lunedì 29 agosto 2016

Effetto Sardegna


Anche quest'anno torno pieno di energia positiva dalla mia amata Sardegna. Anche se invecchiando si ispessisce lo strato di malinconia, nostalgia, amarezza, certi miei "posti del cuore" hanno il potere di rasserenarmi e ricaricarmi per un altro anno di stress "continentale". 
Ora vediamo quanto dura, questo placebo. Per ora, citando il buon vecchio Gaber, "io sto bene come uno che si sogna, non è mica colpa mia, ma sto bene: che vergogna!" :-)

giovedì 25 agosto 2016

E poi



succedono cose come il terremoto nel centro Italia, e ti senti un cretino, uno stupido, a farti certi problemi, a lamentarti, a criticare, a lambiccarti con cose di importanza irrisoria o superflua, nel tuo piccolo mondo, antico o moderno che sia. E, per quanto crudele possa suonare, ti senti fortunato e in condizione, anzi in dovere di aiutare chi sta davvero male.

P.S. nel frattempo i morti sono diventati 247.

lunedì 22 agosto 2016

Qual è il problema oggi?

Altro mio personale "tormentone" dell'estate 2016. Video piuttosto angosciante, musica tra Smiths e Clash, testo doloroso. Della serie "Ci facciamo del male e lo mettiamo pure in mostra". Non è proprio il caso di questa mia estate, ma in passato...
Meno male che una volta all'anno vado in Sardegna e tutto, ma proprio tutto, mi appare ridimensionato e sdrammatizzato.

sabato 20 agosto 2016

Necessità oscure

Inizialmente perplesso dal basso "sleppato" di Flea, dopo ripetuti ascolti (su Virgin Radio) questo pezzo, soprattutto dopo aver letto il testo, è diventato una delle mie "canzoni dell'estate" 2016.

giovedì 11 agosto 2016

L'importanza dei ricordi "concreti"



Ieri ho ritrovato il diario che scrissi nei primi anni di vita del mio primogenito (col secondo non ce la feci, mi dispiace molto Matte ma non ce la feci proprio: perdonami), con l'intenzione di regalarglielo al compimento dei suoi 18 anni: uno tsunami di emozioni, che ha travolto anche Alessandro ("E' il regalo più bello che abbia mai ricevuto").

Che importanza, che valore enorme hanno i ricordi cartacei, soprattutto quelli belli e pieni di amore (per quanta fatica e dolore abbiano comportato). Voglio stampare le foto più belle/significative, voglio scrivere (e stampare su carta) i ricordi e i pensieri più importanti. Voglio che rimanga qualcosa di concreto della storia della mia vita, e pazienza (anzi: meglio) se resteranno in un cassetto o in una scatola: questo blog è certo una gran bella cosa (ogni tanto, preso da curiosità autobiografica, vado a vedere cosa scrivevo/pensavo dieci anni fa) ma resta il fatto che con due click potrei cancellarlo (o potrebbe essere cancellato).
E' un po' come per le cosiddette amicizie: quelle virtuali (vedi il mio sciagurato periodo su Facebook) sono superficiali, volatili, impalpabili, evaporano nel web; quelle "di faccia", guardandosi negli occhi, parlandosi, toccandosi, a volte aiutandosi, quelle non evaporano. Ti restano nel cuore e negli occhi per sempre. E danno un senso, un senso bello, alla vitaccia che si fa, un giorno dopo l'altro.

mercoledì 10 agosto 2016

Non c'è più la mezza età

Essendo nel mezzo del cammin della mia vita (ed essendo piuttosto nebbiosa se non smarrita la diritta via) mi ha interessato molto questo agile ma sostanzioso saggio. In effetti, se ci guardiamo intorno, si è (o si cerca di essere/rimanere) giovani, o perlomeno giovanili il più a lungo possibile, senza una "età di mezzo", per poi diventare vecchi d'un botto. E' una osservazione che vale sia per le persone fisiche sia per il mondo del lavoro. "La giovinezza si allunga, quando ti considerano consumatore; si accorcia quando ti considerano produttore. Se perdi il lavoro a quaranta o cinquant'anni è difficile che ne trovi un altro" (pagg. 48-49: chi mi conosce sa quanto queste parole mi facciano sanguinare). E ora che si fanno pochissimi figli (lo restiamo fino a 60 anni) e si vive un sempiterno presente senza preoccuparci di cosa lasceremo, senza doveri, solo diritti: che futuro abbiamo, noi e quelli che verranno dopo di noi?

lunedì 8 agosto 2016

Eterno ritorno



Anche quest'anno riesco a ritornare nella "mia" Sardegna, quella che conosco (e non è cambiata) dagli anni 70. Io sì che sono cambiato, eccome, ma non si può avere 25-35 anni tutta la vita, è assurdo e anche patetico. Quest'anno non scriverò il solito post prima di partire (tipo questo  oppure quest'altro), tanto ogni anno dico più o meno le stesse cose (a parte quando ho perso il lavoro, e quando si è spento mio padre). Dico solo che sarà una vacanza diversa dal solito, più curiosa, "internazionale", perchè con noi (io e Luana) ci saranno anche Mayumi (amica giapponese) e Thomas (il marito tedesco): sarà divertente introdurli ai posti e all'andazzo delle cose (certi ritmi, certe attitudini). Per il resto, sarà il mio solito commovente "eterno ritorno", e una potente ricarica delle pile dell'anima.