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lunedì 21 marzo 2022

Nowhere man


 

















Dal 2017 passo dalle 4 alle 5 ore al giorno in treno. Non mi lamento, ma la sensazione di "nowhere man" è inevitabile.

Where is my mind?

lunedì 14 settembre 2020

Musica inutile



I don't care if you're leavin' on a train

I think all of your music's done in vain

And I don't care about the girls that you lay

I'm not the one who sees it anyway

It came to this

If I can set you free

And let that be

Won't you let that be

I don't care if you're goin' home

I think all of your music's done all wrong

And I don't care if you live in misery

The things apparent are the things you just won't see

It came to this

And if I can set you free

And let that be

Won't you let that be

lunedì 25 maggio 2020

Il treno per domani



Dall'inverno della fase 1 all'estate della fase 2, eccoci, tutti un po' destabilizzati, sbalestrati, avviliti, depressi, angosciati, furiosi. Sicuramente provati, ma temo non migliorati, da questo test.

Non ce la dimenticheremo questa primavera Kafkiana, anzi Dickiana.

Si vive un giorno dopo l'altro, sperando di poter tornare quanto prima ad avere dei rapporti umani-personali meno impauriti e preoccupati.


sabato 3 agosto 2019

Il silenzio è un lusso



































Ieri, a causa dei treni cancellati per maltempo (a Brescia mi sono beccato una specie di tornado), ho dovuto prendere un costosissimo Frecciarossa prima classe business. Mentre conversavo amabilmente con l'architetto Andrea, con cui ho condiviso la giornata campale, un signorotto senza parlare ci ha indicato il cartellino della foto, zittendoci.
Da questo episodio deduco che il silenzio è una merce di lusso, per pochissimi. Per averlo si spendono fior di quattrini, quando basterebbe (come faccio/feci io) andare su una scogliera in Sardegna o in una vigna in Monferrato. Certo: lì non c'è l'aria condizionata e poltrone larghe un metro e mezzo. Ma ne deduco un'altra cosa: che si può essere ricchissimi anche quando non si ha nulla se non la propria esistenza e un minimo di sensibilità.


martedì 4 settembre 2018

E chi si ferma?




































A fine agosto ho ricominciato a viaggiare per le varie diverse librerie Ubik di Liguria, Piemonte, Lombardia, Toscana, Sardegna. Mi piace questo lavoro, e mi piace viaggiare il più possibile in treno: posso leggere, lavorare o dormire, a seconda dell'ora e della stanchezza, e andare a trovare librai, persone e posti eterogenei e sempre interessanti.
Settembre, poi, è sempre uno dei mesi più "belli" dell'anno.

venerdì 18 ottobre 2013

La vita da pendolare


sui treni non sarebbe male: si puo' leggere, scrivere, dormire, tutte cose che in macchina non si possono proprio fare. Inconvenienti antipatici: i ritardi, la scarsissima pulizia delle carrozze, il razzismo degli itagliani (soprattutto donne), la musica ad alto volume in cellulari e cuffiette (e piu' e' brutta e piu' la tengono alta), il non-saluto dei pendolari come te che vedi tutti i santi giorni, la puzza di piscio quando si scende. Sempre meglio (soprattutto piu' riposante e meno costoso e pericoloso) che andare in automobile.

E vuala', il mio ennesimo post ultrabanale l'ho scritto. Pero' sul treno :-)