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sabato 23 luglio 2022

Thurston Moore e Manuel Agnelli dal vivo a Genova

 

Thurstom Moore Manuel Agnelli Genova

Thurston Moore e Manuel Agnelli a Genova, 21 luglio 2022

Thurston Moore dei Sonic Youth che fa da spalla a Manuel Agnelli degli Afterhours mi ha fatto tornare coi ricordi al 1991 quando i Ramones fecero da spalla ai Litfiba a LAS PEZIA (scrissero così nel manifesto, e da quel giorno Manges e Peawees si fregiarono del titolo di Las Pezia Rockers). E’ un dato di fatto però che solo il 10% del pubblico sia venuto al Porto Antico per sentire il mago della (passata) Gioventù Sonica, quindi ubi maior.

Il concerto di Thurston Moore

Forse in previsione dell’età media del pubblico questa sera al Balena Festival ci sono le sedie davanti al palco, anche se sono state abbandonate per il concerto del Manuelone nazionale. Il concerto di Thurston Moore invece meritava l’ascolto da seduti: a detta di molti uno dei concerti più belli visti a Genova negli ultimi anni. Moore sembra un sessantenne Shaggy di Scooby Doo, con la sua andatura dinoccolata (è altissimo) in braghette di jeans. Se ne fotte giustamente di look e show, perché a parlare e farci viaggiare sono le sue musiche, accompagnate da una band di livello altissimo (ci sono Debbie Googe dei My Bloody Valentine, non-so-se-mi-spiego, che usa una chitarra come basso, e James Sedwards, uno dei chitarristi più brillanti del panorama indie inglese). Perplesso dal passaggio dietro al palco di numerosi traghetti, Moore presenta Locomotives come una “anti-cruise song” 😊 Gran parte dei brani eseguiti vengono dal bellissimo By the Fire pubblicato nel 2020: Hashish e Cantaloupe hanno fatto luccicare gli occhi dei presenti cresciuti (in tutti i sensi) con Daydream Nation, Goo Dirty. Suoni bellissimi, performance emozionante.

Poi arriva Manuel Agnelli

Anche i suoni e la performance di Manuel Agnelli sono stati di livello molto alto, superiore a molti dei concerti che gli ho visto fare con gli Afterhours. Impressionante soprattutto la potenza e la versatilità della voce. Ad accompagnare Agnelli in questa occasione ci sono i Little Pieces of Marmalade, sorprendente duo pestone chitarra e batteria scoperto a X Factor, la bravissima polistrumentista Beatrice Antolini (membro fisso della band di Vasco Rossi e cantautrice in proprio) e il bassista dei Negrita Giacomo Rossetti. Nessuno di loro ha fatto rimpiangere gli Afterhours, anzi hanno dato alle vecchie canzoni un piglio e un colore centrato e fresco.

Questa la scaletta: Pam pum pam, Signorina Mani Avanti (il nuovo singolo schiacciasassi, instant Afterhours classic), Veleno, Non si esce vivi dagli anni 80 (di cui Agnelli ha voluto ripetere il finale riuscito male), Male di miele, Varanasi baby, Bungee jumping, Non è per sempre, Ballata per la mia piccola iena, La profondità degli abissi (pluripremiata colonna sonora del film Diabolik), l’ostica Proci (con sfida al pianoforte con il maestrə Antolini), una struggente Padania, 1.9.9.6., Quello che non c’è, le fulminanti cavalcate punk di Dea Lasciami leccare l’adrenalina, Voglio una pelle splendida, Bye bye Bombay (suonata alla Hendrix coi denti dal giovane frizzante chitarrista), per finire con una bellissima versione di Ci sono molti modi. “Torneremo a scorrere” ripete spesso questa canzone: speriamo, ce n’è bisogno.

Agnelli a dispetto delle malelingue è stato molto comunicativo e persino autoironico nell’introdurre i brani e nel rapportarsi al pubblico.

Due concerti che resteranno impressi nella memoria di molti genovesi, soprattutto Thurston Moore, che non capita tanto spesso da queste parti.

lunedì 18 aprile 2022

venerdì 29 gennaio 2021

"Potrebbero spargere la voce"

Io sono nessuno! Tu chi sei?
Sei nessuno anche tu?
Allora siamo in due!
Non dirlo! Potrebbero spargere la voce

Su tomtomrock.it la bellissima recensione di Antonio Vivaldi del disco dei miei Anaïs.

Dal 12 Febbraio in streaming su Spotify e tutte le piattaforme digitali, su etichetta Viceversa Records.

giovedì 6 febbraio 2020

"Ci furono notti"


"Ci furono notti 
in cui mi persi nel cielo, 
fra le stelle.
Altre notti mi dovetti fermare, 
appoggiarmi a qualcosa di vero, 
prima di volare di nuovo.
Ci furono notti 
in cui sparii nel buio.
Ci furono notti
in cui non pensai alle albe.
Ci furono notti
che non finirono mai."

sabato 9 marzo 2019

The zip in the sky






















C'è una cerniera, nel cielo, stamattina. Vorrei tanto che un Dio la aprisse, come fossero un paio di jeans, e mi facesse vedere cosa c'è sotto/dietro a questo cielo azzurro di primavera. Presumo ci sia un grande Nulla, un Vuoto a perdere, un Buio nero.
Quindi meglio non avere certe curiosità. E accontentarsi della superficiale bellezza che questa cupola mi riserva stamattina.







lunedì 17 dicembre 2018

Ascolti e recensioni "notevoli"



Qui la mia recensione di Skins di XXXTentacion.

Pa, è notevole che a 54 anni ascolti e ti piaccia questa musica (Ale, 21 anni).

mercoledì 5 dicembre 2018

Troppe parole (e le sento)



Three inches above the floor

Man in a box wants to burn my soul

And I'm tired, and I'm tired.

Is that the truth he says

The pain is easy

Too many words, too many words


And I can hear 'em


If you're hearing screams

Come back child, come back

My hands are dry

But I know they're gonna make it

Just one more night

Too many words, too many words

lunedì 22 ottobre 2018

Una Bella Famiglia

Nuovo articolo su Tomtomrock.it



Concerto: The Handsome Family live @ Raindogs, Savona

The Handsome Family, Savona - 12 ottobre 2018.

The Handsome Family live - Raindogs, Savona | Recensione

Lo confesso: io la Handsome Family l'ho conosciuta grazie alla sigla di True Detective (la prima serie col favoloso Matthew McConaughey), e penso di essere uno dei tantissimi. La bellissima Far From Any Road diventò, fra l'altro, la sigla di apertura dei concerti di Guns N'Roses e Springsteen, per dire il livello di notorietà della canzone. Confesso anche che, da vecchio rozzo punkettaro, ho sempre avuto un po' di ignorante diffidenza verso il genere country-bluegrass (e il folk in genere). Poi per fortuna sono arrivati Johnny Cash, Billy Bragg e Mark Lanegan a distruggere il mio pregiudizio sul country come "il liscio degli americani".
The Handsome Family live - Raindogs, Savona

La comunicativa 'gotica' della Handsome Family

Dopo (e nonostante) questa socratica confessione di ignoranza storica, sono andato a vedere con grande curiosità la Bella Famiglia al Raindogs di Savona. Il duo Brett-Rennie Sparks era accompagnato da un batterista efficace e funzionale con percussioni varie e un chitarrista davvero notevole nei suoi assoli e nell'uso della lap steel (spesso usando l'e-bow, cosicché sembrava una tastiera). Ogni brano era introdotto con aneddoti vari dalla dolce-ma-inquietante Rennie (che alterna basso-ukulele e banjo), comunicatività che ha reso molto piacevole la serata e "alleggerito" l'atmosfera creata dalla musica e dai testi della Family, spesso degni di Richard Ford e Sam
Shepard, quando non di Stephen King e David Lynch. Qualcuno li ha descritti come "Hank Williams meets Edgar Allan Poe", e mi sembra una definizione quasi perfetta. Spesso le canzoni erano riassunte tramite coppie di sostantivi: "questa è una canzone su caffè e suicidio" o "serpenti e whisky".

Far From Any Road è l'ovvio clou della serata

L'attesa Far From Any Road (il pezzo che ha cambiato la vita ai coniugi Sparks) è stata presentata come quello che doveva essere il tema di The Big Bang Theory (risate del pubblico) , per poi essere eseguita in una straniante versione quasi bossa nova. Probabilmente sono stufi di suonarla come Dylan con Blowin' In The Wind.

The Handsome Family: a suo modo una "Bella Famiglia"

Brett Sparks ha suonato da seduto, visibilmente stanco e appesantito dall'alcool, a volte biasimato con affetto dalla moglie ("There is so much darkness in your heart") quando dimenticava le parole o aveva momenti di esitazione o cazzoneria (che grazie al cielo sono stati pochissimi). Ma quando Brett tirava fuori il suo vocione cashiano
fondendolo con Rennie abbiamo sentito un sontuoso alt-country gotico, malinconiche murder ballads e scintillante folk-rock, una musica dark e celestiale allo stesso tempo.  Si camminava nelle sabbie mobili ma l'anima svolazzava nel cielo (se rendo l'idea). Bellissime Gold, The Loneliness of Magnets, Weightless Again, Frogs, My Sister's Tiny
Hands, la beatlesiana Octopus, il finale hillbilly di In the Air (con citazione di Viva Las Vegas di Elvis).
P.S. Complimenti e ringraziamenti al Raindogs di Savona che riesce a proporre concerti di questo livello. Consiglio a tutti di tenerne d'occhio la programmazione su Facebook o su raindogshouse.com (prossimamente Dan
Stuart, Nashville Pussy, Fleshtones...).
Franco Zaio | ottobre 22, 2018 

domenica 14 ottobre 2018

Sono anche io un Tom Tom Rock

Dal 10 ottobre collaboro anche io a TomTomRock, webzine musicale di ottima qualità. Il mio primo contributo è il concerto dei Low visto a Milano con Luana, Bianca e Bernie (si chiamano proprio così i miei amici, giuro).
Qui l'articolo completo: buona lettura ( e buona musica).

lunedì 8 gennaio 2018

Troppe parole



Troppe parole, ascoltate-dette-scritte-pensate.
Ci vorrebbero meno parole, nella testa, sui cellulari, nelle bocche, alla televisione.
Saper lasciar parlare i fatti, i gesti, i silenzi.
Ascoltare sorridendo. Vedere senza commentare.
Vorrei imparare a essere così, per non sprecare fiato, energia, sonno, sogni.
Svegliarmi divertito e curioso, affamato di vita, per poi la sera addormentarmi stanco ma sorridente, e sazio di vita.

mercoledì 11 maggio 2016

"Il bel tacer non fu mai scritto"



Oh quante volte ho sentito questa frase da mia nonna Rina! Spesso non siamo capaci di trovare le parole giuste, scriverle poi figuriamoci. E anche io, su questo blog, anni fa parlavo e scrivevo di tutto: poi alcune esperienze negative (quando non drammatiche) mi hanno portato a un sempre maggiore silenzio in rete, silenzio che rompo giusto con la musica, con canzoni (come questa) che dicono cose ed esprimono emozioni che non so o non posso esprimere in prima persona.

Non siamo liberi nè autorizzati a dire quello che pensiamo su uno schermo. Una volta criticai un autore e la sua casa editrice mi fece fare un mazzo tanto dal mio datore di lavoro (una catena di librerie). Quindi da tempo resto sul vago, o sulla musica. Quello che penso, quello che provo DAVVERO posso dirlo solo di persona, o per telefono (ma neanche).

"Contact's the fact, I need it" (The Sound, 1981).

lunedì 5 ottobre 2015

Il passare degli anni



Dal 2000 tengo un diario (moleskine) giornaliero, quotidiano, dove annoto quello che faccio, e a volte (raramente) anche quello che penso, sinteticamente. E' un lavoro spesso faticoso (la sera, prima di dormire), ma che ha un suo perchè. Ogni tanto infatti vado a rileggere cosa facevo e come stavo anni fa. E' stato impressionante leggere il diario di un anno fa, quando era senza un lavoro fisso, e mio padre stava svanendo (definitivamente a settembre). Ora che ho un lavoro che anzi pervade ogni ora della giornata, ora che faccio i conti con l'assenza di mio padre.

Cosa darei per riavere i diari della mia adolescenza tormentata (1980-1984). Ho ritrovato un diario scolastico Linus del 1981 che ora è una reliquia: scritti buffi, a volte commoventi nella loro disperata ingenuità, molta musica (Clash, Police e Jam su tutti).

E anche questo blog in fondo è un po' un diario, per quanto pubblico e quindi moderato, traslato, censurato: in basso a destra c'è l'archivio, e difficilmente resisto ad andare a rivedere cosa scrivevo anni fa.

Non bisognerebbe guardarsi così indietro, fissare lo specchietto retrovisore, bisognerebbe guardare sempre davanti. Ma penso che sia utile (oltre che divertente) imparare dal passato.