Cosa ho pensato, fatto, visto, sentito, messaggi nella bottiglia, notizie, curiosità, cose inutili e necessarie, il mio piccolo mondo antico, dal 2005 al 2022. E soprattutto tanta musica, come colonna sonora ma anche come espressione di ciò che non sapevo, non volevo e soprattutto non potevo scrivere. Dal 2023 mi trovate su Facebook (sono un boomer!) come FRANCESCO ZAIO.
venerdì 14 ottobre 2022
Senato, il discorso della senatrice a vita Liliana Segre
Per una volta nella vita
mercoledì 12 ottobre 2022
La mia vita in una foto
In questa foto fatta casualmente c'è tutta la mia vita. A sinistra il Futuro che non vedo ancora: una porta aperta su uno spazio per ora buio. Al centro il Presente che vivo: la dolcissima Milù, compagna di queste difficili settimane autunnali. In basso a destra il Passato che rimpiango: mia moglie 29enne con mio figlio Alessandro di pochi mesi.
lunedì 16 agosto 2021
Il mio cuore è diviso in tre parti
Al ritorno in continente da due settimane di "giro di boa" in Sardegna, mi rendo conto di come il mio cuore sia diviso (o spezzato) in tre parti:
1 nato ad Alessandria da genitori di Quargnento e Lu, nonni da sempre da quelle parti, le mie radici genealogiche sono in Piemonte, più precisamente Alessandria, Casale e dintorni. So parlare quel dialetto, che sentivo da mia nonna Rina, più o meno italianizzato ("Crompa due pavroni e quat tumatiche"). Primo terzo: alessandrino, piemontese, mandrogno, fate vobis.
2 dopo alcuni anni trascurabili a Parma, dalla quinta elementare alla prima ginnasio (Azuni) ho vissuto a Sassari: lì ho vissuto gli anni più spensierati e divertiti della mia vita, fra la greffa in viale Caprera, le estati Platamona (secondo pettine) e Stintino. Dove un po' commosso torno da decine di anni a chiedermi "Papà ma non potevi restare qui per sempre?"
3 dopo la triste parentesi di liceo Biellese (tre anni di depressione riempiti e forse salvati dalla passione per la musica rock, soprattutto punk), arrivò Genova, la grande città che poi tanto grande non è, anzi, non c'entra niente con Milano e Torino: ha una dimensione ancora umana (almeno prima dell'avvento dei social). Genovesi non si diventa mai, ma un terzo del mio cuore (o della mia anima) è qui, dove scrivo oggi.
Risultato? In Piemonte mi danno del Ligure, a Genova mi danno del mandrogno se non del padano, in Sardegna mi danno del continentale. Insomma: sempre fuori posto, fuori luogo. Fuori.
Però sono contento di saper essere felice in tre mondi così diversi. In fondo io sono fatto così: l'uomo che aveva il cuore diviso in tre parti, attaccate e indissolubili.
giovedì 24 giugno 2021
Hai presente quella canzone di Tenco?
lunedì 17 maggio 2021
Swans - Failure
sabato 3 ottobre 2020
Buchi nella rete
"Il passato ci prova
Sta giocando una carta impossibile
Per tornare di moda
Non sa che il tempo è irripetibile
Il presente si trova motivato e deciso a non cedere
Come ha fatto finora
Senza dire una sola parola
Lo scontro è leggendario
Appena ha inizio
Uno sta' zitto e l'altro fa il suo comizio
Non vuole capire di essere troppo in ritardo
Per dare lezioni a chi invece è in orario
Il passato riposa bellamente nel letto degli ospiti
O mi segue per casa
Come un'ombra incollato ai miei gomiti
Da buttarlo giù a a calci
Apre bocca e lo fa sempre a vanvera
Con discorsi bugiardi e la coda di paglia
Lo scontro è proseguito
Anche sul treno
Chi è un abusivo, chi paga intero
Il passato non paga nemmeno il biglietto
Il tuo ricordo trova un buco nella rete
Si infila dentro il mio cervello e fa il padrone
Il tuo ricordo quando arriva ha fame e sete
Quel poco equilibrio che ho si disintegra
Il passato è una droga che non ho più intenzione di prendere
Mi citofona ancora aspettandosi di farmi scendere
Con il richiamo di ieri, con il tono di voce di un angelo
Impigliato tra i fili e ignorato nel traffico dai passanti
Il tuo ricordo trova un buco nella rete
Si infila dentro il mio cervello e fa il padrone
Il tuo ricordo quando arriva ha fame e sete
E quel poco equilibrio che ho si disintegra
Il tuo ricordo trova un buco nella rete
Si infila dentro il mio cervello e fa il padrone
Il tuo ricordo quando arriva ha fame e sete
Ma è soltanto un tranello, una trappola
Il passato dichiara di essere pronto a una sfida sul limite
Vuole fargli paura e dimostra infinita energia
Ma il presente prepara la sua corsa
e promette a se stesso che
Arrivato al traguardo non avrà mai più nostalgia"
martedì 9 giugno 2020
lunedì 1 giugno 2020
giovedì 28 maggio 2020
Abolire alcuni tempi
lunedì 18 maggio 2020
La divisione della gioia, da quarant'anni
Oggi sono 40 anni che Ian Curtis ci ha voluti lasciare. Ricordo me stesso brufoloso depresso liceale sedicenne andare nel negozio di dischi di fiducia di Biella a chiedere il suo nuovo disco, e l'informatissimo negoziante dirmi: Hai saputo? Fu agghiacciante, andare a casa col dodicipollici di Love will tear us apart in mano, ascoltarlo e pensare a questa tragedia.
Quarant'anni dopo, le parole e le musiche di Ian Curtis restano ancora impresse per sempre nel mio cuore e nella mia anima.
giovedì 30 aprile 2020
RVG - I used to love you
Da Melbourne (Australia) arriva uno dei dischi della mia top ten 2020. Ne scriverò più dettagliatamente su Tomtomrock quanto prima.
"Non siamo più gli stessi, non siamo proprio più gli stessi", già, per colpa di questo virus.
mercoledì 29 aprile 2020
domenica 12 aprile 2020
Pasqua 2010 / 2020
Easter Sunday, we were walking.
Easter Sunday, we were talking.
Isabel, my little one, take my hand. Time has come.
Isabella, all is glowing.
Isabella, all is knowing.
And my heart, Isabella.
And my head, Isabella.
Frederick and Vitalie, savior dwells inside of thee.
Oh, the path leads to the sun. Brother, sister, time has come.
Isabella, all is glowing.
Isabella, all is knowing.
Isabella, we are dying.
Isabella, we are rising.
I am the spring, the holy ground,
the endless seed of mystery,
the thorn, the veil, the face of grace,
the brazen image, the thief of sleep,
the ambassador of dreams, the prince of peace.
I am the sword, the wound, the stain.
Scorned transfigured child of Cain.
I rend, I end, I return.
Again I am the salt, the bitter laugh.
I am the gas in a womb of light, the evening star,
the ball of sight that leads that sheds the tears of Christ
dying and drying as I rise tonight.
Isabella, we are rising.
Isabella, we are rising . . .
Per questa pasqua così drammatica e surreale sono andato a riprendere quanto scrissi DIECI ANNI FA. A seconda dei punti fa tenerezza, compassione, rabbia, per come sia ancora attuale, per me, dieci anni dopo.
E' molto bello il concetto della pasqua come passaggio e addirittura risurrezione. Senza andare nel mistico o nel surreale, mi piacerebbe che questa pasqua significasse la resurrezione, la rinascita, il passaggio in meglio di tanti cristi, non solo del figlio del capo (JC Superstar). I poveri cristi senza lavoro, senza cibo, senza salute, senza affetti, senza futuro. E sono tantissimi. (...) Quindi è soprattutto a loro che vanno i miei auguri di buona pasqua, e anche al cristo che, volenti o nolenti, tutti abbiamo dentro (quello che soffre, prende schiaffi, perdona, lo mettono in croce).
martedì 22 ottobre 2019
Fra illusione e cinismo
Beato chi la trova, e la percorre, questa via di mezzo. Io ci saltello sopra, un anno da una parte, un anno dall'altra.
domenica 11 novembre 2018
A che gioco giochiamo
lunedì 23 aprile 2018
Quando la vita corre a 33 o 45 giri
Ieri sera ho visto questo documentario che mi ha "toccato" (come quando ha mostrato a Peter Saville le edizioni italiane di Joy Division e New Order): penso che aggiusterò il piatto (ricoperto da libri e cd), riordinerò e spolvererò i miei vinili (cominciati a comprare nel 1977, quindi Ramones, Pistols, Jam, Clash) e soprattutto ricomincerò a spulciare in mercatini e negozi. E' una passione che ho sepolto (come il piatto), ma che mi è "tornata su" questa primavera.
E capisco anche perchè i Fenomeni pubblicano solo in vinile, non solo per filologia.
Non è elitarismo o maniacalità: è una passione per una forma di arte-manufatto.
domenica 10 settembre 2017
Il ritorno dei Dream Syndicate
dopo 25 anni non mi convince molto, perchè non mi convince nessuna reunion. Penso che ogni cosa abbia il suo tempo, e che le reunion siano solo forzature, spesso ispirate più economicamente che artisticamente. Certo, ci sono pezzi come questo e Glide che sono diventati instant classics personali, ma tutto il disco ha un suono spesso confuso (saturo di chitarre) che soffoca la voce (anche la batteria, a volte), e alcuni pezzi sono un po' prolissi, per i miei gusti. Nonostante tutto, però, li andrò a rivedere a ottobre, perchè questo è uno dei gruppi che più ho amato e che più ha influenzato il mio songwriting (seh, vabbè: le canzoncine che ho scritto).
P.S. Al settimo ascolto, però, comincio ad apprezzare maggiormente il tutto, confesso :-)
lunedì 28 agosto 2017
Contare le ciglia degli occhi
Al ritorno dai luoghi della mia infanzia, con tutta la famiglia, oggi ho rispolverato i REM, che furono la principale colonna sonora dell'infanzia di Alessandro e Matteo. Questa canzone in particolare ci ha "toccato" tutti: con le sue parole e le sue musiche ci ha ricordato quegli anni magici (per quanto faticosi). Due lucciconi, due sospiri, due sorrisi, e poi via, bisogna ricominciare a correre: è finita un'altra estate. Come diceva quel tale: bisogna essere duri, senza mai perdere la tenerezza. No?





