento stavo guardando "The impossible" (sullo tsunami del 2004 nell'Oceano Indiano)...Pensare a queste tragedie e certi "miracoli" dovrebbe farci ritenere fortunati, e dovremmo vergognarci se ci stressiamo per i piccoli fastidi o acciacchi quotidiani. Un po' come quando ci fu l'alluvione a Genova.
Dovremmo capire, anzi sentire più spesso, quanto e come siamo fragili e fortunati.

sabato 21 gennaio 2017

A noi ce piace de magna e beve (ma ce piace pure de lavorà!)


Anno nuovo, bilancia nuova: ora la prima cifra del mio peso è un 8! A 53 anni francamente non me ne frega più niente di essere slim, tonico, et cetera. La "tartaruga" addominale si è rovesciata definitivamente (mi sa), e finchè potró (finchè la salute me lo consentirà) mi godró i piaceri della tavola senza sensi di colpa nè pentimenti. Tanto ormai l'ho capito: parafrasando Oscar Wilde, molte delle cose buone della vita sono nocive, o non sono facili. 
Prosit!

giovedì 19 gennaio 2017

I muri parlano

I muri mi parlano. Io li guardo e li fotografo da sempre con attenzione e curiosità: ci trovo spesso arguzia, saggezza, vera e propria Arte, spunti di riflessione e motivazione. Stavo quasi per aprire un account Instagram dedicato ma poi ne sono rifuggito per paura di rientrare nel maelström social, per quanto antisocial volessi restare. Proseguiró a notare e fotografare, ma pubblicheró qui, in questo "posto", le foto che mi hanno colpito, mentre con fatica (ma anche col sorriso) giro per l'Italia (questo è un muro di Torino).

mercoledì 18 gennaio 2017

I dischi fondamentali


Ci sono alcuni dischi che uno si deve portare sull'isola deserta, o nella tomba. Uno dei miei dieci è questo: fondeva l'irruenza del punk rock col country e il blues (e il voodoo, e la poesia, e la perdizione). Oltre a questo fattore "culturale" è stato uno dei tre dischi con cui ho imparato (si fa per dire!) a suonare la batteria. Mi mettevo in garage col walkman Sony e le cuffie chiuse sulle orecchie (che dopo poco fumavano), e andavo dietro a questo disco, It's alive dei Ramones e Hear nothing dei Discharge. Chissà, forse se mi fossi istruito su altri esempi suonerei e anche penserei diversamente, adesso.
Ma cosa ci vogliamo fare: il tempo ha i suoi destini, la storia le sue scadenze. E non ci possiamo fare niente, a ben pensare.
Ancora adesso, quando riascolto questo disco, mi insorge un brividino. For the love of Ivy, sì.

sabato 14 gennaio 2017

Say something loving


In attesa di vederli dal vivo il 20 febbraio (insieme a Luana e entrambi i figli: gli XX mettono d'accordo tutta la famigliola) davvero niente male la seconda anteprima del nuovo disco (invece "On hold" non mi era piaciuto tanto).
SAY SOMETHING LOVING
I JUST DON’T REMEMBER 
THE THRILL OF AFFECTION
I JUST DON’T REMEMBER
SAY SOMETHING LOVING
I NEED A REMINDER
THE FEELING’S ESCAPED ME
I WENT LOOKING FOR IT
COULD HAVE BEEN ANYONE’S KISS
THROWING MY ARMS AT NO ONE
WHEN I GAVE UP I FOUND LOVE
THE THOUGHT FLOWS THROUGH MY MIND
AND IT’S GROWING ALL THE TIME
I DO MYSELF A DISSERVICE
TO FEEL THIS WEAK
TO BE THIS NERVOUS
YOU SAY SOMETHING LOVING
IT’S SO OVERWHELMING
THE THRILL OF AFFECTION
FEELS SO UNFAMILIAR
YOU SAY SOMETHING LOVING
WITHOUT HESITATION
IT HITS ME, HITS ME
IT FEELS SO UNFAMILIAR
YOUR TOUCH STAYS ON MY SKIN
I FEEL IT START SINKING IN
HERE COME MY INSECURITIES 
I ALMOST EXPECT YOU TO LEAVE
WERE YOU REALLY LOOKING FOR ME
TRY YOUR BEST TO REASSURE ME
I WAS IMPATIENT TO MEET YOU
AM I TOO NEEDY
AM I TOO EAGER
I DON’T KNOW
I DON’T KNOW
I DON’T KNOW
I DON’T KNOW
WHAT THIS IS BUT IT DOESN’T FEEL WRONG
DID YOU HEAR ME SAY IT
SAY IT
DID YOU HEAR ME SAY
I SAY SOMETHING LOVING
I CAN’T HOLD IT INSIDE
THE THRILL OF AFFECTION
IS ONLY GETTING STRONGER
I SAY SOMETHING LOVING
ALL MY HESITATIONS ARE FADING, FADING
I FEEL IT TAKING OVER
DON’T LET IT SLIP AWAY
DON’T LET IT SLIP AWAY

venerdì 13 gennaio 2017

La musica rilassante


Ho quattro tipi di musiche con cui "mi rilasso" la sera, dopo una fredda giornata di lavoro:
-musica indiana col sitar (Ravi Shankar e dintorni)
-musica classica/ambient tipo Arvo Part, Sibelius, Satie, Brian Eno
-il dub-reggae anni 70 (Augustus Pablo, Lee Scratch Perry, King Tubby, Mickey Dread, le versioni dub di Bob Marley e Linton Kwesi Johnson)
-la cosiddetta "musica industriale" dark-ambient-noise (Throbbing Gristle, SPK, Brighter Death Now, Maurizio Bianchi, Atrax Morgue).
Capisco che soprattutto la quarta scelta non abbia niente di rilassante, e invece..."white noise in a white room" (per citare i Gang of Four).

Sogni d'oro, incubi di piombo.

martedì 10 gennaio 2017

I ricordi fanno male


Ora che ho iniziato a tirare fuori le cose dai cassetti, per l'imminente trasloco, escono fuori foto e scritti che spesso fanno più male che bene (soprattutto i ricordi brutti). Mi viene quasi voglia di buttarli via, bruciarli, i ricordi brutti: ma forse è meglio conservarli, "a imperitura memoria", come lezioni di vita. Per sapere gli errori che siamo destinati a rifare, e cercare di non commetterli di nuovo.

lunedì 9 gennaio 2017

Gli Smiths, dopo tutti questi anni


Ritrovarmi a parlare degli Smiths, musiche e testi, in macchina con mio figlio Matteo, nato nel 2001. Anche lui, dopo tutti questi anni, sente e apprezza il fascino romantico e il carisma drammatico degli Smiths. "Come si possono definire gli Smiths, pa?": sono gli Smiths e basta, la risposta. Nessuno mai più come loro.

(E nessuno mai più come i Sybil)

martedì 3 gennaio 2017

It is not dying



"Turn off your mind relax and float down stream
It is not dying, it is not dying
Lay down all thoughts, surrender to the void,
It is shining, it is shining.
Yet you may see the meaning of within
It is being, it is being
Love is all and love is everyone
It is knowing, it is knowing
And ignorance and hate mourn the dead
It is believing, it is believing
But listen to the colour of your dreams
It is not leaving, it is not leaving
So play the game "Existence" to the end
Of the beginning, of the beginning"
(The Beatles, Tomorrow never knows)

lunedì 2 gennaio 2017

Morire è solo non essere visto


Ciao Nonnina.

Com'è piccolo il mondo



Il primo film visto al cinema nel 2017 (bellissimo: consiglio), il Blob di fine anno su Raitre, la strage di Istanbul a capodanno, il video di Momondo postato ieri: tutti questi input mi hanno fatto uscire (almeno per qualche ora) dal mio "piccolo mondo antico", e mi fanno sentire parte di un mondo (concreto, non virtuale) molto più grande. Un mondo spesso orribile, sì, ma reso meraviglioso dai nostri occhi, e dall'anima che usa gli occhi per guardarlo, attraversarlo, e anche cercare di migliorarlo, col nostro modesto contributo, nel nostro piccolo.