giovedì 16 luglio 2009

Presenze e incoscienze

Avevo promesso una giornata al mare a mio figlio Alessandro (12 anni), giornata che volevo far saltare per ragioni di lavoro. La sua reazione triste e rabbiosa mi ha un po' stupito, non pensavo (non avevo capito) che fosse una cosa così importante e gradita, la mia presenza. Cercherò di esserci, figlio mio. Mi ha convinto il tuo dire tra le lacrime "Non è giusto". Ci sono già così tante ingiustizie al mondo, non voglio crearne un'altra io, e con te. Non te lo meriti. Nessuno se le merita, le ingiustizie.

lunedì 13 luglio 2009

Throbbing Gristle "Something came over me " (1980)

Paranoia? Ma nooo. "I rather like it".

domenica 12 luglio 2009

Le canzoni dell'estate

Eh già, è proprio estate. Domani i miei kids si trasferiscono in collina, e inizia una lunga estate da pendolare, anche se quest'anno "salirò" meno spesso, a causa del lavoraccio estivo. Settembre, poi, sarà un inferno, temo. Ma vivo un giorno alla volta, vedremo, per ora me la cavo, e non ho perso il sorriso (nonostante i Current 93).
Ci sono molte canzoni che sono collegate nei miei ricordi all'estate, alle mie estati da ragazzo, soprattutto (parlo di 25/30 anni fa, gulp). Settembre di Alberto Fortis, Estate di Bruno Martino, Warm summer night degli Chic, The first picture of you dei Lotus Eaters, A night like this dei Cure, Eyes without a face di Billy Idol, Appetite dei Prefab Sprout, e tante altre, fra cui anche questa di Don Henley (video bellissimo), rifatta niente male di recente dagli Ataris (http://www.youtube.com/watch?v=db6xHWEPTzo).
Buona estate a tutti.
E v chiedo: quali sono le vostre canzoni dell'estate?

sabato 11 luglio 2009

Un Eco pessimista

Reduce dalla visione, sull'ottimo canale Current , di Citizen Berlusconi e G8 2001, un po' depresso, oltre che prosciugato dal lavoro, ho letto e riporto il parere di Umberto Eco sul cosiddetto Belpaese:
Il problema italiano non è Silvio Berlusconi. La storia (vorrei dire da Catilina in avanti) è stata ricca di uomini avventurosi, non privi di carisma, con scarso senso dello Stato ma senso altissimo dei propri interessi, che hanno desiderato instaurare un potere personale, scavalcando parlamenti, magistrature e costituzioni, distribuendo favori ai propri cortigiani e (talora) alle proprie cortigiane, identificando il proprio piacere con l’interesse della comunità. È che non sempre questi uomini hanno conquistato il potere a cui aspiravano, perché la società non glielo ha permesso. Quando la società glielo ha permesso, perché prendersela con questi uomini e non con la società che li ha lasciati fare?
Ricorderò sempre una storia che raccontava mia mamma che, ventenne, aveva trovato un bell’impiego come segretaria e dattilografa di un onorevole liberale - e dico liberale. Il giorno dopo la salita di Mussolini al potere quest’uomo aveva detto: “Ma in fondo, con la situazione in cui si trovava l’Italia, forse quest’Uomo troverà il modo di rimettere un po’ d’ordine”. Ecco, a instaurare il fascismo non è stata l’energia di Mussolini (occasione e pretesto) ma l’indulgenza e la rilassatezza di quell’onorevole liberale (rappresentante esemplare di un Paese in crisi).
E quindi è inutile prendersela con Berlusconi che fa, per così dire, il proprio mestiere. È la maggioranza degli italiani che ha accettato il conflitto di interessi, che accetta le ronde, che accetta il lodo Alfano, e che ora avrebbe accettato abbastanza tranquillamente - se il presidente della Repubblica non avesse alzato un sopracciglio - la mordacchia messa (per ora sperimentalmente) alla stampa. La stessa nazione accetterebbe senza esitazione, e anzi con una certa maliziosa complicità, che Berlusconi andasse a veline, se ora non intervenisse a turbare la pubblica coscienza una cauta censura della Chiesa - che sarà però ben presto superata perché è da quel dì che gli italiani, e i buoni cristiani in genere, vanno a mignotte anche se il parroco dice che non si dovrebbe.
Allora perché dedicare a questi allarmi un numero de ‘L’espresso’ se sappiamo che esso arriverà a chi di questi rischi della democrazia è già convinto, ma non sarà letto da chi è disposto ad accettarli purché non gli manchi la sua quota di Grande Fratello - e di molte vicende politico-sessuali sa in fondo pochissimo, perché una informazione in gran parte sotto controllo non gliene parla neppure?
Già, perché farlo? Il perché è molto semplice. Nel 1931 il fascismo aveva imposto ai professori universitari, che erano allora 1.200, un giuramento di fedeltà al regime. Solo 12 (1 per cento) rifiutarono e persero il posto. Alcuni dicono 14, ma questo ci conferma quanto il fenomeno sia all’epoca passato inosservato lasciando memorie vaghe. Tanti altri, che poi sarebbero stati personaggi eminenti dell’antifascismo postbellico, consigliati persino da Palmiro Togliatti o da Benedetto Croce, giurarono, per poter continuare a diffondere il loro insegnamento. Forse i 1.188 che sono rimasti avevano ragione loro, per ragioni diverse e tutte onorevoli. Però quei 12 che hanno detto di no hanno salvato l’onore dell’Università e in definitiva l’onore del Paese.
Ecco perché bisogna talora dire di no anche se, pessimisticamente, si sa che non servirà a niente.
Almeno che un giorno si possa dire che lo si è detto.

(dall'Espresso di ieri)

venerdì 10 luglio 2009

Current 93 - A Sad Sadness Song

giovedì 9 luglio 2009

Placebo - Song To Say Goodbye (Uncut)

Sì, l'avevo già postata, questa canzone, in versione ridotta. E' sempre un pugno nello stomaco, per noi papà stressati ;-)

Mi perdo tutto

A giugno i Social Distortion, ieri gli U2, domani Nick Cave gratis a Torino, poi i Kraftwerk e i Placebo a Livorno...ma sì, lo stesso, mi prenderò i cd o i DVD. Bono pare sia in grande forma vocale, ma proprio non ho più la forza per fare certe spedizioni e in contesti così esagerati. Ultraviolet mi dà sempre i brividi, però.