domenica 30 agosto 2015

La prima estate


La prima estate senza mio papà. La prima estate con un lavoro autonomo che mi galvanizza e mi gratifica. La prima estate che mi ha lasciato con una carezza, un abbraccio e un "pat pat" sulle spalle. La prima estate a cui dico "Ci vediamo l'anno prossimo, e arriverò col sorriso, non con la solita smorfia contrita".

(Quante volte ho già postato questa canzone? Chiedo venia: è una delle mie preferite di uno dei miei musicisti preferiti).

giovedì 27 agosto 2015

Un'altra vita è possibile

Più degli altri anni rientro in "continente" con le pile ricaricate, e sentendomi molto più sereno e "filosofo", molto meno potenziale vittima di stress, angoscie (o angosce?) e paturnie. In Sardegna le persone "hanno" un decimo delle cose e delle possibilità che abbiamo in continente, eppure sono 10 volte più sereni, rilassati, divertiti, sorridenti. Perchè? Come fanno?
Forse, più o meno inconsciamente, i Sardi (esse maiuscola) sanno cosa davvero conta nella vita, cosa davvero costituisce la qualità del vivere (nonostante tutte le oggettive difficoltà ed eredità), sanno sdrammatizzare, hanno una prospettiva diversa (o nessuna prospettiva). 
Voglio saper essere anche io così, nonostante quello che ho di tedesco, svizzero, milanese, piemontese, padano, zeneize. 
Un'altra vita è possibile.




lunedì 24 agosto 2015

Departure music



Tornato oggi a Genova dalla Sardegna, accolto da allerta meteo e un diluvio che sembra di essere in Bangladesh. Notte sul traghetto più o meno insonne, con gli Hammock nella testa, pensando alla musica che farò, nei prossimi mesi.
E anche alla vita che farò. Sono ottimista.

giovedì 6 agosto 2015

Passato, presente e futuro



era il titolo di questo misconosciuto LP, che ascoltavo e amavo negli anni 80. Trent'anni dopo le stesse sensazioni, giusto un filo più malinconiche. Dentro ho ancora quel ventenne là, forse, ricoperto dagli anni passati. Non escludo che i futuri saranno i migliori.

giovedì 30 luglio 2015

Come ogni volta



Non so perchè, ma oggi a Torino mi girava in testa questa canzone.

"Sei le sbarre al mio silenzio 
Sei il nemico andato via 
Mille volte l'unica poesia 
Sei la cella e il prigioniero 
L'illusione che cadrà 
Mille volte l'unica realtà
Tu sei l'alito che guida 
Le mie dita su di te
sei il respiro dentro ai miei 
Perché
Tu sei l'inverno in fondo al cuore 
Sei l'estate che non c'è 
Tu sei la via che passa dentro me
Sei la prossima parola 
Sei la voce calma che 
Dà la forza a tutti i miei 
Perché
Tu sei l'inverno in fondo al cuore 
Sei l'estate che non c'è 
Tu sei la via che passa dentro me."

mercoledì 29 luglio 2015

Terra promessa


























Come quasi ogni anno, da 40 anni, passo le mie vacanze qui (eccomi ritratto sdraiato al sole). Questo "eterno ritorno" dell'anima. Ogni anno vedersi e sentirsi invecchiati un po' (quest'anno molto), i figli sempre più grandi, le risate sempre meno sguaiate, gli sguardi sempre più vaghi. Ma è un appuntamento con me stesso irrinunciabile (le albe alla Pelosa, gli amici sassaresi, il "mare di fuori"), quasi necessario. Se penso alla mia situazione dell'estate scorsa! Anche se non c'è più mio papà, questa è l'estate meno tormentata da 5 anni a questa parte.