Cosa ho pensato, fatto, visto, sentito, messaggi nella bottiglia, notizie, curiosità, cose inutili e necessarie, il mio piccolo mondo antico, dal 2005 al 2022. E soprattutto tanta musica, come colonna sonora ma anche come espressione di ciò che non sapevo, non volevo e soprattutto non potevo scrivere.
Dal 2023 mi trovate su Facebook (sono un boomer!) come FRANCESCO ZAIO.
Come si evince dal mio faccione, mi piace molto, mi diverte e mi dà grande soddisfazione allestire nuove librerie Ubik in giro per l'Italia, conoscendo anche posti, culture e persone (simpaticissimo Francesco!): questa è Palestrina, a me tristemente nota perchè vi morì sul palco Mark Sandman dei fantastici Morphine nel 1999.
Quale sarà la prossima città a vedere un libraio con la maglietta degli Stooges?
In tutti questi mesi non mi sono mai espresso qui sul Covid e le varie misure socialmente restrittive prese dal governo e dagli scienziati. A differenza di migliaia di persone che si sentono in diritto di esprimere la loro opinione in merito sui social, ritengo di non avere le competenze e le conoscenze utili a formulare un parere: mi affido, da bravo "servo del sistema" (diranno in molti), alla stragrande maggioranza dei dottori e degli scienziati, e al governo che recepisce le loro direttive.
Ho visto colleghi, parenti e conoscenti stare molto male (qualcuno è anche morto), e preferisco rischiare di morire di vaccino che di Covid. Quindi mi sono sparato le due dosi e ho il green pass, per tornare a una vita "normale", come era prima del Marzo 2020.
Tutto il complottismo e la dietrologia che si sono create: non sono cose per cui ho nè testa nè voglia. E, se devo essere sincero, le trovo grottesche quando non comiche.
Da tanto non posto niente, nè qui nè sul feisbuk "di lavoro". Non che non abbia cose da dire, o riflessioni da fare su cosa succede fuori e dentro di me (che poi: interessano a qualcuno queste mie riflessioni?): sono state lunghe settimane di lavoro faticoso, e conseguente stanchezza che ha annebbiato e addormentato la voglia di comunicare.
Ma venerdì prossimo salpo verso la "mia" Sardegna, dove ogni volta ricarico le pile della gioia di vivere. E probabilmente avrò più energie, tempo e voglia per scrivere due righe.
Raramente esco da una libreria senza un piccolo/grande libro come questo, da leggere al ritorno in treno.
P.S. sono tornato su Facebook con una pagina in cui avrò a che fare solo col mio lavoro: librerie, librai, lettori, scrittori, editori, insomma libri. Tutto il resto di me resterà qui.
Dall'inverno della fase 1 all'estate della fase 2, eccoci, tutti un po' destabilizzati, sbalestrati, avviliti, depressi, angosciati, furiosi. Sicuramente provati, ma temo non migliorati, da questo test.
Non ce la dimenticheremo questa primavera Kafkiana, anzi Dickiana.
Si vive un giorno dopo l'altro, sperando di poter tornare quanto prima ad avere dei rapporti umani-personali meno impauriti e preoccupati.
Confesso che inizialmente avevo sottovalutato il Coronavirus. Ma lavorando in Lombardia ho sentito e visto cose da romanzo di Dick, o Ballard, o Stephen King. Sarà un periodo durissimo sotto tutti gli aspetti, ma confido che ne usciremo più forti nello spirito, se non nel portafoglio (quello no).
E da oggi inizia la nostra Resistenza del ventunesimo secolo. In fondo, come ha scritto qualcuno, ai nostri nonni fu chiesto di imbracciare le armi, a noi solo di restare in casa.