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martedì 30 agosto 2016

Addio Labranca

Rientro dalla Sardegna, bello pieno di fatalismo ottimista, e vengo accolto in continente con il pugno nello stomaco della notizia della morte di Tommaso Labranca.
Per me T-La ha significato tanto, in campo culturale e anche umano e sociale (pardon: asociale), dai tempi della teoria del trash passando per i vari bellissimi progetti (indimenticabile Ultravoid, mi iniziò al gusto minimalista) fino agli ultimi amarissimi tempi di isolamento e indigenza. Ho amato profondamente i suoi libri (quando scrissi questa "recensione" mi ringraziò commosso), e mi ha suggerito (non insegnato) tante cose belle (i Sigur Ros, per esempio) e tante brutte (l'uso compulsivo dei social). L'ultima volta che lo sentii avevo perso il lavoro e avevo condiviso con lui la difficoltà della sopravvivenza, quella fatta di bollette e affitti, mica filosofia esistenzialista per gente senza problemi finanziari.
Non trovo parole adatte a ricordarlo come meriterebbe, e a descrivere come mi sento oggi. Certo, era un personaggio scomodo, uno che non ha mai leccato il c..o a nessuno, e ne ha pagato le conseguenze con dignità e orgoglio.
Ora tutti quanti, persino quelli che lo avevano emarginato se non deriso, faranno dei bei "coccodrilli" sull'acutezza e la lucidità del suo scrivere, sul suo essere sempre controcorrente (o saltare fuori subito dalle correnti da lui create), ora rivaluteranno i suoi libri (che non gli pubblicavano ed era arrivato ad autoprodursi) e i suoi progetti (quelli che non è riuscito a far sparire), il suo genio, la sua cultura, la sua raffinatezza (che sapeva mixare Alto e Basso con risultati destabilizzanti), gli eventi (che snobbarono)...
Say hello, wave goodbye ...

martedì 13 agosto 2013

Psicofarmaci televisivi

Ieri sera su un canale Sky che ribattezzerei Relief Time c'era un tris di programmi di quelli che ti fanno sentire bene, nel tuo piccolo, come gli psicofarmaci:
- Obesi contro magri (per sentirsi in forma e ben nutriti, rispetto ai due disgraziati che si scambiano l'alimentazione)
-Case da incubo (per sentirsi di avere una casa in ordine e pulita, rispetto agli accumulatori seriali che rendono le loro case delle discariche)
- il morboso Malattie imbarazzanti (per sentirsi sani e senza problemi fisici, rispetto ai freaks esaminati).
Ora ci mancano solo
- Sfigati in amore (gente che si innamora delle persone sbagliate e viene sempre lasciata o maltrattata)
- Lavoratori perdenti (gente che perde il lavoro anche se fa ben piu' del proprio dovere).
O forse ci sono gia', e non li ho ancora beccati nello zapping?


domenica 23 gennaio 2011

Goodbye Ruby tuesdays

L'altra sera mio figlio (13 anni) quando ha realizzato che il Silvio nazionale ha la stessa età del nonno ha fatto una standing ovation mentre scorrevano le foto delle sue intrattenitrici serali. Mia moglie si è incazzata, anche perchè io ridacchiavo come un pirla. Questo aneddoto per dire che l'ennesimo scandalo non farà cadere il premier, nè dalla sua posizione nè nel gradimento degli italiani. Ci vuole ben altro. Io penso che nel privato ognuno possa fare quello che gli pare, con persone consenzienti,senza commettere reati. Volendo fare del moralismo e dell'etica, io biasimo di più le belle ragazze (e i loro genitori) che il Silvio. E' una questione di valori, e di cultura. Dagli anni 80 a oggi l'immagine della donna si è sputtanata (nel vero senso della parola), complici anche i genitori e i datori di lavoro. E anche la Gente, che non si indigna e anzi simpatizza col vecchietto arzillo, si è sputtanata. Perchè molta, moltissima gente non ci vede niente di male, nelle serate del premier, e anzi vorrebbe mandarcila figlia. Insomma: STA ANDANDO TUTTO A PUTTANE, in tutti i campi, in questa Italietta ipocrita e decadente.
Chissà cosa deve succedere, cosa ci devono fare, per farci incazzare sul serio e fare qualcosa di più utile che biasimare e indignarci. 

giovedì 31 dicembre 2009

Buon capodanno!


Con questa vecchia foto di Pino & gli Abeti, i miei auguri di buon capodanno a tutti i miei amici: passati, dispersi, presenti, virtuali.
Buon divertimento. Chi ben comincia...

domenica 28 giugno 2009

E' morto un bischero, pazum pazum


Bisognerebbe sempre separare l'essere umano dall'artista, nel considerare le creazioni artistiche. Il fatto è che a me faceva schifo anche la musica, di Michael Jackson, non solo il personaggio. Quindi brindo alla sua scomparsa, che mi eviterà di sentire nuove canzoni mielose e morbosette cantate con quella vocina odiosa.
Il prossimo brindisi? Nel mondo politico-pubblico è troppo facile prevedere la speranza che ha il 39% degli italiani come me battezzati a suo tempo "coglioni".

In campo musicale, fatemi pensare...voi cosa sperate, per il futuro?

PS Mia moglie dice che non si augura la morte a nessuno: sperarci però è lecito e gioirne è legittimo, dai :-)

lunedì 9 febbraio 2009

Messaggi subliminali
















Rendersi conto che hai ancora sul balcone le luminarie delle feste di fine anno. Tua moglie che tiene sul comodino in bella evidenza il libro "Ho sposato un deficiente". Il telefono e la internet fuori uso dopo il temporale del venerdì scorso. Un tuo amico col femore rotto all'ospedale, che poveraccio non riesce neanche a sorridere quando lo vai a trovare (neanche se gli regali un gran libro). Buttare la spazzatura, vedere un sacchetto della ditta in cui lavori, curiosarci dentro, e trovarci tre stronzi di cane...
Insomma, uno, con tutti questi messaggi neanche tanto subliminali, comincia a pensare che forse è ora di cambiare, se non proprio di migliorare, la propria vita ;-)


venerdì 2 gennaio 2009

Funtime

SMS ricevuto a capodanno: Scrivo queste poche righe ai miei + cari e migliori amici. Sono in ospedale e sto entrando in sala operatoria per un'operazione molto delicata. Prima di entrare però volevo salutarvi e ringraziarvi per tutti i nostri bei momenti. I medici mi hanno già detto che è un'operazione inutile ma tenteranno lo stesso di togliermi la figa dalla testa. Ciao e auguri di buon anno e felice anno nuovo.
La mia risposta? Auguri anche a te. Forse mi faccio operare anche io: per passare da testa di cazzo a faccia di culo :-)
Quest'anno voglio divertirmi, voglio ridere di più. E reagire, avere la risposta pronta, immediata, anzichè rodermi postumamente di malinconia e verbi al condizionale passato. "Have some fun, and take no shit", lo slogan. "Can da botte", come mi chiamano simpaticamente sul lavoro, è morto. It's not funny anymore.
Ci sarà da ridere davvero, quest'anno. It's funtime, my friends!

martedì 16 dicembre 2008

Farina del mio sacco

"Ogni successo che si rispetti chiama almeno un sequel, come sanno bene Omero, i Dumas e Federico Moccia, e Il fu Mattia Bazar (Orme, 2007) non poteva restare da solo a difendere l'onore degli stupidari da libreria. Ecco quindi Il buio oltre le seppie che deve il titolo a un'acrobazia linguistica carpiata e rovesciata (quel buio che allude a neri intingoli da risotti) e il contenuto alla acribia filologica e allo scrupolo collezionistico di diversi appassionati del genere: Paolo Di Stefano, Alberto Rollo, Stefano Furini, Lino Apone, Brunella Schisa, Gianluigi Zecchin, Giovanni Mipa Moliterni della libreria dell'Arco di Matera, i librai della libreria il Trittico di Milano, Romina Scotto della libreria Feltrinelli di Napoli, i librai di www.bookavenue.it e di neurolibreria.blogspot.com e naturalmente Franco Zaio della Feltrinelli di Genova che anche quest'anno ha aperto gli scrigni del suo infinito archivio di scemenze ascoltate sul posto di lavoro e registrate con l'amorevole disciplina del ricercatore.
Il buio oltre le seppie (non mi stancherei mai di ripeterlo, ogni volta mi fa ridere) si distingue rispetto a Il fu Mattia Bazar (neanche questo era male, però) perché a quella degli autori e dei titoli di libri storpiati, aggiunge la categoria delle "scene da libreria". Dialoghi poco platonici fra librai e clienti, surreali e fulminanti Tragedie in due battute (di Carlo Campanini, giusto?) che descrivono, meglio di un trattato di marketing editoriale, la vita quotidiana nelle librerie italiane.
Due parole sull'autenticità dei contenuti del Buio oltre le seppie. Come per Il Fu Mattia Bazar qualche lettore sosterrà che alcune delle sue perle non possano essere vere. Le due parole sono giurin e giuretta. Tutto quello che abbiamo scritto è stato pronunciato in libreria da un cliente o da un libraio . Giurin giuretta. Va bene così? Cos'altro si pretende da noi? Un atto notarile?
Bene, buon divertimento e alla prossima raccolta (che potrebbe intitolarsi, chissà, Il maestro e la pizza Margherita, di Bulgakov naturalmente)." Questa l'introduzione di Stefano Tettamanti.
E ora sapete quale libretto spiritoso regalare a Natale ;-)

venerdì 15 febbraio 2008