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lunedì 29 marzo 2021

Migliaia di persone ascoltano gli Anaïs

Grazie alla Viceversa Records abbiamo "messo" su Spotify le canzoni del disco fatto con 1Q84TAPES, per uscire dalla "bolla" locale e social. Fa impressione vedere e sapere che migliaia di persone chissà dove hanno ascoltato le nostre canzoni. E' una bella sensazione, e anche soddisfazione.

 

martedì 10 novembre 2020

Manuale di resistenza orgogliosa


Sono stato attirato dal titolo provocatorio e dalla grafica decisamente punk di questo manuale che è tutt'altro che un invito all'autodistruzione (a parte il capitolo sul bere che è un po' indulgente verso l'abuso, forse a causa dell'esperienza personale dell'autrice): è piuttosto un manuale di orgogliosa resistenza a quello che da giovane chiamavo "il Sistema", ossia i valori estetici, economici, e in sintesi esistenziali a cui i mass media, la tecnocrazia, i manuali di self-help e anche gran parte degli psicologi ci vogliono conformare. Citando e chiamando in causa Von Hayek, Bertrand Russell, Spike Jonze, Byung-chul Han, Baudelaire, Bukowski, Oscar Wilde, Virginia Woolf, è un libro molto brillante e anche scorrevole. Il capitolo che più mi ha colpito è stato "Bruciare", in cui si parla di amore e coppia partendo dal bellissimo film "Her".

Se il mondo continua a dirti che non sei abbastanza bravo, sano, liscio, in forma, produttivo, positivo o zen, è ora di chiederti cosa diavolo c'è che non va nel mondo, non in te stesso. E trovare un proprio orgoglioso e originale equilibrio personale.

venerdì 10 luglio 2020

Segnali d'allarme



Bellissimo questo spettacolo, visto anzi vissuto stasera in realtà virtuale (ebbene sì). Un'esperienza memorabile. In speranzosa attesa di tornare quanto prima a vedere spettacoli in carne e ossa.

lunedì 25 maggio 2020

Il treno per domani



Dall'inverno della fase 1 all'estate della fase 2, eccoci, tutti un po' destabilizzati, sbalestrati, avviliti, depressi, angosciati, furiosi. Sicuramente provati, ma temo non migliorati, da questo test.

Non ce la dimenticheremo questa primavera Kafkiana, anzi Dickiana.

Si vive un giorno dopo l'altro, sperando di poter tornare quanto prima ad avere dei rapporti umani-personali meno impauriti e preoccupati.


lunedì 11 maggio 2020

sabato 9 dicembre 2017

L'inquietante bellezza di Gomorra



Sono un fan della serie tv Gomorra, tanto da guardarmi anche le repliche, se mi capitano. Tutto il mondo si è accorto che è un "prodotto" di alta qualità cinematografica. Quello che mi inquieta è quando mi affeziono, faccio il tifo per un personaggio, ossia quando ravvedo umanità in un personaggio orribilmente disumano. C'è da dire che appena simpatizzi per un personaggio questo (grazie agli sceneggiatori) subito si rivela così mostruoso e odioso che ti viene il voltastomaco. Gomorra è un incubo, una moderna tragedia greca, solo che il Bene non esiste, e non c'è nessuna Catarsi.
Questo "fascino del male" ha creato numerose polemiche che si sono sommate alla cattiva immagine che Gomorra darebbe di Napoli (anche perchè la serie si ispira a fatti realmente accaduti). Bisognerebbe che i Napoletani imparassero a far conoscere nel mondo non solo Gomorra, ma anche il buono e il bello che la loro città sa esprimere.
Come sempre, come tutto: è solo questione di comunicazione e marketing.

lunedì 11 settembre 2017

Narcisocialismo

Molto, molto interessante questo saggio di 144 pagine fitte di rimandi (Barthes, il mito di Narciso, Freud) e dati concreti (a volte inquietanti) sulla comunicazione della propria identità sociale ai tempi di Instagram e Facebook. Più che Selfie io lo avrei intitolato Narcisocial, perchè il selfie è solo uno strumento fra i molti usati/abusati nel mondo dell' interrealtà (i social media). Un libro che dovrebbero leggere (ma non lo faranno mai) anche i ragazzi, non solo gli adulti genitori, per essere consapevoli dei possibili rischi che si corrono rendendo pubblico il proprio privato.
Un saluto e un ringraziamento a Elena della bella Libreria della Torre a Chieri, dove sono "inciampato" in questo libro: è proprio vero che spesso sono i libri a trovare noi, e non viceversa.


lunedì 18 luglio 2016

"Il mondo è impazzito?"



diceva ieri mia mamma, sgomenta davanti alle scene e i fatti di Nizza, in Turchia, negli Stati Uniti. Non lo so, se questo mondo è impazzito, o più pazzo di tanti anni fa. C'è però una differenza fondamentale: che ora le cose si sanno e si vedono subito (più o meno manipolate e travisate) grazie a internet e al "circo mediatico" (come lo chiama Zoro).

Non dirò certo qui la mia su Nizza, Turchia, Stati Uniti: non ho (più) mica voglia di beccarmi i commenti o addirittura dei cazziatoni da "gente a cui non importa se vivo o muoio" (per citare Morrissey). Dico solo che anche io guardo-sento le notizie con crescente preoccupazione e perplessità. Spesso mi chiedo quanto di vero ci sia, in certe notizie, in una società dove l'immagine, l'apparenza è la cosa più importante, e l'immagine/apparenza la si può modificare artificialmente in molti, troppi modi.

Non so, mamma. L'importante è che non ci anestetizziamo, che non perdiamo il senso di sorpresa e di orrore. E che vogliamo poi fare qualcosa di più concreto di un post per migliorare il mondo che lasceremo ai nostri figli. Invece che guardarlo impazzire, e sentirci così impotenti e indifesi.

sabato 16 aprile 2016

Quanti amici che hai



Prova a fare un esperimento psicosociale (o forse psicopatico, o sociopatico). Prova a non postare più niente su Facebook, Twitter, et cetera. Prova a non scrivere più a nessuno su Whatsapp e Telegram. Ai più anziani non scrivere più mail nè sms. Non telefonare più a nessuno se non per lavoro o dovere famigliare-parentale. Prova. Prova a sparire per un po' dalla "piazza" virtuale.
E capirai chi sono i tuoi amici, chi davvero si preoccupa per te, chi ti vuole bene, chi ti apprezza. Ti stupirai nel constatare che non ti cercherà più neanche il 5% delle tue centinaia di "amici". E scoprirai quanto, e come, sei molto più solo di quando non esistevano neanche i cellulari.

venerdì 20 novembre 2015

Je suis un cretin



Questo intervento di Crozza riassume il mio pensiero sulle recenti vicende di Parigi, Beirut etc.

La mattina dopo Parigi ero davvero sotto shock, per l'orrore e anche la rabbia. Adesso invece si fanno strada sgomento, paura, perplessità. Ma d'altronde "je suis un cretin totalment brancolant dans la nuit" :-)

(Grazie a Crozza che ha trovato le parole).

lunedì 28 settembre 2015

Asocial network

Ho "lasciato" anche Instagram. Sono proprio refrattario ai "social", dopo un po' ne divento quasi dipendente, e tutto anche senza seguire nessuno (mi seguivano in 280, però). Le mie foto le pubblicherò qui, magari con commenti più articolati. Chiedo scusa ai miei "seguaci", ma proprio non ci sto dentro, e ho troppe cose da fare più importanti che stare a postare foto e vedere a chi piacciono. Hasta la vista.

giovedì 24 settembre 2015

Vivere e morire ai tempi di Facebook



La notizia del giovane suicida vittima di bullismo in rete (vedi qui) mi ha molto colpito. La realtà virtuale che uccide la realtà quotidiana. Il potere di Facebook, e come abbia modificato la comunicazione con gli altri e perfino la percezione di se stessi. Quante persone (anche io nel 2011-12) vivono due vite parallele, la reale e quella su Facebook. La reale che va su Facebook quasi in diretta (i selfie, le foto al cibo che si mangia) e quella su Facebook che inquina, distorce e violenta la reale.
Una cosa è dire una cosa in faccia e fare un gesto concreto, e un'altra è scriverla e simularlo su uno schermo. Ci vogliono un coraggio e un senso di responsabilità che lo schermo volatilizzano: puoi sempre cancellare, cestinare, rimuovere con un clic.
Da quando non sono più su Facebook la mia vita è cambiata in meglio, soprattutto perchè il tempo che dedicavo a fb è andato a persone e cose realmente importanti. A 51 anni non ho più così tanto tempo da sprecare.


sabato 14 febbraio 2015

"Il bel tacer non fu mai scritto"



Era una delle massime preferite di mia nonna (seconda elementare, nona figlia con otto fratelli, due dei quali morti nella prima guerra mondiale).

Ogni tanto riscopro il valore del silenzio, soprattutto social-mediatico, ma anche nei rapporti di tutti i giorni. Se sei silenzioso diventi più intelligente e interessante, per tutti. Soprattutto eviti il grosso rischio di dire fregnacce o cose di cui ti pentirai, prima o poi. Questo non significa aspirare a una implosione, o una scomparsa. Significa piuttosto dare più valore, importanza e peso alle parole che si dicono, e concentrarsi un po' di più sull'Ascolto, sull'Altro. Anzichè parlare ed esporsi per dire "Hey, sono vivo, sono in gamba, sono intelligente". Il bel tacer non fu mai scritto.

domenica 12 giugno 2011

Al tempo delle cassette

Ieri ho fatto un repulisti di cassette, ne ho buttate un centinaio. MA tra quelle che ho conservato ho (ri)trovato delle chicche: vari demo dei miei gruppi del passato (Crapping Dogs, Contrattacco, Lost, Anticorpi, Tupelo Twins, Ramoni, Sybil, Anais), le mie compilation, amici vari, e soprattutto una registrazione di un mio programma alla radio (Radio Magic Studio), circa 1987. Scaletta: Iggy Pop, Lime Spiders, X, Dream syndicate, Sleeves, Ramones, Husker Du, U2, Animals, Beatles, Robyn Hitchcock, Pretenders, Velvet Underground. Eclettico e senza barriere se non quelle di uno spirito rock. La musica era davvero un pilastro, e un salvagente, al tempo delle cassette. Anche adesso, ma non più così, almeno per me. E che tenerezza sentirmi dedicare la canzone finale (Pale blue eyes) alla mia 19enne ragazza di allora, che aveva gli occhi azzurri. Avevo 23 anni, io. E con certa musica dentro ce li ho ancora, in un certo senso.

domenica 27 febbraio 2011

Il bel tacer non fu mai scritto

In due mesi (1 dicembre / 31 gennaio) ho inviato 1984 sms. Mettiamoci anche un 30% di lavoro, ma immaginate la bolletta. Forse è il caso che mi tengo per me le impressioni che spesso mando a 4 persone contemporaneamente. Tra l'altro, ci pensavo stamattina, non c'è niente che mi faccia sentire più solo del non ricevere risposte agli sms che mando. Un mio amico dice che spesso i miei sms sembrano post senza bisogno di risposte, e forse ha ragione. Forse è meglio che ricomincio a scrivere sul blog, anzichè mandare 2000 sms. Oppure che mi tengo per me certi pensieri, chè tanto spesso non hanno un riscontro nè sembrano richiederlo. Come dice il bellissimo spot Telecom di questi giorni "Le emozioni non cambiano: cambiano i modi per comunicarle". Nel mio caso: anche se le emozioni cambiano, tientele per te, se non vuoi spendere una fortuna, e invano, tra l'altro. Come diceva mia nonna: il bel tacer non fu mai scritto.

giovedì 25 febbraio 2010

Coke adds life (where there isn't any)

Che sfigato che sono: mai "pippato" nè assunto in altro modo la droga che un milione di italiani, in maggioranza sicuramente in gamba e fighissimi, usano regolarmente. E mi è piaciuto molto Scurati stasera ad Annozero: la bamba ormai è talmente diffusa che usarla non è più anticonformismo o trasgressione quanto piuttosto un gesto di conformismo a un trend sociale, come una moda.
Possibile che devo essere sempre bastian cuntrari?! Possibile che devo essere sempre fuori moda?!
Quando ero un punk e tutti si sconvolgevano, feci mio il pensiero straight edge dei Minor Threat per poi rinnegarlo quando diventò fanatismo. Quando tutti si facevano le canne io non potevo perchè il fumo mi faceva tossire a morte. Quando tutti si alcolizzavano mi fidanzai (e sposai) con una ragazza astemia. Ora che la coca è abbordabile non voglio manco provarla. Quando molti si diedero al buddismo io li presi per il culo. E che palla di uomo che sono!
Poi mi lamento se sono asociale, impopolare, triste e solitario.
Non mi divertirò e non farò mai successo, io, nella vita.
Me ne farò una ragione.
Sic.

PS Quiz musicale: che cosa cita il titolo di questo post??

venerdì 4 dicembre 2009

No B, no party


Domani è il No B. day: sinceramente sono un po' disilluso dai milioni di persone che danno il loro consenso a B. Spero che sia un segnale importante, e non un flop, certo. Mi ha piuttosto amareggiato il fatto che la sinistra (o almeno il PD) non abbia appoggiato la manifestazione, lasciando a Di Pietro la figura del caciarone incazzoso. Ma che opposizione è, se no? Boh, un giorno forse lo capiremo (quando sarà troppo tardi, temo).
Quanto alla controversa copertina di Rolling Stone: ho comprato la rivista e, a parte la copertina-provocazione, gli articoli all'interno su B sono tutt'altro che ruffiani e ambigui. Anzi ho trovato sanamente destabilizzante lo smitizzare la figura della rockstar, che è tutt'altro che un santo e spesso ha degli atteggiamenti che si possono, con un po' di ironia e senso dell'umorismo, mettere in parallelo con quelli di B, Obama, Ratzinger (questo è quello che fanno su RS).
Scopro stasera che non ho niente di viola da indossare o esporre...Comunque non ho niente contro di lui (fa i suoi interessi) quanto piuttosto contro la mentalità e l'ingenuità di chi lo idolatra o ne apprezza i comportamenti, sentendosi rappresentato da lui. E sono milioni di persone, la maggioranza dei miei connazionali. Se l'opposizione non ha o non sa comunicare dei convincenti Modelli alternativi a B, degli Esempi, me ne faccio una ragione. Triste. Viva l'Itaglia.