Visualizzazione post con etichetta Morte. Mostra tutti i post
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mercoledì 21 dicembre 2022

Franco è morto, viva Francesco

Nel 2022 il Francozzaio che tutti conoscevano è morto: le persone che mi conoscono ex novo ora mi chiamano Francesco. Per cui questo è il penultimo post che pubblico su questo blog, che diventa un album di ricordi, a questo punto, di una persona che cambia vita, sopravvivendo a se stesso, agli sbagli e alle scelte che ha fatto, alle difficoltà in cui si è cacciato, a un Natale in solitudine.

(L'ultimo post sarà il classico di fine anno, con le cose memorabili dell'anno.)

Buon Natale a voi lettori affezionati di questo blog, spero che abbiate un Natale più sereno del mio.

sabato 10 dicembre 2022

Memorie di Adrian

"C'è sempre questa lotta per trovare la mia lingua
Questo silenzio confuso per consenso da tutti
E c'è sempre questo dolore
E c'è sempre questo bisogno
Ogni strada che prenderò
maledetta da alberi caduti
Quando posso essere me?
Lei chiede: quando posso essere me?
Tutto questo mondo mi prende per mano
Mi abbassa al suo livello
e mi chiede chi dovrei essere
Chi dovrei essere"

sabato 15 ottobre 2022

Nonfarecazzate is the new Ciaofracisentiamo

Da quando mi sono separato, tutte le persone che mi conoscono quando mi incontrano/parlano concludono salutandomi con "Mi raccomando, non fare cazzate". State tranquilli, cazzate più grosse non ne farò.

martedì 22 febbraio 2022

The end of a one way street

Oggi è morto Mark Lanegan. Aveva la mia età. Ne avevo parlato un mese fa.
Riposa in pace, cupo tormentato leone.

mercoledì 2 febbraio 2022

That's life (il tempo stringe)









Lo so, sembro/sono cinico, insensibile, arido, stronzo, ma quando muore un personaggio famoso, per quanto stimato in vita, ho due diverse reazioni alternative: 1 ma non era già morto? 2 ma cosa ca me ne frega. Per Monica Vitti, la mia attrice preferita, la reazione invece è stata di un piccolo commovente dolore, che so da dove deriva: da una Paura. La Vitti era bravissima, intelligentissima e bellissima. Ma neanche lei, con tutte le sue doti, ha potuto opporsi al passare del tempo e a un destino sfortunato. Il corpo, il mondo, la vita, l'età ci presentano prima o poi un conto, e spesso non siamo in grado di pagarlo, neanche a rate. Questa è LA paura. Ma anche la lezione: cerchiamo di goderci un giorno alla volta, non sprechiamo tempo ed energie, cerchiamo di lasciare un buon ricordo, in opere e azioni, perchè il tramonto e la notte, più o meno lunghi, arrivano per tutt*. Il tempo stringe.

venerdì 14 gennaio 2022

Come vola il tempo

Oltre alle oggettive limitazioni pratiche inflitte alla vita quotidiana, uno degli effetti che la pandemia ha avuto su di me è stata la mutazione di come sento il tempo passare. La vita prima del Covid sembra 5 anni fa, e invece sono solo 2. D'altra parte dal 2020 le settimane passano sempre più velocemente. Me lo dicevano gli anziani, che il tempo vola, man mano che si invecchia. E cresce l'ansia di non riuscire a fare/essere tutto quello che vorremmo fare/essere, di non averne più il tempo. La sensazione "il tempo stringe". Cresce la voglia/intenzione di non aggiungere errori e rimpianti a quelli del passato, ormai irrimediabili. La sensazione è che la corrente del fiume verso la cascata o il mare sia sempre più veloce, e ci sono sempre meno tronchi su cui appoggiarsi e rami sulla riva a cui attaccarsi e fermarsi.

giovedì 3 giugno 2021

Tornare al cinema

Questo è un altro film che mi è piaciuto tantissimo per quanto doloroso e destabilizzante.

Vedere i film al cinema anzichè alla tv o peggio ancora sul pc è proprio tutta un'altra storia, un'altra esperienza sensoriale e oserei dire sociale. Ho paura però che la Pandemia abbia invece abituato tantissimi a stare a casa sul divano: nelle due prime sale da me frequentate dopo la Pandemia gli spettatori si contavano sulle dita di una mano, e sono filmoni da Oscar.

P.S. anche qui come in Nomadland molto belle le musiche di Einaudi.


 

martedì 23 febbraio 2021

"Ti stavo allucinando?"

Was it a trick of light
By the blood red moon?
Was it lack of sleep
Dreams come too soon?
When I turned to speak
You passed right through me
Was I hallucinating you?
Was it alcohol
Or a failing mind
Too many loveless days
Too close behind?
Were you conjured by the fumes
Of too many smoked filled rooms?
Was I hallucinating you?
Like a vision come
Silent in your steps
Shimmered like a fire
Heat-haze at your edge
Where you protecting me
From something I couldn't see
Was I hallucinating you?

venerdì 19 febbraio 2021

"E poi cos'è che fa bene?"

"Per fortuna ho speso tutto in donne, manco tanto, che me la davano gratis, vodka e cocaina. Scarpe e cravatte che non mettevo mai. Mi sparavo cinque grammi di coca al giorno, solo di polvere avrò bruciato 7 miliardi. L'alcol mi ha distrutto? Mah, ha mai provato a ubriacarsi? È bellissimo. Lasci perdere discorsi di morale, che non ho. E poi cos'è che fa bene? Lavorare dalla mattina alla sera per arricchire qualcuno? Non sono stato un buon padre, lo so. Ma la vita è una somma di errori, di gioie e di piaceri, non mi pento di niente, ho amato, ho riso, ho vissuto, vi pare poco?" (Flavio Bucci).

domenica 7 febbraio 2021

Adrian Borland

Adrian Borland mi spezza il cuore, forse più di Ian Curtis.
Dopo tutti questi anni continuo a scovare canzoni che mi toccano le ferite mai chiuse, e mi rendo conto di quanta influenza abbia avuto sulla mia musica e anche sulla mia vita.
Prima o poi DEVO fare un disco tributo anche per lui, come ho già fatto con Clash e Husker Du.
Il 2021 potrebbe essere l'anno buono.

venerdì 30 ottobre 2020

Clearly I'm not ready

I am a man
I am self-aware
And everywhere I go
You're always right there with me
I've flirted with you all my life
Even kissed you once or twice
And to this day I swear it was nice
But clearly I was not ready
When you touched a friend of mine
I thought I would lose my mind
But I found out with time
That really I was was not ready, no no
Oh, death
Oh, death
Oh, death
Clearly
I'm not ready
Oh, death you hector me
Decimate those dear to me
Tease me with your sweet relief
You are cruel and you are constant
When my mom was cancer sick
She fought but then succumb to it
But you made her beg for it
Lord Jesus, please I'm ready
Oh, death
Oh, death
Oh, death
Clearly
I'm not ready
No, no
Oh, death
Oh, death
Oh, death
Clearly
I'm not ready
No, no

venerdì 14 agosto 2020

Due anni fa



















Il crollo del ponte Morandi è stato un altro G8, un altro undicisettembre. In molti ci siamo sentiti più sconfitti e disillusi sulla nostra società, sul mondo, sulla nostra umanità così fragile e impotente, proprio come nel 2001.

In questi giorni ho letto un bellissimo libro che proprio dal crollo di un fantomatico ponte prende spunto: Ilaria Rossetti, Le cose da salvare (Neri Pozza).

Buona estate 2020.

mercoledì 3 giugno 2020

L'ultima canzone



Nei commenti a questo video su YouTube troverete anche il mio "This is the song that I want to be played at my funeral". Lo dissi anche a Steve Wynn, l'autore, che sorrise lusingato e imbarazzato allo stesso tempo.

Tonight we define the sentence of time
Gracefully part from the rest
You wear the things you wore in your dreams
The way they'll remember you best
No regrets, no remorse
No need to put up a fight
It's the last thing we'll do
So make sure that we're doing it right
Last exit please, the greatest of ease
Seal it with a kiss
Cause tonight, tonight we'll follow the light
To someplace better than this
Look at the way the others have gone
Dying and crawling alone
You swore you'd never end up like them
Finding that you might be wrong
No regrets, no remorse
No need to put up a fight
It's the last thing we'll do
So make sure that we're doing it right
Last exit please, the greatest of ease
Seal it with a kiss
Cause tonight, tonight we'll follow the light
To someplace better than this

martedì 2 giugno 2020

Goodbye Ruby Tuesdays



Afferra i tuoi sogni prima che scivolino via

Morendo tutto il tempo

Perdi i tuoi sogni e perderai la testa

Non è crudele la vita?




lunedì 25 maggio 2020

Il treno per domani



Dall'inverno della fase 1 all'estate della fase 2, eccoci, tutti un po' destabilizzati, sbalestrati, avviliti, depressi, angosciati, furiosi. Sicuramente provati, ma temo non migliorati, da questo test.

Non ce la dimenticheremo questa primavera Kafkiana, anzi Dickiana.

Si vive un giorno dopo l'altro, sperando di poter tornare quanto prima ad avere dei rapporti umani-personali meno impauriti e preoccupati.


lunedì 11 maggio 2020