lunedì 9 ottobre 2017

Colori differenti


Sono stanco, sono esausto
Potrei dormire per mille anni
Mille sogni mi sveglierebbero
Colori differenti, fatti di lacrime

I am tired, I am weary
I could sleep for a thousand years
A thousand dreams that would awake me
Different colors made of tears

domenica 8 ottobre 2017

Così lontano, così vicino

Spesso sono i libri a venirci incontro e trovarci, non siamo noi a trovare loro (perlomeno consciamente).

Sono "incappato" in questo libro (tra l'altro del 2009, neanche una novità) perchè messo "di faccia" nella deliziosa libreria Ubik di Voghera, in un momento della mia vita in cui avvertivo il progressivo allontanarsi e diradarsi del Prossimo, inteso come persona vicina in tutti i sensi. Un momento di solitudine cosmica, un senso di straniamento psicogeografico, una perdita di senso inteso anche come movimento e direzione.
E queste dense 128 pagine mi hanno (purtroppo) confermato nelle mie sensazioni: tutto e tutti ci stanno allontanando, tutto contribuisce a sentirci e ad essere più soli e lontani, proprio ora che la comunicazione è globalizzata e illimitata (o forse proprio a causa di questo).

Non so nè se nè quando queste sensazioni verranno mai confutate dalla realtà, nei prossimi pochi anni della mia vita.


mercoledì 4 ottobre 2017

Insieme, soli


Sola
Quanta gente sola
Che si fa una foto
Per non sentire il vuoto
Nell'anima sola
Sola
Quanta gente in fila
Che ci sono i saldi
Di fine stagione
Non siamo andati al mare
Pieno di gente sola
Noi due come coglioni
A sperar che ancora
Il mondo migliora
Finirà l'inganno
Per possedere tutto
Per ritrovarsi soli
Più poveri e più soli
Solo
Felicemente solo
Perché tu sei presente anche se distante
Da tutta questa gente
Ritrovarsi in casa senza genitori
Sul matrimoniale
A scoprir l'amore
Fingersi felice
Con cento mi piace
E tutti questi amici mai visti né sentiti
Soli
Mai più da soli
Soli
Insieme, soli

La musica non è granchè, suvvia, lo si ammetta, ma Bobo e i suoi testi hanno sempre il loro perchè.

martedì 3 ottobre 2017

Imparare a volare senza ali


Se ne è andato Tom Petty, figura onesta e super-rispettabile della mia musica.
Questa è una canzone che ho amato molto, tanti anni fa. Quando ero più giovane e pieno di energie, e pensavo che fosse possibile imparare a volare senza avere ali.
Ora non lo penso più: nè che sia possibile, nè che io abbia (e forse abbia mai avuto) quelle ali.

Johnny Cash - I won't back down (by Tom Petty)

sabato 30 settembre 2017

Sonni d'oro


Il mese di ottobre si apre all'insegna di questa ninna nanna perfetta per il momento. SONNI d'oro, chè i sogni fanno solo male, o sono inutili.

Cross over and turn
Feel the spot don't let it burn
We all want we all yearn
Be soft don't be stern
Lullaby
Was not supposed to make you cry
I sang the words I meant
I sang

venerdì 29 settembre 2017

Non più


What you say, what you mean
And the space between those words
What you know, anymore
I don't think so anymore
What you say, what you mean
And the distance that's between
Those two words, anymore
I don't think so anymore
What you say, what you mean
I don't think so anymore
Anymore, time between
What you say and what you mean
I need more
To talk to you so bad
So bad I could
Cry again, just like last time
Don't cry any more, I don't mind
It's a waste of time
Don't need anymore, time between
Between those words, you and me
Time between you and me, anymore
Anymore, time between, I don't think so any more
Time between, what'd you say
I don't think so anymore
I need more, you need
More is what you say
Anymore (I'll go away)
Sick of yourself, sick of yourself
Sick of being someone else
I'm sick of myself, sick of
Everything I am, any
Time between, you and, everything
Time between, you and, this
Look at me, look at me
I'm as useless as can be
No time anymore, not tired anymore
Tired of what you see in me
Time between, you and me
Time between two words any more
Not anymore, not anymore
It's the time between you and me
Not any more, not any more
It's the time between you and me
Any more

domenica 24 settembre 2017

20 anni di Anaïs

Ieri abbiamo fatto 4 pezzi durante la rassegna "Genova contro la violenza sulle donne", durante la quale ho sentito cose agghiaccianti sull'educazione sentimentale e sessuale dei millennials (e la colpa non è di internet ma dei genitori!). Mi immagino come si sentano le donne che hanno vissuto le lotte e le conquiste del femminismo...amarezza.

Ieri ci siamo anche resi conto che sono quasi 20 anni che io e Francesca facciamo musica insieme: io "faccio" le musiche e una melodia di partenza, Francesca scrive le parole e con quelle "fa sua" la canzone.
NON sono volati, questi 20 anni di musica (tanti concerti, Arezzo Wave, due dischi): in mezzo ci sono stati 4 figli (2 a testa), e lunghissime pause causate dalla faticosa routine quotidiana e a volte da incomprensioni e differenze di visuale-aspettativa sulla musica. Io più introverso e autocritico, tendente più alla musica in sala prove e di registrazione, Francesca più estroversa, tendente alle esibizioni dal vivo. Ora, dopo tutti questi anni, abbiamo raggiunto un certo equilibrio virtuoso: proviamo il più possibile (e si sente: io sono molto migliorato come chitarrista, e Francesca canta ancora meglio, ieri pomeriggio ha zittito Palazzo Ducale) e suoniamo anche dal vivo il più possibile. 
Quest'inverno realizzeremo il nostro ormai leggendario disco coi testi di Emily Dickinson, e penso che ci sentirete e vedrete in giro ancora per un bel po' (forse non altri 20 anni, ma un bel po' sì). 
Che vi piacciamo o no.

venerdì 22 settembre 2017

mercoledì 20 settembre 2017

"Guarda cosa mi hai fatto fare"


Il 23 settembre 2017, dalle 15,30 alle 18,30, avrà luogo nel cortile di Palazzo Ducale, per il nono anno consecutivo, l'iniziativa “Genova contro la violenza sulle donne – tornare a dire, a emozionare”, organizzata dalle associazioni Atelier, Marea, Archinaute.
Questo evento, che è diventato un appuntamento fisso e che ha richiamato nel tempo un numero sempre maggiore di persone, ha l'intento di fornire uno spazio nel quale donne e uomini possano esprimersi secondo le diverse competenze e talenti, per dichiarare la propria volontà a ricercare un rapporto fra i generi basato sul riconoscimento e sul rispetto, contro ogni forma di violenza sulle donne.
“GUARDA COSA MI HAI FATTO FARE”
È una frase con cui spesso gli uomini che usano violenza nei confronti delle donne, ribaltano la propria responsabilità.
È uno degli aspetti della violenza: la convinzione -che fa parte di una cultura difficile da debellare- che spesso sia a causa delle donne stesse che si scatena la violenza maschile.
“L'ha provocato”, “sa che quando è nervoso deve stare zitta”, “sa che gli da fastidio che si vesta così”, “poteva stare in casa, invece di uscire con le amiche” “lui è una brava persona, bisogna solo saperlo prendere”... come se l'esuberanza e l'aggressività maschili fossero costituzionalmente difficili da arginare, e spettasse alle donne il compito di contenerle.
Purtroppo in alcuni casi queste convinzioni vengono assunte anche da donne che subiscono maltrattamenti e questo fa sì che non riescano ad abbandonare situazioni pericolose, aggiungendo alla violenza subita il senso di colpa.
Nella nona edizione della manifestazione vogliamo riflettere in particolare su questo aspetto della violenza.
Chiediamo complicità a quegli uomini che non si riconoscono in questa mentalità e l'avvio o il prosieguo di una riflessione sui loro comportamenti stereotipati, anche inconsapevoli, e sul silenzio che comporta connivenza.
Per questo, accanto alle nostre voci, sono presenti voci e pensieri maschili, per continuare un cammino di libertà da stereotipi e comportamenti imposti, cammino di libertà per tutte e tutti.
Info: 3393795698
3771321065
https://genovacontrolaviolenzasulledonne.wordpress.com/

Dafne scivola via


Sabato prossimo io e Francesca rispolvereremo questo nostro pezzo del 1999 (!). A parte le parole, sempre bellissime e attuali, anche la musica degli Anais secondo me è "out of time", fuori da mode e tendenze: quindi eterna (modestamente parlando).

domenica 17 settembre 2017

"Endless revisions in my mind"



Candy says I've come to hate my body
and all that it requires in this world
Candy says I'd like to know completely
what others so discreetly talk about
  I'm gonna watch the bluebirds fly over my shoulder
  I'm gonna watch them pass me by
  Maybe when I'm older
  What do you think I'd see
  If I could walk away from me
Candy says I hate the quiet places
that cause the smallest taste of what will be
Candy says I hate the big decisions
that cause endless revisions in my mind
  I'm gonna watch the bluebirds fly over my shoulder
  I'm gonna watch them pass me by
  Maybe when I'm older
  What do you think I'd see
  If I could walk away from me

(La suonerò con Francesca sabato prossimo a Palazzo Ducale, Genova, durante una rassegna contro la violenza sulle donne. La posto così me la ripasso, dopo il lavoro, la sera a Padova)

giovedì 14 settembre 2017

Ciao Grant















E' morto a 56 anni Grant Hart, ex batterista degli Husker Du e autore di moltissime canzoni che ho nel cuore. Questa notizia ricopre con un velo di tristezza la settimana: per me Grant era un artista indimenticabile e anche una persona speciale, per quel poco che se ne è saputo (e il basso profilo mantenuto nonostante l'importanza capitale degli Husker Du nella storia della musica rock). I negozianti di dischi di Genova sanno come fossi uno dei pochissimi che lo ha sempre seguito anche nella sua produzione post Husker Du. Alle sue canzoni (spesso melodiche e poetiche) ho legato così tante emozioni e ricordi. Tra l'altro, coincidenze inquietanti, gli avevo appena scritto per sapere se veniva in Europa prossimamente, e avevo appena iniziato a registrare un disco-tributo con molte sue canzoni in versione semiacustica-minimale (come lui le proponeva negli ultimi tempi, con grande fatica, vedi foto sopra): volevo mandarglielo, alla fine. E invece he floated away. E io? I'm hardly getting over it. Con quelle canzoni nel cuore, a farmi sorridere ed emozionare.

Sono in fase REM

mercoledì 13 settembre 2017

Sarah Palmer


A parte che questa è una delle scene più scary di Twin Peaks 3, volevo solo dire (a chi come me è dentro a Twin Peaks) che secondo me Sarah Palmer è IL personaggio-chiave di tutta la serie, e che sarebbero da rivedere tutte le sue apparizioni fin dall'inizio, tenendo in mente che alla fine Laura sente sua madre che la chiama da chissà dove (o chissà quando), e lancia uno degli urli più agghiaccianti della storia del cinema (paragonabile solo a Psycho).
Ora mi riguardo (spesso al rallentatore) le due prime serie e Fire walk with me, poi ne riparliamo. Forse.
A presto.

martedì 12 settembre 2017

Paul Weller a Genova

Il concerto di Paul Weller ieri sera al Porto Antico è stato un evento abbastanza storico, per me e forse anche per Genova (vedi questo articolo). Temevo una "operazione nostalgia" un po' stanca e invece il Modfather ha dimostrato di avere una grande classe, oltre una forma invidiabile per i suoi 59 anni (4 mogli, 8 figli: tra l'altro). Finalmente un concerto in cui non ero a disagio per la mia età: età media 50 anni, tante facce che non rivedevo da anni (Marzio! Gigi! Bossi!), e due malori durante il concerto (congestione? infarto? sonno?).
A parte gli scherzi, ne è valsa davvero la pena pagare un quarantello. Unico pezzo dei Jam eseguito (ahimè) Monday in sorprendente versione unplugged. Solo Shout to the top e la magnifica My ever changing moods dal repertorio Style Council. Ho persino ballato con Luana a mo' di "lento" la struggente You do something to me.
That's entertainment! (cit.)

lunedì 11 settembre 2017

Narcisocialismo

Molto, molto interessante questo saggio di 144 pagine fitte di rimandi (Barthes, il mito di Narciso, Freud) e dati concreti (a volte inquietanti) sulla comunicazione della propria identità sociale ai tempi di Instagram e Facebook. Più che Selfie io lo avrei intitolato Narcisocial, perchè il selfie è solo uno strumento fra i molti usati/abusati nel mondo dell' interrealtà (i social media). Un libro che dovrebbero leggere (ma non lo faranno mai) anche i ragazzi, non solo gli adulti genitori, per essere consapevoli dei possibili rischi che si corrono rendendo pubblico il proprio privato.
Un saluto e un ringraziamento a Elena della bella Libreria della Torre a Chieri, dove sono "inciampato" in questo libro: è proprio vero che spesso sono i libri a trovare noi, e non viceversa.


domenica 10 settembre 2017

Il ritorno dei Dream Syndicate


dopo 25 anni non mi convince molto, perchè non mi convince nessuna reunion. Penso che ogni cosa abbia il suo tempo, e che le reunion siano solo forzature, spesso ispirate più economicamente che artisticamente. Certo, ci sono pezzi come questo e Glide che sono diventati instant classics personali, ma tutto il disco ha un suono spesso confuso (saturo di chitarre) che soffoca la voce (anche la batteria, a volte), e alcuni pezzi sono un po' prolissi, per i miei gusti. Nonostante tutto, però, li andrò a rivedere a ottobre, perchè questa è uno dei gruppi che più ho amato e che più ha influenzato il mio songwriting (se, vabbè: le canzoncine che ho scritto).

P.S. Al settimo ascolto, però, comincio ad apprezzare maggiormente il tutto, confesso :-)


venerdì 8 settembre 2017

Dormo male, e senza sogni


I can walk the bed of nails
I'm not the only one
But some, they cannot walk the jagged line
Callous, concentrating
For nails are sharp as lies
I run the jagged line
From years and years of practice
I know just how to stand
Alone with perfect balance, hand in hand
Prepared with boards and hammers
And several bags of nails
I could build a wall to lean on
Roof above my mind
I can see you've got your own plans
Please don't drive your nails into this heart of mine
I can walk the bed of nails
Grin and bear the pain
But some, they cannot deal with all these things
Always sacrificing
For lies are sharp as nails
And all the pain it brings
Sometimes I just pretend that all the lies are true
And I know I might depend on you
But if my concentration breaks
I'm washed away with pain
And then my feet begin to bleed upon my only bed of nails
And I'm stuck here in the middle of a sea of lies
Inside my bed of nails

giovedì 7 settembre 2017

Father and Daughter


l'altra sera a Sestri Levante (location stupenda, tra l'altro: l'adorabile Elena a un certo punto ha detto Ma perchè non possiamo vivere sempre qui? Posso stare anche in cucina) rimarrà memorabile sia per la musica ma anche per l'atteggiamento timido/umile di Elena, che si scusa degli errori schermendosi Non sono neanche ubriaca, sto bevendo tè: è solo che sono così emozionata...

Da qualche anno quando vado ai concerti (ri)conosco massimo 10 persone, una volta (ri)conoscevo tutti. Se ne deduce che i miei coetanei non vanno più ai concerti dei gruppi "nuovi". Mi rifarò lunedì da Paul Weller, dove l'età media si alzerà di brutto: coi Daughter era 27, da Paul Weller sarà 54 (sempre che i miei coetanei trovino le energie e i 50 euri per alzarsi dal divano ed andare a vedere uno dei più importanti personaggi della musica rock inglese dal 1977 a oggi).

lunedì 4 settembre 2017

"Feed your head!"


Io nutro la mia testa con musica, libri, foto, film, parole, pensieri, sogni...non tanto per sfuggire la realtà quanto per viverci meglio, per vederci il bello e il sorprendente.
La terza serie di Twin Peaks, conclusasi stanotte alle 4, è stato un lauto banchetto, per 18 ore. Quasi volevo non finisse più. Ma tutto ha una fine (persino quando apparentemente non finisce), e quindi via a cercare nuovi nutrimenti.
"Got a light?"

venerdì 1 settembre 2017

Ma chi è il sognatore?

Un weekend sui Picchi Gemelli


Stasera terzultima puntata, domenica notte il finale (già comprate le redbull): sarà un weekend all'insegna di Twin Peaks. Oh, non sto a scrivere quanto mi piaccia visivamente e quante emozioni profonde sappia darmi Lynch. Ne riparliamo da lunedì mattina, quando ci (ri)sveglieremo dal sogno/incubo.

"But who is the dreamer?"

martedì 29 agosto 2017

Il terzo disco degli Anais

















Iniziati i lavori per il terzo disco degli Anais: la tempistica degli Anais è notoriamente dilatata (Sottrazioni 2002, Amoressia 2012: abbiamo tempo ancora 5 anni, teoricamente, haha), ma i lavori sono già in corso, con l'aiuto di falciatemazzola (con tanto di maglietta di Goo dei Sonic Youth con scritte in arabo).
Uniche due cose certe: le parole saranno della nostra vecchia amica Emily Dickinson, la voce sarà quella di Vera Vittoria Rossa (alias Francesca).
Probabili innovazioni e sorprese: non sarà il solito disco degli Anais, questo è poco ma sicuro.
A presto con aggiornamenti e cotillons.

lunedì 28 agosto 2017

Contare le ciglia degli occhi


Al ritorno dai luoghi della mia infanzia, con tutta la famiglia, oggi ho rispolverato i REM, che furono la principale colonna sonora dell'infanzia di Alessandro e Matteo. Questa canzone in particolare ci ha "toccato" tutti: con le sue parole e le sue musiche ci ha ricordato quegli anni magici (per quanto faticosi). Due lucciconi, due sospiri, due sorrisi, e poi via, bisogna ricominciare a correre: è finita un'altra estate. Come diceva quel tale: bisogna essere duri, senza mai perdere la tenerezza. No?

venerdì 25 agosto 2017

Sogni d'oro



Penso che i sogni che facciamo e (soprattutto) ci ricordiamo la mattina siano dei segnali, dei forti segnali che il nostro inconscio, più o meno confusamente, ci sa dare. Sta a noi interpretarli e farne tesoro, con o senza l'aiuto di psicologi e psicoanalisti. Io stamattina, per esempio, mi sono svegliato col cuscino zuppo di lacrime che avevo pianto come un vitello stanotte durante il sogno Bergmaniano, anzi Lynchano che ho fatto: un funerale, in cui non si capiva chi fosse il morto, perchè mio padre mi è venuto ad abbracciare e mi sorrideva in mezzo agli intervenuti. Peccato che io pensassi di essere al SUO funerale (!).
Bah, vai a capire. So solo che mi sono svegliato con un grande senso di inquietudine. Che ho sempre avuto, forse, dentro, in fondo in fondo, e che non cancellerò mai, per quanto ci possa provare. E' lì, in cantina, e ogni tanto viene a bussare alla porta della coscienza razionale. Purtroppo.

mercoledì 23 agosto 2017

Padri, figli e spiriti santi

in un bar di Livorno. Inutile dire che sarà una mia tappa fissa ogni volta che andró a Livorno...

Sorry somehow


OK, la settimana prossima iniziano ufficialmente le registrazioni del mio tributo agli Husker Du. Stavolta non ripeterò gli errori commessi con quello sui Clash: ne farò degli altri, già lo so :o) ma l'importante è continuare a fare musica e lasciare delle tracce, di tutta questa musica fatta in cameretta (o in saletta) da trenta e passa anni.
P.S. questa rendition di "Sorry somehow" è straziante (in tutti i sensi).

domenica 20 agosto 2017

"E tu lo hai causato"


I Daughter dal vivo a Sestri Levante il 6 settembre saranno un bel modo per salutare l'estate 2017 (e iniziare l'autunno).

sabato 19 agosto 2017

Il silenzio e gli amici


A volte mi viene voglia di "entrare in silenzio stampa", smettere di contattare e scrivere ai parenti e agli amici che penso di avere. A volte ho la netta sensazione che se non fossi io a contattarli molti di loro non lo farebbero. E non intendo gli amici sui social, quelli che si pensa di avere su Facebook, Twitter, Instagram et cetera. Quando nel 2012 uscii (per disintossicarmi) da Facebook, nessuno dei 1300 "amici" mi cercò per recuperarmi nella vita reale. Eppure alcuni pensavo che fossero diventati davvero amici. Facebook è proprio una vita a parte, un altro pianeta, un'altra dimensione.
No, intendo gli amici con cui ci si vede, con cui si condividono cose reali, ci si telefona o (da qualche tempo) ci si "whatsappa". Probabilmente scoprirei quali sono i miei veri amici, quelli che vogliono sapere almeno come stai, quelli che ti vogliono bene, insomma. Probabilmente capirei di essere molto più solo.
E' un esperimento che fa un po' paura: non so se troverò mai la voglia e la forza di metterlo in atto.

venerdì 18 agosto 2017

La vita è grigia


Mi ha sempre affascinato, anche graficamente, il simbolismo dello Yin/Yang: sia la sua ciclicità sia il fatto che entrambe le metà includano sempre una piccola parte quando non il principio dell'altra.
In realtà poi la vita non è proprio così: come urlavano gli Hüsker Dü in Zen arcade, black and white is always grey (bianco più nero fa sempre grigio). Raramente siamo nella luce con un pochetto di ombra, o nel buio con un punto di luce. La vita è quasi sempre grigia, come un documentario RAI degli anni 50, come il giorno dei morti in Piemonte, come la maglia dell'Alessandria, come la sabbia delle spiagge in inverno.
Sta a noi, poi, renderla colorata, in qualche modo.

giovedì 17 agosto 2017

Come girasoli da dare alla notte


Ognuno ha i suoi "tormentoni estivi", più o meno spensierati o malinconici: il mio quest'anno è questo.
I Low tra l'altro sono sempre stati una grande ispirazione per la musica che faccio con gli Anais. Mi piace chiamarlo sadcore.

mercoledì 16 agosto 2017

Ritorno in Continente

con le pile belle cariche, un po' più saggio, un po' più vecchio, un po' più sorridente, un po' più consapevole.

martedì 8 agosto 2017

Vedere l'alba nel tramonto

"Ogni mattina andava a vedere l'alba, per non vedere il tramonto della sua vita. Vedere sorgere il sole, nutrirsi di quella luce, accecarsi con quei raggi, era diventato un rito pagano con cui combatteva l'ineluttabile malinconia della sua mezza età. Poteva anzi voleva illudersi che ogni giorno fosse nuovo, diverso, pieno di vita possibile, voleva pensare che era a un nuovo inizio, che si ricomincia sempre, nuovo giro nuovo regalo, punto e a capo, iniziale stampatello. Corsi e ricorsi, eterni ritorni, giri di boa.
E invece no. La vita, la sua vita non era una barca in un mare più o meno burrascoso con tanti porti più o meno nuovi. Era un messaggio in una bottiglia affidata da mani incoscienti a un torrentello di montagna che tra zampilli di sorgenti fresche e fossi paludosi e inquinati stava per raggiungere quel mare. E chissà se dopo tutti quegli anni il messaggio sarebbe stato ancora leggibile: decise di riscriverlo al più presto."


martedì 1 agosto 2017

Cinquantatre giri di boa


È arrivato il giro 53, e come spesso mi è accaduto lo faccio qui, davanti a questo mare. Dentro me ne sento sempre 33, ma lo specchio e la bilancia mi riportano alla realtà ineludibile. Davanti al bivio del "Va sempre meglio" o "Va sempre peggio" scelgo la sincera semplicità del "Va bene cosí", e continuo sorridendo.

sabato 29 luglio 2017

Ritorno in Sardegna



da 40 anni, ogni estate. Sono cambiate tante cose, piu' in me che in Sardegna, ma questo ritornare ha sempre un significato molto profondo e importante. Sara' che ci ho vissuto dai 9 ai 14 anni, sara' che questi posti hanno un'aura un po' magica, sara' che mi riconcilio con il Tutto immergendomi nella sua natura.
L'importante e' riuscire a tornarci, e ricaricare le pile. Su queste spiagge si vive un eterno presente, e le giornate sono lunghissime e leggere, luminose e colorate. Almeno due settimane all'anno, ne ho quasi bisogno.

giovedì 27 luglio 2017

L'ultimo giorno dell'estate è ancora molto lontano



"Nothing I am
Nothing I dream
Nothing is new
Nothing I think or believe in or say
Nothing is true
It used to be so easy
I never even tried
Yeah, it used to be so easy...
But the last day of summer never felt so cold
The last day of summer never felt so old
All that I have
All that I hold
All that is wrong
All that I feel for or trust in or love
All that is gone
It used to be so easy
I never even tried
Yeah, it used to be so easy...
But the last day of summer never felt so cold
The last day of summer never felt so old
The last day of summer never felt so cold
Never felt so..."
(The Cure)

lunedì 24 luglio 2017

Il mio eterno ritorno

Col nuovo lavoro andrò tre volte all'anno in Sardegna, oltre alle vacanze di agosto. E' dagli anni 80 che ci ritorno, e ogni volta risentire quei profumi, rivedere quelle luci, riprovare certe emozioni, respirare profondamente, prenderla meno drammaticamente.
Io sarò anche un "nowhere man", ma in Sardegna un po' a casa mi sento. Forse perchè ci ritorno ogni anno (e ora tre volte all'anno!).
Viva la Sardegna, viva i Sardi.

venerdì 21 luglio 2017

In fin dei conti



Anche a Chester Bennington dei Linkin Park non sono bastati 60 milioni di dischi venduti e 6 figli per combattere i propri dèmoni e non arrivare a fuggire e cancellarsi. Fa impressione il come e il perchè persone come lui, Chris Cornell e Kurt Cobain scelgano di uscire dalla vita. Forse è proprio vero l'antico ritornello che i soldi (e il cosiddetto SUCCESSO) non diano la felicità.
Personalmente non ho mai amato artisticamente i Linkin Park, però anche questo epilogo mi porta (ne parlavo oggi con diversi miei amici) a riapprezzare con un bizzarro orgoglio la mia vita di tutti i giorni, e anche la mia musica, con le sue fatiche, le sue piccolezze, anche se non sono nè ricco nè famoso.

mercoledì 19 luglio 2017

Stasera ANAIS al MaCheGotti, ore 21

NO FUN Stooges
LOVE WILL TEAR US APART Joy Division
FEMME FATALE Velvet Underground
MUCH MADNESS Emily
NOT POLITE Emily
SUNDAY ALL THE TIME Emily
WE GROW ACCUSTOMED TO THE DARK Emily
GOOD MORNING MIDNIGHT Emily
WHAT IF I SAY Emily
I AM NOBODY Emily
ASLEEP The Smiths
BLACK HOLE SUN Soundgarden
PERFECT DAY Lou Reed
REDEMPTION SONG Marley/Cash/Strummer
LAST BLUES Franco Zaio

venerdì 14 luglio 2017

I libri sul comodino

I libri sul comodino sono sempre stati una bella fotografia istantanea (una polaroid) delle mie vite: quella che vivo insieme agli altri, quella solo con me stesso (litighiamo spesso e non facciamo mai la pace), quella nei sogni e dei progetti futuri. Da questa LUGLIO 2017 si evince che
-ho cambiato lavoro e sono andato con grande entusiasmo a lavorare qui 
-sto ripensando/rivedendo la mia infanzia e il mio rapporto con il Femminile
-sono un po' preoccupato dal tempo che passa inesorabile
-sto lavorando a un progetto musicale su Emily Dickinson 
-il trasloco non è ancora finito o meglio la casa non è ancora a posto (e chissà se lo sarà mai).
Come ho letto tempo fa su un cartello in una grande libreria a Torino: "un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, anche da te stesso".

mercoledì 12 luglio 2017

Dove finirà?


This is the room, the start of it all,
No portrait so fine, only sheets on the wall,
I've seen the nights, filled with bloodsport and pain,
And the bodies obtained, the bodies obtained.
Where will it end? Where will it end?
Where will it end? Where will it end?
These are your friends from childhood, through youth,
Who goaded you on, demanded more proof,
Withdrawal pain is hard, it can do you right in,
So distorted and thin, distorted and thin.
Where will it end? Where will it end?
Where will it end? Where will it end?
This is the car at the edge of the road,
There's nothing disturbed, all the windows are closed,
I guess you were right, when we talked in the heat,
There's no room for the weak, no room for the weak.
Where will it end? Where will it end?
Where will it end? Where will it end?
This is the room, the start of it all,
Through childhood, through youth, I remember it all,
Oh, I've seen the nights filled with bloodsport and pain,
And the bodies obtained, the bodies obtained, the bodies obtained.
Where will it end? Where will it end?
Where will it end? Where will it end?

lunedì 10 luglio 2017

Tired selfish shit


Stasera ci sarebbero i MDC a due km da casa: causa Stanchezza (con la esse maiuscola) ho rinunciato ad andarci. C'è da dire che li vidi nel 1984 (!!) a Torino insieme a Contrazione e Declino (uno dei concerti che mi ha cambiato la vita), però mi chiedo: rivederli-risentirli ora, dopo tutti questi anni, ha ancora un senso? Certo, il mondo non è cambiato in meglio da allora, e le istanze MDC sono sempre validissime. Ma io, io?
Io ho passato 6 ore in treno, oggi, e non vedo l'ora di dormire. Sono diventato una tired selfish shit?

domenica 9 luglio 2017

Ripetere cose scontate


Questa canzone, messa ieri all'inizio della bellissima cerimonia di mio cugino Davide e Catherine, oltre a essere imho (a mio modesto parere) una delle più belle love songs di sempre, mi ha ricordato come spesso, spessissimo diamo per scontate delle cose/parole importantissime, e offuscati dalla routine ci dimentichiamo di dirle e ripeterle spesso (tutti i giorni) alle persone che ci sono/stanno vicine. Col pericolosissimo risultato che queste cose/parole poi piano piano (silenziosamente) da scontate diventano obliate, dimenticate, perse.

giovedì 6 luglio 2017

Un sorriso agrodolce, quasi felice



Anche la divina Cate Blanchett, col tempo, cambierà, si "deteriorerà", non necessariamente in peggio, però: il tempo ci consuma, lascia i suoi segni su di noi. Sta a noi accettarli come colpi di pennello, o scalpello. E invecchiare come i vini: diventare più preziosi, saporiti, o almeno più pregni di significato e storia. E NON più vuoti, insignificanti, stanchi, antipatici, arrabbiati, insoddisfatti.
Personalmente sogno (davvero!) il momento in cui avrò un piccolo nipote con cui guardare di nuovo il mondo con sorridente sorpresa, quasi stupore, una specie di allegra follia. E osservare la ruota della vita senza alcuna urgenza, senza alcuna pretesa: solo un sorriso agrodolce. Quasi felice. Come in questa estate 2017.

mercoledì 5 luglio 2017

Un rispettoso omaggio e un distinto saluto











Si è spento il mio attore comico preferito di tutti i tempi: conosco a memoria i primi Fantozzi, avendone amato anche i libri (con quel linguaggio coltamente "pazzesco"), e nessuno mi ha mai fatto ridere in maniera intelligente (e spesso tragica) come lui. Di Villaggio amavo anche la "genovesità", che usciva spesso fuori nella sua ironia per me, a questo punto, insuperabile.

martedì 4 luglio 2017

"Drink full and descend"



Sono ancora sotto shock per l'ottavo episodio di Twin Peaks 3. Penso di aver provato raramente certe emozioni "cinematografiche" così forti, forse giusto la scena finale di 2001 Odissea nello spazio. Lynch si è veramente superato, in questo episodio. E come ciliegina sulla torta i Nine Inch Nails.

"This is the water and this is the well.
Drink full and descend.
The horse is the white of the eyes and dark within."
Chiaro no?

lunedì 3 luglio 2017

Begin the begin



E da oggi si riparte, si ricomincia da tre (cit.).

Ho 53 anni, e me ne sento 10-15 di meno dentro (fuori no: si vedono).

"Miles standish proud, congratulate me".

Avanti tutta!

venerdì 30 giugno 2017

In bocca al lupo, Francesco!


Oggi termina il mio lavoro come agente di commercio del terzo gruppo editoriale italiano. Quanti chilometri, quante persone e città conosciute, quante sere al pc, quante disavventure in auto, quante soddisfazioni (molte) e quante delusioni (poche). Sono stati quasi tre anni (iniziai a novembre 2014) indimenticabili, intensi e faticosi ma pieni di bei momenti ed esperienze che mi porterò dentro per sempre.

Da lunedì nuovi colleghi, nuova azienda, nuovi clienti, nuovi librai, nuove librerie: sarà un lavoro diverso (non sarò più un "venditore"), gravido di prospettive di crescita e soddisfazioni. Non mi identificherò più, come 3 anni fa, nel protagonista di questo video, e andrò 3 volte all'anno nella mia amata Sardegna.

Un anno questo di grandi novità e cambiamenti (casa e lavoro). In bocca al lupo, Francesco!

martedì 27 giugno 2017

I giorni del gatto

In questi giorni di attesa di un "nuovo inizio", ha una bellissima influenza la presenza in casa di LILLA (la gatta della Nonnina buonanima): porta silenziosa saggezza e allegro relax a tutti.

martedì 20 giugno 2017

Sono come in attesa


No non muovetevi
c’e un'aria stranamente tesa
e un gran bisogno di silenzio
siamo come in attesa
No non parlatemi
bisognerebbe ritrovare
le giuste solitudini
stare in silenzio ad ascoltare
L'attesa è una suspence elementare
è un antico idioma che non sai decifrare
un'irrequietezza misteriosa e anonima
è una curiosità dell'anima
E l'uomo in quelle ore
guarda fisso il suo tempo
un tempo immune
da avventure o da speciale sgomento
No non muovetevi
c’e un'aria stranamente tesa
e un gran bisogno di silenzio
siamo come in attesa
Perché da sempre l'attesa
è il destino di chi osserva il mondo
con la curiosa sensazione di aver toccato il fondo
Senza sapere
se sarà il momento
della sua fine
o di un neo rinascimento
Non disturbatemi
sono attirato da un brusio
che non riesco a penetrare
non è ancora mio
Perché in fondo anche il mondo nascente è un pò artista
predicatore e mercante e pensatore e automobilista
il nuovo qualunquista guarda anche lui il presente
un pò stupito di non aver capito niente 
L'attesa è il risultato il retroscena
di questa nostra vita troppo piena
è un andar via di cose dove al loro posto
c’è rimasto il vuoto
Un senso quieto e religioso
in cui ti viene da pensare
e lo confesso c'ho pensato anch'io
al gusto della morte o dell'oblio
No non muovetevi
c'è un’aria stranamente tesa
e un gran bisogno di silenzio
siamo tutti in attesa
(Giorgio Gaber, L'attesa, 1981)

venerdì 16 giugno 2017

Un nuovo inizio



I'm gonna clear out my head
I'm gonna get myself straight
I know it's never too late
To make a brand new start
I'm gonna kick down the door
I'm gonna get myself in
I'm gonna fix up the yard
And not fall back again
I'm gonna clean up my earth
And build a heaven on the ground
Not something distant or unfound
But something real to me
But something real to me
All that I can I can be
All that I am I can see
All that is mine is in my hands
So to myself I call
There's somewhere else I should be
There's someone else I can see
There's something more I can find
It's only up to me
I'm gonna clean up my earth
And build a heaven on the ground
Not something distant on a cloud
But something real to me
But something real to me
I'm gonna clear out my head
I'm gonna get myself straight
I know it's never too late
To make a brand new start
To make a brand new start
To make a brand new start

mercoledì 14 giugno 2017

Ma che estate sarà


Sarà una lunga calda memorabile estate. Tante novità e cambiamenti epocali (nuova casa, nuovo lavoro, nuova musica Anaìs), la vacanza in Sardegna più lunga del solito, Matteo che ha 16 anni...un anno storico, il mio 2017, e soprattutto questa estate.
Cinque anni dopo il funesto 2012, è venuto il momento (e ci sono le condizioni) per affrontare la vita e i cambiamenti col sorriso, chè è meglio, ed è giusto che sia così: penso di meritarmelo.

venerdì 9 giugno 2017

Passato, presente e futuro


SCRIVERE UN CURRICULUM

Cos'è necessario?

E' necessario scrivere una domanda,

e alla domanda allegare il curriculum.

A prescindere da quanto si è vissuto

il curriculum dovrebbe essere breve.

E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti.

Cambiare paesaggi in indirizzi

e malcerti ricordi in date fisse.

Di tutti gli amori basta quello coniugale,

e dei bambini solo quelli nati.

Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.

I viaggi solo se all'estero.

L'appartenenza a un che, ma senza un perché.

Onorificenze senza motivazione.

Scrivi come se non parlassi mai con te stesso

e ti evitassi.

Sorvola su cani, gatti e uccelli,

cianfrusaglie del passato, amici e sogni.

Meglio il prezzo che il valore

e il titolo che il contenuto.

Meglio il numero di scarpa, che non dove va

colui per cui ti scambiano.

Aggiungi una foto con l'orecchio scoperto.

E' la sua forma che conta, non ciò che sente.

Cosa si sente?

Il fragore delle macchine che tritano la carta.

(Wislawa Szymborska, ed. Adelphi)

lunedì 5 giugno 2017

Siouxsie & the banshees - Night Shift


Only at night time I see you
In darkness I feel you
A bride by my side, I'm inside many brides
Sometimes I wonder
What goes on in your mind, always silent and kind
Unlike the others
Fuck the mothers, kill the others
Fuck the others, kill the mothers
I'll put it out of my mind because
I'm out of my mind with you
In Heaven and Hell with you
My night shift sisters
Await your nightly visitor
They don't bother me, no
No they don't bother me
Cold marble slab submits at my feet
With a neat dissection
Looking so sweet to me, please come to me
With your cold flesh, my cold love
Hissing, not kissing
A happy go lucky chap, always dressed in black
He'll come to you
He'll come to you
My night shift sisters
Oh with your nightly visitor
A new occasion in life
My, my love with a knife
Fuck the mothers, kill the others
Fuck the others, kill the mothers
I'll put it out of my mind because
I'm out of my mind with you
In Heaven and Hell with you
I'm out of my mind with you
They don't bother me, no
They don't bother me, no
Night shift sisters
Oh with your nightly visitor
Night shift, waiting for the night shift
Night shift, waiting for the night shift
Waiting for the night shift
Waiting for the night shift

sabato 3 giugno 2017

Un giorno credi


Certi giorni realizzi di aver frainteso e non aver capito cose molto importanti di te stesso e degli altri, pur essendo presente a te stesso e vicinissimo (pensavi) agli altri.
Per molti anni hai visto solo le facciate delle chiese, senza entrarci: davi per scontato che dentro ci fossero serenità, pace e luce, e invece c'erano e ci sono inquietudine, fatica e buio.
E come sempre dirai a te stesso: non farti cadere le braccia.

domenica 28 maggio 2017

Un filo lungo 40 anni


Ed eccolo qui, un altro dei miei dischi preferiti del 2017: significativamente arriva da un gruppo che amo da 40 anni e che dopo 40 anni fa ancora dischi ispirati e convincenti che mi emozionano. A luglio suonano a Milano, cercherò di andarci.
I Wire sono i miei rollinstons.

mercoledì 24 maggio 2017

Anais dal vivo stasera






















Stasera prima di suonare al Kitchen mi trovate insieme a Vera Vittoria Rossa ai Giardini Luzzati, verso le 20:00. Al Kitchen invece verso le 22:00.
Buona serata!

martedì 23 maggio 2017

Pugni nello stomaco


La settimana è iniziata con mio figlio che mi dava una notizia tragica e terribile: si resta di marmo, quando senti che il figlio di un tuo conoscente si è tolto la vita. Penso sia il dolore più grande immaginabile per un genitore, vedere morire il proprio figlio.
In questa giornata allucinata si sono avvicendati messaggi e telefonate tra vecchi amici sulla fragilità dei ragazzi di oggi, sul "male di vivere" che ti inghiotte anche quando apparentemente non ne avrebbe ragione nè causa (vedi Chris Cornell), sui momenti cupi superati, le paure, le speranze, le aspettative deluse. E i pugni nello stomaco che la vita, come è successo oggi, ci sa dare.

domenica 21 maggio 2017

Ritorno a Twin Peaks


Finalmente stanotte (alle 3...) prima puntata della nuova serie di TWIN PEAKS, culto assoluto del sottoscritto e di suo figlio Alessandro. Non sto a dire quanto David Lynch sia il nostro regista preferito, e quante emozioni e visioni ci abbia regalato negli anni.
Non credo che questo "ritorno" mi deluderà, ma ne riparliamo fra 18 puntate. Quando il sogno anzi l'incubo finirà.

venerdì 19 maggio 2017

Il buco nero di Chris Cornell


La morte (il suicidio) di Chris Cornell mi ha colpito duro, per varie ragioni. 1. era mio coetaneo 2. lo seguivo e stimavo come artista (una voce pazzesca) da oltre 25 anni, dal primo disco dei Soundgarden (di cui ho tutti i dischi in vinile, per dire). 3. la coincidenza (emotivamente micidiale) della data: la stessa di Ian Curtis dei Joy Division.
Non ho molte parole davanti a fatti come questo, ognuno ha i suoi demoni con cui combattere, convivere, morire. Riposa in pace, stanco leone.

domenica 14 maggio 2017

"I'm near the end and I just ain't got the time"



Come down off your throne and leave your body alone.
Somebody must change.
You are the reason I've been waiting so long.
Somebody holds the key.
But I'm near the end and I just ain't got the time
And I'm wasted and I can't find my way home.
Come down on your own and leave your body alone.
Somebody must change.
You are the reason I've been waiting all these years.
Somebody holds the key.
But I'm near the end and I just ain't got the time
And I'm wasted and I can't find my way home.

sabato 13 maggio 2017

Affranti - Insegnami


Stasera se potete andate al Raindogs di Savona a sentire gli Affranti che presentano il nuovo split coi FUCO. Oltre alla energica tensione che creano con gli strumenti e le due voci, gli Affranti scrivono anche testi così:
Insegnami a guardare e a riconoscere a ogni passo tutte le parole del mondo
Insegnami a giocare a sporcarmi le mani 
Insegnami a sbucciarmi le ginocchia
Insegnami a toccare 
A stringere le dita sui pensieri 
Insegnami a parlare con la pelle
Insegnami a non sopportare 
A mai pensare di conoscere 
Insegnami a non arrivare
Insegnami il futuro 
Insegnami i percorsi fra il presente e il sogno

Capito perchè questo è uno dei miei dischi dell'anno?

giovedì 11 maggio 2017

Il tempo per leggere















Ogni tanto (spesso, visto il lavoro che faccio) mi torna il "furore" di leggere, furore assopito o messo in secondo piano dalla routine e le priorità lavoro-casa-figli. Vorrei/dovrei far rientrare nella routine la lettura, un'oretta al giorno prima di dormire, per esempio, e poi invece la stanchezza prende il sopravvento. Ora che ho 53 anni, penso con una sottile forma di angoscia a tutti i libri che vorrei/dovrei leggere, e al tempo che ho ancora a disposizione. 
Jules Renard diceva: Quando penso a tutti i libri che mi restano da leggere, ho la certezza di essere ancora felice. Ecco, io invece ho la certezza di non esserlo ancora.

lunedì 8 maggio 2017

Sing me to sleep


A distanza di VENTI anni, la più bella ninna nanna di sempre, suonata e controcantata dal mio batterista preferito (in primo piano a 1:05 del video).
Buona notte (insonne).

sabato 6 maggio 2017

Un giorno alla volta


Che il nuovo disco di Lanegan sarebbe stato uno dei miei top 10 dell'anno era cosa scontata, per me. Ma non pensavo di ricevere ancora queste emozioni dalla sua musica. "Il giorno segue la notte, la notte segue il giorno", già. Un giorno alla volta.

mercoledì 3 maggio 2017

Giri di boa
















La mia vita, e anche quella di tutti/tanti, è fatta di molti giri di boa. Sono ricorrenze, riti di passaggio, forche caudine: dipende. Alcuni sono cronologici: Natale, Capodanno, Pasqua, compleanni, anniversari, compleanni.
Io ne ho alcuni diversificati: il Ritorno in Sardegna in estate, la firma del contratto per il nuovo anno di lavoro "autonomo", la riunione aziendale "plenaria", l'anniversario della morte di mio padre e di mio suocero, l'anniversario della perdita del lavoro (luglio 2012).
Tutte occasioni per capire dove siamo, come siamo, dove stiamo.
Tutte occasioni per dire: non è ancora finita, anzi non finirà mai.


domenica 30 aprile 2017

Un'altra autostrada?!


E' pazzesco come spesso certe canzoni ti vengano in mente, o ti vengano incontro (alla radio, al cinema) e trovino le parole per dire cosa sei e cosa fai, in questi giorni.

venerdì 28 aprile 2017

Solitudini e moltitudini


Forse un giorno, tra qualche decina d’anni, combatteremo i telefoni diffusi e radicati ovunque come una pericolosa dipendenza, come è successo con le sigarette. Ci sarà chi farà causa ai social network per avergli rovinato la vita e sugli schermi apparirà una scritta in sovraimpressione: Un uso eccessivo può avere effetti negativi sulla salute mentale e relazionale.
Parla di chi ancora crede che sia più interessante e “cool” criticare invece di creare e passa o ha passato i suoi vent’anni (l’età che storicamente avevano tutti i rivoluzionari) con i suoi commenti feroci e i polsi sempre appoggiati a fare battutine su internet.
Iperconnessi parte dalle letture di alcuni saggi su internet e l’epoca digitale. "Nello sciame. Visioni dal digitale" e "La società della stanchezza" di Byung Chul-Han. Parla di lavoratori free-lance che sono padroni ma anche schiavi di se stessi, che si sottopongono volontariamente a sforzi e orari e obblighi che neanche il datore di lavoro più spietato avrebbe mai azzardato. Parla degli smartphone e della possibilità di lavorare dovunque che diventa obbligo di lavorare sempre e comunque. I social network sviluppati per creare compulsione, creati da persone che si sono specializzate in informatica, psicologia applicata ed economia comportamentale, cioè "le discipline che permettono di sfruttare la conoscenza delle debolezze umane per realizzare prodotti legati ai comportamenti compulsivi". Insomma è davvero un po’ una messa nera tecnologica, un reportage emotivo che parla di solitudini e di moltitudini. (Vasco Brondi)

giovedì 27 aprile 2017

Affranti - Diecimila Granelli di Sabbia





Avrei bisogno che splendessero vicino a me diecimila stelle
Diecimila fuochi sempre più vicini e sempre più caldi
Un abbraccio lungo diecimila istanti per chiudere gli occhi
Per chiudere gli occhi, e lasciar andare il respiro
Per sempre
Dentro di me
Come sei stata sempre
Come non sei stata mai
Diecimila granelli di sabbia cadono dai miei pugni chiusi
Scivolando in un mare che brucia sulle mie ferite
Avrei bisogno di accarezzare diecimila volti
Avrei bisogno di accarezzare diecimila distanze
E dire ad ognuna
Che non ho mai perso niente
Che non sono lontano
Che non lo sono stato mai..............

Ecco: questo è uno dei numerosi casi in cui, in questo blog (come dico nel "disclaimer" in cima) lascio dire a musiche e parole altrui quello che non so/voglio/posso dire io.
Grazie Affranti!

domenica 23 aprile 2017

Anais al Record store day 2017

B
Il record store day 2017 è stata l'occasione del "ritorno" degli Anais, al momento in versione duo minimal-riverberato-silenzioso (una volta si diceva "d'atmosfera"). Io e Vera Vittoria Rossa abbiamo "Anaisizzato" davanti a un numeroso pubblico, attento e silenziosamente sorpreso, pezzi come
No fun (Stooges)
The 15th (Wire)
Pink turns to blue (Husker du)
Femme fatale (Velvet Underground)
Escape from Planet Earth (Alley Cats)
Asleep (Smiths)
I got nothing (Dum Dum Girls) et cetera.
E' andata molto bene: temevo che una scelta così minimalistica e "implosa" avesse vita dura in un contesto all'aperto, e invece penso che proseguiremo così ancora un po'.
Prossimo appuntamento con Anais mercoledì 24 maggio al Kitchen di Genova.
Un affettuoso grazie a Dario e Gian di Disco Club che ci hanno ospitato.

domenica 16 aprile 2017

Buona Pasqua (a denti stretti)


In passato su questo blog solevo scrivere dei "pippotti" pasquali, sul significato di passaggio, cambiamento e rinascita che questa ricorrenza ha sempre avuto per me. Anche questa è una Pasqua di passaggio e cambiamento per il mio piccolo mondo antico, certo. Ma quest'anno mi identifico in tutto nel tono, nello stile delle parole, nello sguardo del grande Totò. Buona Pasqua, sì, ma a denti stretti, con un'ombra di agrodolce sarcasmo e malinconia.
Come ho detto l'altro giorno a un amico che mi vedeva "compassato": "Ti ricordo che ho 53 anni".

sabato 15 aprile 2017

Sgomento, impotenza e paura



I gas in Siria. Le orde di disperati. Gli attentati terroristici. Trump. I venti di guerra dalla Corea del Nord. L'incubo di una terza guerra mondiale...Non è proprio un bel momento, a livello mondiale.

Vorrei sapere e soprattutto potere scrivere qualcosa di più "grande", in questo blog. E invece riesco solo ad esprimere il mio sgomento, il senso di impotenza e la paura, sentendo le notizie che arrivano nel mio piccolo mondo antico, fatto di figli, basket, casa, lavoro, musica.

giovedì 13 aprile 2017

ANAIS a "On my radio" martedì 11 aprile



Per chi non fosse riuscito a collegarsi in diretta martedì, e per chi non trova più il video su facebook: https://www.facebook.com/chupiteria.allagoccia/videos/vb.736163036408527/1526516847373138/?type=2&theater
Nonostante la mia espressione serissima (sarà la barba) è stata una bellissima serata.

domenica 9 aprile 2017

Il penultimo blues



Martedì prossimo ON MY RADIO di Bobby Soul.
Sabato 22 showcase in duo semiacustico durante il Record Store Day da Disco Club Genova.

Mi dispiace per i detrattori: gli Anaìs stanno per tornare. Perchè, come insegnò il maestro Kobe Bryant, "se non credi in te stesso nessun altro lo farà".

sabato 8 aprile 2017

Fuggire dal pianeta Terra (dal 1982)



"Tenuti insieme dalle catene del giorno del giudizio
Piccole creature scimmiesche corrono su questa pianura contorta
A caccia di un messia che non venne mai
Inzuppati della tristezza di questo dolore cattivo
Non fanno domande su questa ricerca infinita 
Che cosa abbia valore e quanto ne valga la pena 
Non possono salvarsi da questa condanna eterna 
Scappa via con me dal pianeta Terra
Fuggi con me dal dolore di diventare vecchi 
In questa scura, buia notte che è sempre così fredda 
Fuggi con me da tutto quello che fa stare male 
Fuggi con me dal pianeta Terra
Dammi, dammi un ultimo bacio 
E' tutto quello che mi mancherà 
Quando lascerò questo mondo

Domani, domani quando saremo via 
Tutti tireranno avanti
Dimenticheranno questa canzone

Domani, quando ce ne saremo andati 
Il tempo è poco, ma lo è sempre stato 
Carico il mio cervello con un ronzio elettrico 
All'improvviso c'è una scossa violenta 
Noi scapperemo insieme dal pianeta Terra 

Fuggi con me dal pianeta Terra, fuggi con me..."

venerdì 7 aprile 2017

Sotto i cieli di Aprile


E' arrivata la primavera, e come sempre ci sorprende, non siamo mai stati pronti per tutta questa luce, questi fiori (questi pollini!), queste giornate così lunghe, questi presagi di vita rinnovata. Ah già: fra poco è Pasqua, si risorge, in genere. Me ne ero dimenticato.

giovedì 6 aprile 2017

Ubi maior minor cessat

per cui il maior è la salute e il benessere dei figli, il minor è tutto il resto (lavoro, casa, tempo libero). Me ne accorgo quando, come questa settimana, i miei figli hanno dei problemi (grazie al cielo finora mai gravi): tutto il resto, tutto il mondo passa in secondo, terzo piano. Non ho più "testa", energie nè tempo per pensare ad altro, quando Matteo o Alessandro non stanno bene. E pazienza se il mondo non capirà o mal sopporterà queste mie giornatacce. Per l'ennesima volta mi viene da scrivere la banalità "Chi non ha figli non può capire" (e spesso anche chi ce li ha non capisce).

Thalia Zedek al Bloser


Il Bloser stanotte ci ha fatto un altro bel regalo: portare a Genova Thalia Zedek, una leggenda del rock alternativo americano (nomi come Live Skull e Come dicono niente?), con tanto di band, ammucchiata sul micropalco (il violinista ha dovuto suonare di lato). Mi aspettavo una Zedek più rarefatta, e invece ha mostrato la sua "cazzimma" (come dicono a Napoli) con diverse cavalcate punk-noise, alternate a momenti più "silenziosi" molto emozionanti (come questa canzone). Pezzo finale: Dance me to the end of love di Cohen, scusate la classe.
Dopo Chris Brokaw (suo compagno di merende nei Come), un altro bellissimo concerto al Bloser.

Prossimo appuntamento musicale zaiesco: martedì prossimo, ON MY RADIO (live su Facebook) con Vera Vittoria Rossa, ospiti di Bobby Soul alla Goccia di via san Donato, parleremo delle 10 canzoni più importanti della nostra vita. E dopo si vocifera di un ritorno live degli Anais...sentiremo.