Tornando a me, oggi sono 20 anni che compio 38 anni: tanti me ne sento, quando sto bene con me stesso (anche se non succede spesso, purtroppo).
Un buon non-compleanno!
Cosa ho pensato, fatto, visto, sentito, messaggi nella bottiglia, notizie, curiosità, cose inutili e necessarie, il mio piccolo mondo antico, dal 2005 al 2022. E soprattutto tanta musica, come colonna sonora ma anche come espressione di ciò che non sapevo, non volevo e soprattutto non potevo scrivere. Dal 2023 mi trovate su Facebook (sono un boomer!) come FRANCESCO ZAIO.
Tornando a me, oggi sono 20 anni che compio 38 anni: tanti me ne sento, quando sto bene con me stesso (anche se non succede spesso, purtroppo).
Un buon non-compleanno!
Iniziato molto bene il mio 58esimo anno su questo pianeta, mi è tornato il sorriso. Il 57esimo è stato molto difficile, e solo in minima parte per la situazione Covid. Sono molto ottimista, dopo un anno di pessimismo e cupezza. Sarà l'effetto-Sardegna: ogni volta che ci torno ricarico le pile (un mio amico mi ha scritto "Sembri rinato"). Poi bisognerà verificare quanto questa carica durerà, al ritorno in Continente. Ma per ora va bene così.
Come urlavano i Wretched: finirà mai?
Bello ma doloroso il libro di Starnone: racconta di come sia quasi impossibile non fare danni nel tirare su i figli, e di come tutti abbiamo un solo grande vero amore nelle nostre vite; tutte le altre relazioni sono distrazioni, fantasmi, illusioni, esercizi fisici, errori.
Da sempre per la magnifica canzone dei Joy Division Love will tear us apart c'è stato un dilemma di traduzione in italiano: l'amore ci separerà oppure l'amore ci farà a pezzi?
Qualunque fosse l'intenzione di Ian Curtis, questa espressione si adatta perfettamente a questo anno di pandemia. Il Covid a seconda dei casi e delle volte ci ha sia separati, staccati dalla realtà di tutti i giorni, sia fatti a pezzi, fisicamente, socialmente ma soprattutto psicologicamente.
Dopo il limbo del primo lockdown totale, è iniziato una specie di incubo, un hangover che nessun caffè ottimista ci fa passare.
E ora un Natale e un Capodanno che neanche Fellini, Dick, Lynch o Tim Burton di pessimo umore avrebbero potuto immaginare.
Speriamo davvero che sia anno nuovo, vita nuova.
Il crollo del ponte Morandi è stato un altro G8, un altro undicisettembre. In molti ci siamo sentiti più sconfitti e disillusi sulla nostra società, sul mondo, sulla nostra umanità così fragile e impotente, proprio come nel 2001.
In questi giorni ho letto un bellissimo libro che proprio dal crollo di un fantomatico ponte prende spunto: Ilaria Rossetti, Le cose da salvare (Neri Pozza).
Buona estate 2020.