Vediamo che succede, nel 2023.
Cosa ho pensato, fatto, visto, sentito, messaggi nella bottiglia, notizie, curiosità, cose inutili e necessarie, il mio piccolo mondo antico, dal 2005 al 2022. E soprattutto tanta musica, come colonna sonora ma anche come espressione di ciò che non sapevo, non volevo e soprattutto non potevo scrivere. Dal 2023 mi trovate su Facebook (sono un boomer!) come FRANCESCO ZAIO.
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martedì 27 settembre 2022
No surprises
Non mi ha sorpreso nè amareggiato il risultato delle elezioni, così come non mi sorprese nè amareggiò il successo di Berlusconi: che mi piaccia o no, la maggior parte degli italiani si sente rappresentata da Meloni e compagnia bella, si riconosce nelle cose che dicono, nei valori che propugnano. Anche perchè la cosiddetta Sinistra non sa più parlare alle persone di cultura e ceto medio-basso.
venerdì 22 luglio 2022
mercoledì 18 marzo 2020
giovedì 12 marzo 2020
Emergenza Coronavirus
Confesso che inizialmente avevo sottovalutato il Coronavirus. Ma lavorando in Lombardia ho sentito e visto cose da romanzo di Dick, o Ballard, o Stephen King. Sarà un periodo durissimo sotto tutti gli aspetti, ma confido che ne usciremo più forti nello spirito, se non nel portafoglio (quello no).
E da oggi inizia la nostra Resistenza del ventunesimo secolo. In fondo, come ha scritto qualcuno, ai nostri nonni fu chiesto di imbracciare le armi, a noi solo di restare in casa.
giovedì 5 marzo 2020
Coronavirus Italia
Sarà un Marzo tristemente indimenticabile, questo. Scuole e locali pubblici chiusi, diffidenza paura e terrore/terrorismo sempre più diffuso. Spero che con la primavera il virus esaurisca il suo potere di contagio. Nel frattempo si tira avanti rimandando di settimana in settimana il ritorno a una quotidianità normale.
lunedì 2 marzo 2020
Finchè riesco a fare musica
Se non viene rimandato per Coronavirus, sabato 7 dovrei tornare a suonare dal vivo con gli Anais, prima degli En Roco. Presenteremo alcuni pezzi dell'imminente disco sulle poesie della Dickinson, e qualche cover "al rallentatore" (chi conosce gli Anais sa cosa intendo). Non mancherà un tributo ai Mazzy Star di David Roback recentemente scomparso: sono stati un punto di riferimento per gli Anais da sempre.
Non ci scommetto un euro, però, che il concerto si terrà sabato 7: la paranoia da Coronavirus non accenna a diminuire, anzi si sta diffondendo in tutta Italia.
Non ci scommetto un euro, però, che il concerto si terrà sabato 7: la paranoia da Coronavirus non accenna a diminuire, anzi si sta diffondendo in tutta Italia.
domenica 7 luglio 2019
Luci che non si spengono
Mi ha sorpreso piacevolmente il film di Fabio Mollo "Il padre d'Italia", introdotto ieri sera dalla Aragonese al cinema all'aperto a Palazzo Ducale (un po' demodè, forse, ma il cinema all'aperto ha sempre il suo fascino, come ha detto anche la simpatica e bravissima Isabella). Un piccolo grande film, sia nelle immagini sia nei contenuti.
Questa cover poi, verso il finale, mi ha messo KO.
martedì 25 dicembre 2018
Il vero presepe del 2018
Questa foto è il mio vero presepe di quest'anno: per chi non sapesse a cosa si riferisce questa foto potete informarvi qui per sapere cosa succede nel Mediterraneo, mentre ci affanniamo a comprare regali e cibarie.
Non sono mai stato particolarmente orgoglioso di essere Italiano, ma le posizioni del nostro attuale governo (e la gretta cattiveria di chi lo ha votato) sui migranti mi fanno vergognare di esserlo. E la mia non è una presa di posizione politica: è una presa di posizione UMANA, da persona qualunque che vuole essere una brava persona che, se non riesce a fare del bene, perlomeno non vuole fare del male, nè rendersene complice, nè diventare indifferente, cinico e rassegnato.
Non sono mai stato particolarmente orgoglioso di essere Italiano, ma le posizioni del nostro attuale governo (e la gretta cattiveria di chi lo ha votato) sui migranti mi fanno vergognare di esserlo. E la mia non è una presa di posizione politica: è una presa di posizione UMANA, da persona qualunque che vuole essere una brava persona che, se non riesce a fare del bene, perlomeno non vuole fare del male, nè rendersene complice, nè diventare indifferente, cinico e rassegnato.
domenica 12 agosto 2018
Ogni coincidenza ha un'anima
"Sono convinto che non ci sia gesto più umano che leggere e che anche per errore un libro possa essere medicamentoso. Ma le parole degli altri non possono salvare nessuno se non diventano le tue" (pagina 28). Dopo La lettrice scomparsa torna l'adorabile Vince Corso di Fabio Stassi con un bellissimo romanzo che mi ha "toccato" in diversi punti, oltre ad averlo apprezzato moltissimo come scrittura. Per una vera "recensione" vi rimando a quella molto esauriente di Ermanno Paccagnini su La lettura del 29 luglio.
Di mio aggiungo che forse non è casuale (ogni coincidenza ha un'anima, dimenticavo) il parlare di Alzheimer e razzismo italiota recente: forse la nostra attuale società, e i politici che la guidano, è davvero malata di Alzheimer, nel senso che ha perso la memoria, non si ricorda cosa eravamo, cosa abbiamo passato, e neanche cosa siamo adesso, vivendo in un eterno liquido incosciente impaurito ignorante Presente senza Futuro.
Di mio aggiungo che forse non è casuale (ogni coincidenza ha un'anima, dimenticavo) il parlare di Alzheimer e razzismo italiota recente: forse la nostra attuale società, e i politici che la guidano, è davvero malata di Alzheimer, nel senso che ha perso la memoria, non si ricorda cosa eravamo, cosa abbiamo passato, e neanche cosa siamo adesso, vivendo in un eterno liquido incosciente impaurito ignorante Presente senza Futuro.
lunedì 18 giugno 2018
Fatti, non parole
Non vedrete (nè qui, nè tantomeno su Facebook, dove mi attengo solo a tematiche relative alla mia professione) dei miei post di indignazione sul nuovo governo nè sarcasmi o insulti verso i politici del momento. Penso che non servano a niente, se non forse a perpetuare la propria vetrina virtuale, a farci sentire "migliori", più intelligenti, brillanti, tolleranti e umani. Penso che servano di più i gesti concreti, soprattutto nella quotidianità, non solo negli eventi occasionali. Se non andiamo neanche a votare il meno peggio (tanto sono tutti uguali: hai visto come sono tutti uguali?), se non siamo delle persone perbene (e intendo oneste e civili), se non insegniamo/trasmettiamo certi valori ai nostri figli e alle persone che ci circondano, se non facciamo tutto quello che possiamo per aiutare il prossimo in difficoltà (vedi i miei amici che distribuiscono pasti ai senzatetto, per esempio), se non reagiamo (gentilmente) ai mugugni al bar o sugli autobus, ...beh, allora non dobbiamo lamentarci sui social (che tra l'altro sono stati il terreno della vittoria dei populisti/fascisti), perchè così facendo non abbiamo fatto, nè stiamo facendo, niente di concreto per contrastare l'avanzata di un mondo sempre più cinico e crudele, spietato coi deboli, deferente con ricchi e potenti.
Facebook ci ha dato subdolamente la piacevole illusione di poter dire la nostra, quasi la sensazione di "fare politica". E invece i nostri post sono lacrime nella pioggia, o pisciatine nell'oceano.
domenica 25 marzo 2018
E ora, dopo le elezioni?
Preso dal lavoro (Friuli, Toscana, Treviglio) non ho ancora commentato il risultato delle elezioni del 4 marzo. Sicuramente gli italiani vogliono voltare pagina, vogliono un cambiamento, forse anche solo apparente, basta che ci sia. Non hanno tutti i torti, anzi. Mi preoccupano però i contenuti e la sostanza, di questi cambiamenti. Per ora sto a guardare. Il discorso di insediamento di Fico è stato molto "di sinistra", sì, ma al momento si intravede un governo di 5 Stelle con la Lega di Salvini, che di sinistra ha solo l'espressione del volto.
Vediamo cosa succede, nelle prossime settimane. Confido nell'anima ambientalista e anti-casta dei 5 Stelle, ma per il resto incrocio le dita, preoccupato.
Un caro saluto e complimenti alla Sinistra, che non dà più ascolto nè voce nè rappresentanza alle persone che dovrebbero votarla, per condizione sociale e culturale, e si è liquefatta come un iceberg al Polo Nord. D'altronde molti di loro sono contenti, se non orgogliosi, di essere una minoranza all'opposizione. Ognuno ha i suoi orgogli e le sue soddisfazioni.
Vediamo cosa succede, nelle prossime settimane. Confido nell'anima ambientalista e anti-casta dei 5 Stelle, ma per il resto incrocio le dita, preoccupato.
Un caro saluto e complimenti alla Sinistra, che non dà più ascolto nè voce nè rappresentanza alle persone che dovrebbero votarla, per condizione sociale e culturale, e si è liquefatta come un iceberg al Polo Nord. D'altronde molti di loro sono contenti, se non orgogliosi, di essere una minoranza all'opposizione. Ognuno ha i suoi orgogli e le sue soddisfazioni.
lunedì 5 febbraio 2018
Made in Italy
Il nuovo film di Ligabue è molto meno "musicale" e più drammatico del Radiofreccia che mi piacque tanti anni fa: storia e ambientazione credibile, bravi attori (la Smutniak su tutti), alcune scene hanno toccato alcune mie ferite profonde (su tutte il rapporto col padre e la perdita del lavoro), ma tutto il film è un onesto e brillante quadretto della mia generazione, in questa strana Italia del 2018, in cui tutto è così difficile, se si ha un minimo di sensibilità e di etica.
Consigliato, soprattutto se si naviga fra i 40 e i 55 anni.
P.S. Sentire risuonare Song to the siren (fatta dai Cocteau Twins) in una delle scene più drammatiche: erano anni che non piangevo così al cinema.
domenica 28 gennaio 2018
Conoscere il nemico
Leggere queste sagaci 51 paginette è stato un atto quasi doveroso, per la mia formazione politica e storica, anche in vista delle prossime elezioni.
venerdì 12 gennaio 2018
Il Signor Menopeggio
Questa campagna elettorale 2018 comincia ad assumere toni e figure degne di un film di Ferreri, e anche Ferrara, forse. Li sento, li leggo e li vedo tutti che fanno a gara a chi spara la balla più grossa, o meglio a chi fa la promessa meno mantenibile. Non c'è da stupirsi se la gente va sempre meno a votare: o non si sente rappresentata, o non trova nessuno che faccia un discorso credibile, che abbia un progetto serio. E poi davvero: non si capisce più chi è chi e chi è cosa, sembrano davvero tutti uguali, quando non lo diventano, sputtanandosi, una volta al potere. Anche quelli che pensavi o conoscevi come più "puri", intelligenti, competenti, moralmente inappuntabili, eticamente irreprensibili.
Che poi ci andrò, a votare "il meno peggio". Solo che stavolta, davvero, non capisco (o non vedo) chi sia, il Signor Menopeggio.
giovedì 7 aprile 2016
mercoledì 25 novembre 2015
domenica 27 luglio 2014
Salviamo il salvabile
E' stato facile vedere nella vicenda della nave Concordia (arrivata oggi a Genova) una gigantesca (e mostruosa) metafora della vicenda della nave Italia: un bellissimo baraccone portato alla rovina da un impunito (sulla nave Italia gli impuniti sono stati e sono ancora tantissimi, troppi). E' facile anche sperare timidamente che il recupero che si farà a Genova sia una nuova metafora: di una città, una nazione, una popolazione, una vita che riconquista con umiltà e con laboriosità una dignità, una efficienza, un futuro che sembravano penosamente abbandonati ad arrugginire, come vecchi souvenir di viaggi andati male.
mercoledì 2 aprile 2014
Tornare a Genova
Nell'ultimo mese ho girato in lungo e in largo l'Italia, per lavoro. Sono stato a Taranto, Udine, Bologna, Roma, Parma, Omegna (VB), Cosenza, Francavilla Fontana (Puglia), Napoli, Castelfranco Veneto, Schio (VI). E' stata una esperienza bellissima in ambito professionale ma anche personale, umano, antropologico (oserei dire). Ho conosciuto librerie, librai, libri, realtà locali così diverse. Ho confutato alcuni luoghi comuni/pregiudizi. Ho visto quanto sia bello ma anche crudele, questo Paese che non sarà mai "normale". Ho percepito tanta preoccupazione, rabbia, persino paura. Ma anche calore umano, gusto, inventiva, bellezza, cultura, resilienza. E ho rivalutato moltissimo Genova (ma non i genovesi): perchè e' una città bellissima, meravigliosa, ha in sè una quantità di belle cose non valorizzate, fatte conoscere abbastanza che la maggior parte delle altre città italiane si sogna. E' una città ingrata, alla sua storia e alla sua bellezza, poco orgogliosa, trascurata, sporca, complicata, poco accogliente (è nota l'attitudine "Torta di riso finita" degli operatori del turismo ligure). E' un vero peccato.
lunedì 22 luglio 2013
Poveri nipoti di Fantozzi
Non penso di essere il primo a dire che i primi due Fantozzi sono capolavori del cinema italiano, e a pensare che Fantozzi sia LA maschera-personaggio che meglio incarna un modo di essere italiano, per quanto anacronistico oggidi'. Fantozzi e' l'Italianomedio degli anni 60 e 70. Negli 80 era gia' una cosa ridicola e sorpassata. A molti coetanei di Fantozzi i film non facevano affatto ridere, anzi. Perche' rivedevano se stessi e quelli come loro, e non lo trovavano divertente. Ora l'Italianomedio e' un'altra cosa, anzi forse non c'e' piu', essendo stata falcidiata quella "classe media" (le "persone perbene") che aveva un misurato e composto benessere conquistato negli anni 60. Ora la forbice e' fra Ricchi, sempre piu' arroganti e snob, e Neoproletari (nell'accezione di Tommaso Labranca) sempre piu' in affanno nel vedersi senza futuro e senza neanche un presente, spesso. A meno di accodarsi come pesci-pilota all'ombra di squali e balene, per mangiarne le briciole, per godere di qualche pseudo-privilegio e qualche ingiustizia.
Ai miei figli non posso piu' trasmettere quel Senso che avevano trasmesso alla mia generazione: comportati bene, studia, prendi un pezzo di carta (o sgobba duramente), e avrai un futuro decoroso. I miei figli hanno gia' capito che se non sei ricco di famiglia non vai da nessuna parte solo con serieta', impegno, merito, onesta'. E se ne andranno in un Paese normale. E pazienza se il clima sara' brutto e il cibo scadente. In Italia ci verranno in vacanza e a Natale, perche' dell'Italia da rimpiangere ci sono solo il clima e il cibo.
sabato 2 febbraio 2013
Quando si è troppo è troppo
"Per questa Italia, questi italiani, sia destrorsi che sinistrorsi, io sono TROPPO:
perbene
serio
ligio alle regole
piccolo borghese
banale
conformista
educato
rompiscatole
eccentrico
qualunquista
incomprensibile
sincero
semplice.
Riassumendo: inadatto, disadattato. La mia situazione lavorativa poi mi ha fatto perdere il senso dell'umorismo. C'è poco da scherzare. Odio, rabbia, paura, amarezza. Maschera antigas e sacchetti di sabbia.alle finestre." (Resisti, amico mio)
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