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venerdì 14 ottobre 2022

Senato, il discorso della senatrice a vita Liliana Segre

Un destino davvero beffardo anzi crudele ha fatto sì che a salutare l'elezione a presidente del Senato del fascistone Ignazio La Russa sia toccato a Liliana Segre. Ci sono molti momenti toccanti, in questo discorso che passerà alla storia.

Per una volta nella vita

E potresti ritrovarti a vivere in una capanna che ti da riparo
e potresti ritrovarti nell'altra parte del mondo
e potresti ritrovarti dietro il volante di una enorme automobile
e potresti ritrovarti in una bella casa, con una bella moglie
e potresti chiedere a te stesso: "beh, come sono arrivato a tutto questo?"

lasciando che passino i giorni, fa che l'acqua mi tenga fermo
lasciando che passino i giorni, l'acqua scorrerà sotto terra
di nuovo nella miseria, dopo che i soldi sono finiti
per una volta nella vita, l'acqua sta scorrendo sotto terra

e potresti chiederti:
come ne verrò fuori?
e potresti chiederti:
dov'è quell'enorme automobile?
e potresti dire a te stesso:
questa non è la mia bella casa!
e potresti dire a te stesso:
questa non è la mia bella moglie!
lasciando che passino i giorni, fa che l'acqua mi tenga fermo
lasciando che passino i giorni, l'acqua scorrerà sotto terra
di nuovo nella miseria, dopo che i soldi sono finiti
per una volta nella vita, l'acqua sta scorrendo sotto terra

è tutto uguale a come è sempre stato...
è tutto uguale a come è sempre stato...
è tutto uguale a come è sempre stato...

l'acqua dissolve e rimuove
c'era dell'acqua sul fondo dell'oceano
portiamo dell'acqua sul fondo dell'oceano
rimuoviamo l'acqua dal fondo dell'oceano!

lasciando che passino i giorni, fa che l'acqua mi tenga fermo
lasciando che passino i giorni, l'acqua scorrerà sotto terra
di nuovo nella miseria, dopo che i soldi sono finiti
per una volta nella vita, l'acqua sta scorrendo sotto terra

lasciando che passino i giorni, fa che l'acqua mi tenga fermo
lasciando che passino i giorni, l'acqua scorrerà sotto terra
di nuovo nella miseria, dopo che i soldi sono finiti
per una volta nella vita, l'acqua sta scorrendo sotto terra

e potresti chiederti:
cos'è quella bella casa?
e potresti chiederti:
dove porta l'autostrada?
e potresti chiederti:
ho ragione? ho torto?
e potresti dire a te stesso:
Mio Dio! cos'ho fatto?!

lasciando che passino i giorni, fa che l'acqua mi tenga fermo
lasciando che passino i giorni, l'acqua scorrerà sotto terra
di nuovo nella miseria, dopo che i soldi sono finiti
per una volta nella vita, l'acqua sta scorrendo sotto terra

lasciando che passino i giorni, fa che l'acqua mi tenga fermo
lasciando che passino i giorni, l'acqua scorrerà sotto terra
di nuovo nella miseria, nell'acqua silenziosa
sotto le rocce e le pietre, c'è dell'acqua sotto terra

è tutto uguale a come è sempre stato...
è tutto uguale a come è sempre stato...
è tutto uguale a come è sempre stato...

mercoledì 12 ottobre 2022

La mia vita in una foto










In questa foto fatta casualmente c'è tutta la mia vita. A sinistra il Futuro che non vedo ancora: una porta aperta su uno spazio per ora buio. Al centro il Presente che vivo: la dolcissima Milù, compagna di queste difficili settimane autunnali. In basso a destra il Passato che rimpiango: mia moglie 29enne con mio figlio Alessandro di pochi mesi.

 

lunedì 16 agosto 2021

Il mio cuore è diviso in tre parti

Che bella Genova, dopo un po' che non la frequenti, al ritorno da un viaggio. Non si diventa Genovesi, ma sono affezionato a questa città, alla sua bellezza decadente e ritrosa, all'ironia/sarcasmo della sua gente, all'avere sempre il mare negli occhi come possibilità, come panorama dell'anima.

Al ritorno in continente da due settimane di "giro di boa" in Sardegna, mi rendo conto di come il mio cuore sia diviso (o spezzato) in tre parti:

1 nato ad Alessandria da genitori di Quargnento e Lu, nonni da sempre da quelle parti, le mie radici genealogiche sono in Piemonte, più precisamente Alessandria, Casale e dintorni. So parlare quel dialetto, che sentivo da mia nonna Rina, più o meno italianizzato ("Crompa due pavroni e quat tumatiche"). Primo terzo: alessandrino, piemontese, mandrogno, fate vobis.

2 dopo alcuni anni trascurabili a Parma, dalla quinta elementare alla prima ginnasio (Azuni) ho vissuto a Sassari: lì ho vissuto gli anni più spensierati  e divertiti della mia vita, fra la greffa in viale Caprera, le estati Platamona (secondo pettine) e Stintino. Dove un po' commosso torno da decine di anni a chiedermi "Papà ma non potevi restare qui per sempre?"

3 dopo la triste parentesi di liceo Biellese (tre anni di depressione riempiti e forse salvati dalla passione per la musica rock, soprattutto punk), arrivò Genova, la grande città che poi tanto grande non è, anzi, non c'entra niente con Milano e Torino: ha una dimensione ancora umana (almeno prima dell'avvento dei social). Genovesi non si diventa mai, ma un terzo del mio cuore (o della mia anima) è qui, dove scrivo oggi.

Risultato? In Piemonte mi danno del Ligure, a Genova mi danno del mandrogno se non del padano, in Sardegna mi danno del continentale. Insomma: sempre fuori posto, fuori luogo. Fuori.

Però sono contento di saper essere felice in tre mondi così diversi. In fondo io sono fatto così: l'uomo che aveva il cuore diviso in tre parti, attaccate e indissolubili.

giovedì 24 giugno 2021

Hai presente quella canzone di Tenco?

Ho risposto così all'amico che mi chiedeva come stavo.

Un giorno dopo l'altro
Il tempo se ne va
Le strade sempre uguali
Le stesse case
Un giorno dopo l'altro
E tutto è come prima
Un passo dopo l'altro
La stessa vita
E gli occhi intorno cercano
Quell'avvenire che avevano sognato
Ma i sogni sono ancora sogni
E l'avvenire è ormai quasi passato
Un giorno dopo l'altro
La vita se ne va
Domani sarà un giorno uguale a ieri
La nave ha già lasciato il porto
E dalla riva sembra un punto lontano
Qualcuno anche questa sera
Torna deluso a casa piano piano
Un giorno dopo l'altro
La vita se ne va
E la speranza ormai è un'abitudine

lunedì 17 maggio 2021

Swans - Failure

"Io, io  sono stato solo e io, io sono stato cieco
e io, io non ho imparato nulla
così le mie mani sono fermamente legate
all'affondare del piombo del fallimento
Ho lavorato duro tutta la mia vita
Il denaro mi scivola via dalle mani
La mia faccia nello specchio mi dice che non è una sorpresa
che io stia spingendo il macigno su per la collina del fallimento
Mi hanno tentato con la violenza
Mi puniscono con degli ideali
e mi schiacciano con una immagine della mia vita 
che non è nient'altro che irreale
eccetto sulla maledetta schiavitù del fallimento
Affogherò qui cercando di rialzarmi per un po' d'aria
ma ogni volta che penso di respirare
mi posano sopra una doppia dose del punitivo peso del fallimento
Non mi merito di essere quaggiù ma non me ne andrò mai
e ho imparato una cosa: non puoi sfuggire alla bestia
nella assurda e vuota fossa del fallimento
Quando metterò le mani su qualche soldo
bacerò la sua pelle verde e chiederò alla sua sporca faccia
"Dove diavolo sei stato?"
"Io sono la benzina che muove il motore del fallimento"
Io sarò vecchio e rovinato, mi dimenticherò chi e dove sono
Sarò rimbambito o dimenticato
ma mi ricorderò e capirò che puoi fare tesoro
del denaro duramente guadagnato sul fallimento
Ho visto mio padre piangere
Ho visto mia madre rompersi la mano su un muro che non avrebbe pianto
ma che certamente tratteneva i lamenti meccanici
di un uomo moribondo che era un fallimento 
La schiena mi fa male quando mi piego perchè porto un peso
Il cervello mi fa male come un buco di coltello
perchè mi devono ancora mostrare come tirarmi fuori
dal risucchio delle sabbie mobili del fallimento
Certa gente vive all'inferno, molti bastardi ce la fanno
ma io, io non ho imparato niente
Non so neanche sanguinare elegantemente
il velenoso sangue del fallimento"

sabato 3 ottobre 2020

Buchi nella rete



"Il passato ci prova
Sta giocando una carta impossibile
Per tornare di moda
Non sa che il tempo è irripetibile
Il presente si trova motivato e deciso a non cedere
Come ha fatto finora
Senza dire una sola parola
Lo scontro è leggendario
Appena ha inizio
Uno sta' zitto e l'altro fa il suo comizio
Non vuole capire di essere troppo in ritardo
Per dare lezioni a chi invece è in orario
Il passato riposa bellamente nel letto degli ospiti
O mi segue per casa
Come un'ombra incollato ai miei gomiti
Da buttarlo giù a a calci
Apre bocca e lo fa sempre a vanvera
Con discorsi bugiardi e la coda di paglia
Lo scontro è proseguito
Anche sul treno
Chi è un abusivo, chi paga intero 
Proprio così: se non vi è chiaro il concetto
Il passato non paga nemmeno il biglietto
Il tuo ricordo trova un buco nella rete
Si infila dentro il mio cervello e fa il padrone
Il tuo ricordo quando arriva ha fame e sete
Quel poco equilibrio che ho si disintegra
Il passato è una droga che non ho più intenzione di prendere
Mi citofona ancora aspettandosi di farmi scendere
Con il richiamo di ieri, con il tono di voce di un angelo
Impigliato tra i fili e ignorato nel traffico dai passanti
Il tuo ricordo trova un buco nella rete
Si infila dentro il mio cervello e fa il padrone
Il tuo ricordo quando arriva ha fame e sete
E quel poco equilibrio che ho si disintegra
Il tuo ricordo trova un buco nella rete
Si infila dentro il mio cervello e fa il padrone
Il tuo ricordo quando arriva ha fame e sete
Ma è soltanto un tranello, una trappola
Il passato dichiara di essere pronto a una sfida sul limite
Vuole fargli paura e dimostra infinita energia
Ma il presente prepara la sua corsa
e promette a se stesso che
Arrivato al traguardo non avrà mai più nostalgia"

Una delle 10 canzoni dell'anno 2020.

giovedì 28 maggio 2020

Abolire alcuni tempi

Bisognerebbe saper abolire dalla propria grammatica interiore il futuro anteriore e il condizionale: non solo sono inutili, ma anche dannosi.

lunedì 18 maggio 2020

La divisione della gioia, da quarant'anni



Oggi sono 40 anni che Ian Curtis ci ha voluti lasciare. Ricordo me stesso brufoloso depresso liceale sedicenne andare nel negozio di dischi di fiducia di Biella a chiedere il suo nuovo disco, e l'informatissimo negoziante dirmi: Hai saputo? Fu agghiacciante, andare a casa col dodicipollici di Love will tear us apart in mano, ascoltarlo e pensare a questa tragedia.

Quarant'anni dopo, le parole e le musiche di Ian Curtis restano ancora impresse per sempre nel mio cuore e nella mia anima.

giovedì 30 aprile 2020

RVG - I used to love you



Da Melbourne (Australia) arriva uno dei dischi della mia top ten 2020. Ne scriverò più dettagliatamente su Tomtomrock quanto prima.

"Non siamo più gli stessi, non siamo proprio più gli stessi", già, per colpa di questo virus.

domenica 12 aprile 2020

Pasqua 2010 / 2020


Easter Sunday, we were walking.
Easter Sunday, we were talking.
Isabel, my little one, take my hand. Time has come.
Isabella, all is glowing.
Isabella, all is knowing.
And my heart, Isabella.
And my head, Isabella.
Frederick and Vitalie, savior dwells inside of thee.
Oh, the path leads to the sun. Brother, sister, time has come.
Isabella, all is glowing.
Isabella, all is knowing.
Isabella, we are dying.
Isabella, we are rising.
I am the spring, the holy ground,
the endless seed of mystery,
the thorn, the veil, the face of grace,
the brazen image, the thief of sleep,
the ambassador of dreams, the prince of peace.
I am the sword, the wound, the stain.
Scorned transfigured child of Cain.
I rend, I end, I return.
Again I am the salt, the bitter laugh.
I am the gas in a womb of light, the evening star,
the ball of sight that leads that sheds the tears of Christ
dying and drying as I rise tonight.
Isabella, we are rising.
Isabella, we are rising . . .

Per questa pasqua così drammatica e surreale sono andato a riprendere quanto scrissi DIECI ANNI FA. A seconda dei punti fa tenerezza, compassione, rabbia, per come sia ancora attuale, per me, dieci anni dopo.

E' molto bello il concetto della pasqua come passaggio e addirittura risurrezione. Senza andare nel mistico o nel surreale, mi piacerebbe che questa pasqua significasse la resurrezione, la rinascita, il passaggio in meglio di tanti cristi, non solo del figlio del capo (JC Superstar). I poveri cristi senza lavoro, senza cibo, senza salute, senza affetti, senza futuro. E sono tantissimi. (...) Quindi è soprattutto a loro che vanno i miei auguri di buona pasqua, e anche al cristo che, volenti o nolenti, tutti abbiamo dentro (quello che soffre, prende schiaffi, perdona, lo mettono in croce).
La pasqua dal 2001 è anche la ricorrenza della morte di mio suocero, una persona speciale che mi manca ancora tanto. La sua scomparsa mi ha cambiato tantissimo, nell'approccio alla vita, così come la malattia di mio padre. E due lezioni ho imparato: 1) mai smettere di sorridere, coltivando il senso dell'umorismo e la consapevolezza dell'essere in qualche modo fortunati 2) deve esserci qualcosa fuori dal lavoro, perchè i soldi non danno la felicità.
Mamma mia, invecchiando divento sempre più banale e ingenuo! Scusate.
Auguri.

martedì 22 ottobre 2019

Fra illusione e cinismo

La sottile invisibile linea che divide l'illusione dal cinismo disilluso. In mezzo dovrebbe esserci la virtù del realismo, della concretezza, della realtà accettata e vissuta senza sogni, dell'essere "in pace con se stessi" (situazione che mi ricorda la morte, o il coma), riconoscere e accettare i propri limiti, rassegnarsi col sorriso, perdonare e perdonarsi.
Beato chi la trova, e la percorre, questa via di mezzo. Io ci saltello sopra, un anno da una parte, un anno dall'altra.

domenica 11 novembre 2018

A che gioco giochiamo

Un libro (un saggio di storia, sociologia e anche antropologia) molto interessante e a suo modo utile per capire come eravamo, come siamo diventati e cosa diventeremo. Personalmente mi permetto di essere meno ottimista di Baricco sull'effetto che la tecnologia digitale ha avuto sull'umanità e soprattutto sul nostro essere umani: da quello che vedo e vivo, l'attuale umanità (intendo le persone) non è molto migliore di quella del 900, anche se avrebbe le possibilità e tantissimi strumenti (i tool) per diventarlo.

lunedì 23 aprile 2018

Quando la vita corre a 33 o 45 giri



Ieri sera ho visto questo documentario che mi ha "toccato" (come quando ha mostrato a Peter Saville le edizioni italiane di Joy Division e New Order): penso che aggiusterò il piatto (ricoperto da libri e cd), riordinerò e spolvererò i miei vinili (cominciati a comprare nel 1977, quindi Ramones, Pistols, Jam, Clash) e soprattutto ricomincerò a spulciare in mercatini e negozi. E' una passione che ho sepolto (come il piatto), ma che mi è "tornata su" questa primavera.
E capisco anche perchè i Fenomeni pubblicano solo in vinile, non solo per filologia.
Non è elitarismo o maniacalità: è una passione per una forma di arte-manufatto.

domenica 10 settembre 2017

Il ritorno dei Dream Syndicate


dopo 25 anni non mi convince molto, perchè non mi convince nessuna reunion. Penso che ogni cosa abbia il suo tempo, e che le reunion siano solo forzature, spesso ispirate più economicamente che artisticamente. Certo, ci sono pezzi come questo e Glide che sono diventati instant classics personali, ma tutto il disco ha un suono spesso confuso (saturo di chitarre) che soffoca la voce (anche la batteria, a volte), e alcuni pezzi sono un po' prolissi, per i miei gusti. Nonostante tutto, però, li andrò a rivedere a ottobre, perchè questo è uno dei gruppi che più ho amato e che più ha influenzato il mio songwriting (seh, vabbè: le canzoncine che ho scritto).

P.S. Al settimo ascolto, però, comincio ad apprezzare maggiormente il tutto, confesso :-)


lunedì 28 agosto 2017

Contare le ciglia degli occhi


Al ritorno dai luoghi della mia infanzia, con tutta la famiglia, oggi ho rispolverato i REM, che furono la principale colonna sonora dell'infanzia di Alessandro e Matteo. Questa canzone in particolare ci ha "toccato" tutti: con le sue parole e le sue musiche ci ha ricordato quegli anni magici (per quanto faticosi). Due lucciconi, due sospiri, due sorrisi, e poi via, bisogna ricominciare a correre: è finita un'altra estate. Come diceva quel tale: bisogna essere duri, senza mai perdere la tenerezza. No?

venerdì 9 giugno 2017

Passato, presente e futuro


SCRIVERE UN CURRICULUM

Cos'è necessario?

E' necessario scrivere una domanda,

e alla domanda allegare il curriculum.

A prescindere da quanto si è vissuto

il curriculum dovrebbe essere breve.

E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti.

Cambiare paesaggi in indirizzi

e malcerti ricordi in date fisse.

Di tutti gli amori basta quello coniugale,

e dei bambini solo quelli nati.

Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.

I viaggi solo se all'estero.

L'appartenenza a un che, ma senza un perché.

Onorificenze senza motivazione.

Scrivi come se non parlassi mai con te stesso

e ti evitassi.

Sorvola su cani, gatti e uccelli,

cianfrusaglie del passato, amici e sogni.

Meglio il prezzo che il valore

e il titolo che il contenuto.

Meglio il numero di scarpa, che non dove va

colui per cui ti scambiano.

Aggiungi una foto con l'orecchio scoperto.

E' la sua forma che conta, non ciò che sente.

Cosa si sente?

Il fragore delle macchine che tritano la carta.

(Wislawa Szymborska, ed. Adelphi)