domenica 14 febbraio 2016

Buon San Valentino



"Un giorno, ragazzo, raccoglierai quello che hai seminato
Ti prenderai un raffreddore, e starai per conto tuo
e capirai che quello che è sbagliato in me
è sbagliato anche in tutti quelli con cui vorrai fare i tuoi giochetti
Poesie e fiori, belle parole e minacce
Sei andato alle corse di nuovo e io non faccio scommesse
su di te che torni a casa stanotte, sono tutt'altro che cieco
Se mi dai per scontato allora devi aspettarti di trovare una sorpresa
Sorpresa! San Valentino è finito, San Valentino è finito
Se vuoi parlarne beh sai dov'è il telefono
Non venire a ricordarmi ancora quanto un osso sia fragile
Dio non ha fatto di te un angelo, e il Diavolo ti ha reso uomo
Ora capisco che la brutalità e l'economia sono legate
Quando capirai che sia in alto che in basso non c'è amore?
Per la ragazza col corpo a clessidrail tempo scorre molto veloce
Volevamo le stesse cose, ma questo è tutto nel passato
e recentemente sembra che, dato che tutto diventa più difficile,
il tuo ideale di giustizia diventi sempre più duro
Grazie per le cose che mi hai comprato, grazie per il biglietto
Grazie per le cose che mi hai insegnato quando mi hai dato quella botta
che l'amore fra due persone deve essere basato sulla comprensione
finchè questa è vera troverai le tue cose accatastate sul pianerottolo
Sorpresa, sorpresa: San Valentino è finito
San Valentino è passato"

sabato 13 febbraio 2016

Ci manca la parola

Parlarsi
Sappiamo ancora parlare agli altri (ma anche a noi stessi)? Sappiamo ancora stare in silenzio ad ascoltare gli altri? Da quando tv, internet, social e cellulare hanno invaso la nostra vita, ogni comunicazione è diventata spessissimo filtrata da uno schermo. Quanto ci è diventato difficile dire una cosa in faccia, guardando negli occhi. Richiede molto meno coraggio scriverla in un post o in un messaggio che poi potremo sempre cancellare, anche se teoricamente potrebbe essere diffuso in tutto il mondo.
Un tempo le parole volavano e gli scritti rimanevano, ora è il contrario. Non dimenticherò mai certe frasi ascoltate/dette, ma ho dimenticato/cancellato migliaia di frasi scritte importanti (o almeno tali erano a loro tempo).
In prima persona mi rendo conto di come certe cose io sia ormai diventato più capace a scriverle che a dirle di persona. E vedo ragazzi e coetanei che non saprebbero esprimere "de visu", a voce, i loro sentimenti, oppure vivono "in diretta" simultaneamente sui social (ai concerti per esempio anzichè stare ad ascoltare moltissimi badano a filmare col cellulare col braccio in alto). Come se volessimo anzi dovessimo testimoniare con foto, filmati e post la nostra storia e il nostro stare al mondo. Quando invece quello che ci resterà dentro a fare la nostra storia e il nostro stare al mondo saranno le parole (dette e non dette, ascoltate e mai sentite), i gesti, gli sguardi, gli abbracci (dati e mai ricevuti), i baci (dati e non dati), i sorrisi, le risate, le lacrime (viste e nascoste). Le cose importanti, le cose vere.

(Riflessione nata dopo la lettura dell'ennesimo bellissimo libro di Eugenio Borgna)

venerdì 12 febbraio 2016

Il peso di queste distanze



"Il ghiaccio si confonde
con il cielo, con gli occhi
e quando il buio si avvicina
vorrei rapire il freddo
in un giorno di sole
che potrebbe tornare in un attimo solo.
Forse stanotte,
se avro' attraversato
la strada che non posso vedere
poi in un momento
copriro' le distanze
per raggiungere il fuoco
vivo sotto la neve.
I nostri occhi impauriti
nelle stanze gelate,
al chiarore del petrolio bruciato
e oltre il muro il silenzio,
oltre il muro solo ghiaccio e silenzio.
Aspettero' questa notte pensandoti,
nascondendo nella neve il respiro,
poi in un momento diverso dagli altri
io copriro' il peso di queste distanze.
Di queste distanze. Di queste distanze.
Di queste distanze."
(Diaframma, 1984)

Stasera vado a vedere i Diaframma, autori di questa canzone (qui ben interpretata dai Marlene Kuntz) che tanto restò nel mio cuore di ventenne triste. Avevo (ho!) il long-playing in vinile bianco, di "Siberia". Era prorio un altro mondo, era proprio un altro Franco Zaio (anche se canzoni come questa toccano delle corde ancora vive, evidentemente). 

sabato 6 febbraio 2016

Il nuovo disco di PJ



Ad aprile uscirà il nuovo disco di P J Harvey, una delle mie artiste preferite. Il video e la musica del singolo "apripista" lasciano prevedere grandi cose. Bentornata Polly!

giovedì 4 febbraio 2016

Sorry somehow



Time heals, time goes on and
Time really flies
Time hurts and time can cut you
Cut you down to size
There's no need to touch you now, no
Well, I'm doing fine
Life too can cut you
And I've cut you out of mine
You're making me
Sorry, sorry somehow
You're making me
Sorry, sorry somehow
There's no need to talk to you
Well, to know what's on your mind
There's no need to see you either, no
I'm just being kind
You want me to beg forgiveness
Tender an apology
It's not my fault and you're not
Getting one from me
You're making me
Sorry, sorry somehow
You're making me
Sorry, sorry somehow
And now I guess it's your decision
Now you decide
Take me to the cleaners, baby
Take me for a ride
Whoever cares for your affairs will
Sort it out for you
Send me a subpoena, baby
Tell me what to do
You're making me
Sorry, sorry somehow
You're making me
Sorry, sorry somehow
You're making me
Sorry, sorry somehow
You're making me
Sorry somehow
And I'm not sorry
Sorry, sorry somehow
You're making me
Sorry, sorry somehow
Well, I don't have to think about you
Think about the past
Those days stand out in my mind you know
Those days were the last
I know the time is coming and I'm
Waiting for the day
I'd give you everything in the world just to
Get it out of the way
You're making me
Sorry, sorry somehow
You're making me
Sorry, sorry somehow
You're making me
Sorry, sorry somehow
You're making me
Sorry somehow
You're making me
Sorry, sorry
Sorry, sorry
Sorry, sorry