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lunedì 27 gennaio 2020

Addio Kobe



Straziante rivedere questo corto (vincitore di un Oscar, tra l'altro) dopo la scomparsa tragica di Kobe Bryant con la figlia Gianna.

E' stato così importante Kobe, per il basket, per lo sport in generale, e per i miei figli, che grazie soprattutto a lui hanno amato IL Gioco fin da bambini.

Che brutta serata, domenica 26 febbraio 2020.

domenica 19 giugno 2016

Game 7 tonight



Stanotte alle 2 storica gara 7 delle Finals NBA. Personalmente tifo LeBron James, piuttosto che Curry, che per quanto geniale e mostruoso non ha il carattere e il passato di LeBron.

Ho scoperto il basket e di conseguenza l'NBA (soprattutto se commentata dal mito Flavio Tranquillo) grazie ai miei figli, che lo praticano dalla prima elementare. Penso sia uno sport fantastico, completo e anche educativo/formativo (sono certo che ha avuto una grossa influenza positiva sulla crescita personale e l'educazione dei miei ragazzi).

Se in Italia ci fosse meno aspiranti calciatori e più basket sono sicuro che la nostra società sarebbe molto migliore.

venerdì 15 aprile 2016

Provarci sempre (no remorse)






















E in fin dei conti: cos'è la nostra vita? Una testimonianza, un tentativo fallito, o un fallimento tentato. Provare, provarci sempre. Provare a essere qualcuno o fare qualcosa. "Provarci" significa anche: provare a noi stessi, metterci alla prova, dare una prova. Che ce la possiamo fare. Se solo ci proviamo. Forse. Ma se non ci proviamo non lo sapremo mai.
Che cosa, chi ci ferma, nel "provarci"? Principalmente noi stessi. Il cinismo, la disillusione, il passato triste e amaro, il presente che ci sfugge come sabbia tra le mani, il futuro insicuro, invisibile, incerto.
Quello che ci conforterà, fra qualche tempo, sarà il pensiero che, nonostante tutto e tutti, noi ci avevamo provato.
No remorse.

giovedì 3 dicembre 2015

La lettera di Kobe Bryant



Lo ammetto: mi sono commosso nel leggere la lettera di addio, anzi di amore, al basket di Kobe Bryant, personaggio che tanto ha fatto amare il basket ai miei due figli. E ho capito una volta di più quanto la passione per lo Sport possa essere benefica e salvifica.

Caro basket, 
dal momento in cui ho cominciato ad arrotolare i calzini di mio padre 
e a lanciare immaginari tiri della vittoria nel Great Western Forum 
ho saputo che una cosa era reale:
mi ero innamorato di te.
Un amore così profondo che ti ho dato tutto 
dalla mia mente al mio corpo 
dal mio spirito alla mia anima.
Da bambino di 6 anni 
profondamente innamorato di te 
non ho mai visto la fine del tunnel. 
Vedevo solo me stesso 
correre fuori da uno.
E quindi ho corso. 
Ho corso su e giù per ogni parquet 
dietro ad ogni palla persa per te. 
Hai chiesto il mio impegno 
ti ho dato il mio cuore 
perché c’era tanto altro dietro.
Ho giocato nonostante il sudore e il dolore 
non per vincere una sfida 
ma perché TU mi avevi chiamato. 
Ho fatto tutto per TE 
perché è quello che fai 
quando qualcuno ti fa sentire vivo 
come tu mi hai fatto sentire.

Hai fatto vivere a un bambino di 6 anni il suo sogno di essere un Laker 
e per questo ti amerò per sempre. 
Ma non posso amarti più con la stessa ossessione. 
Questa stagione è tutto quello che mi resta. 
Il mio cuore può sopportare la battaglia 
la mia mente può gestire la fatica 
ma il mio corpo sa che è ora di dire addio.
E va bene. 
Sono pronto a lasciarti andare. 
E voglio che tu lo sappia 
così entrambi possiamo assaporare ogni momento che ci rimane insieme. 
I momenti buoni e quelli meno buoni.

Ci siamo dati entrambi tutto quello che avevamo. 
E sappiamo entrambi, indipendentemente da cosa farò, 
che rimarrò per sempre quel bambino 
con i calzini arrotolati 
bidone della spazzatura nell’angolo 
5 secondi da giocare. 
Palla tra le mie mani. 
5… 4… 3… 2… 1…
Ti amerò per sempre,
Kobe