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giovedì 3 giugno 2021

Tornare al cinema

Questo è un altro film che mi è piaciuto tantissimo per quanto doloroso e destabilizzante.

Vedere i film al cinema anzichè alla tv o peggio ancora sul pc è proprio tutta un'altra storia, un'altra esperienza sensoriale e oserei dire sociale. Ho paura però che la Pandemia abbia invece abituato tantissimi a stare a casa sul divano: nelle due prime sale da me frequentate dopo la Pandemia gli spettatori si contavano sulle dita di una mano, e sono filmoni da Oscar.

P.S. anche qui come in Nomadland molto belle le musiche di Einaudi.


 

lunedì 13 luglio 2020

Favolacce


Visto ieri sera a Palazzo Ducale, con Elio Germano in sala a raccontare la sua esperienza da attore, un film che sarà nella mia top ten 2020 sicuramente. Bellissimo e disturbante, come Lynch, come Haneke. Il presente e il futuro non sono rosei, cara vecchia Italia marcia.

domenica 12 aprile 2020

Pasqua 2010 / 2020


Easter Sunday, we were walking.
Easter Sunday, we were talking.
Isabel, my little one, take my hand. Time has come.
Isabella, all is glowing.
Isabella, all is knowing.
And my heart, Isabella.
And my head, Isabella.
Frederick and Vitalie, savior dwells inside of thee.
Oh, the path leads to the sun. Brother, sister, time has come.
Isabella, all is glowing.
Isabella, all is knowing.
Isabella, we are dying.
Isabella, we are rising.
I am the spring, the holy ground,
the endless seed of mystery,
the thorn, the veil, the face of grace,
the brazen image, the thief of sleep,
the ambassador of dreams, the prince of peace.
I am the sword, the wound, the stain.
Scorned transfigured child of Cain.
I rend, I end, I return.
Again I am the salt, the bitter laugh.
I am the gas in a womb of light, the evening star,
the ball of sight that leads that sheds the tears of Christ
dying and drying as I rise tonight.
Isabella, we are rising.
Isabella, we are rising . . .

Per questa pasqua così drammatica e surreale sono andato a riprendere quanto scrissi DIECI ANNI FA. A seconda dei punti fa tenerezza, compassione, rabbia, per come sia ancora attuale, per me, dieci anni dopo.

E' molto bello il concetto della pasqua come passaggio e addirittura risurrezione. Senza andare nel mistico o nel surreale, mi piacerebbe che questa pasqua significasse la resurrezione, la rinascita, il passaggio in meglio di tanti cristi, non solo del figlio del capo (JC Superstar). I poveri cristi senza lavoro, senza cibo, senza salute, senza affetti, senza futuro. E sono tantissimi. (...) Quindi è soprattutto a loro che vanno i miei auguri di buona pasqua, e anche al cristo che, volenti o nolenti, tutti abbiamo dentro (quello che soffre, prende schiaffi, perdona, lo mettono in croce).
La pasqua dal 2001 è anche la ricorrenza della morte di mio suocero, una persona speciale che mi manca ancora tanto. La sua scomparsa mi ha cambiato tantissimo, nell'approccio alla vita, così come la malattia di mio padre. E due lezioni ho imparato: 1) mai smettere di sorridere, coltivando il senso dell'umorismo e la consapevolezza dell'essere in qualche modo fortunati 2) deve esserci qualcosa fuori dal lavoro, perchè i soldi non danno la felicità.
Mamma mia, invecchiando divento sempre più banale e ingenuo! Scusate.
Auguri.

lunedì 19 marzo 2018

Sai che festadelpapà



Quest'anno festa del papà in tono minore anzi dissonante: ero uno straccio, anche se non come il protagonista del video, grazie al cielo.
I miei figli ormai sono grandi (21 e 17), giusto un AUGURI PA e una pacca. Ma l'anno prossimo, se starò bene, me la organizzo da solo la festa, penso di meritarmela: non so se sono stato un bravo padre (a giudicare dai figli direi di sì ma bisognerebbe chiedere a loro), però so che è stata la "missione" più impegnativa e più sentita della mia vita, sia emotivamente sia concretamente. Per quanto possa essere stato assente o aver detto/fatto cose sbagliate (ma quali sono le cose giuste?).

venerdì 25 agosto 2017

Sogni d'oro



Penso che i sogni che facciamo e (soprattutto) ci ricordiamo la mattina siano dei segnali, dei forti segnali che il nostro inconscio, più o meno confusamente, ci sa dare. Sta a noi interpretarli e farne tesoro, con o senza l'aiuto di psicologi e psicoanalisti. Io stamattina, per esempio, mi sono svegliato col cuscino zuppo di lacrime che avevo pianto come un vitello stanotte durante il sogno Bergmaniano, anzi Lynchano che ho fatto: un funerale, in cui non si capiva chi fosse il morto, perchè mio padre mi è venuto ad abbracciare e mi sorrideva in mezzo agli intervenuti. Peccato che io pensassi di essere al SUO funerale (!).
Bah, vai a capire. So solo che mi sono svegliato con un grande senso di inquietudine. Che ho sempre avuto, forse, dentro, in fondo in fondo, e che non cancellerò mai, per quanto ci possa provare. E' lì, in cantina, e ogni tanto viene a bussare alla porta della coscienza razionale. Purtroppo.

domenica 19 marzo 2017

Daddy be good



"Quando un uomo si rende conto che forse suo padre aveva ragione, solitamente ha già un figlio che pensa che lui si stia sbagliando" (Charles Wadsworth).

Auguri a tutti i miei amici più o meno coetanei che sono dei bravi papà, e sono tantissimi, anche se il loro ruolo e la loro "bravura" viene spesso sottovalutata se non dimenticata. Come la Festa del Papà.


lunedì 14 novembre 2016

Nel nome del padre e del figlio


Sempre toccante questo lungo video, per chi come me ha figli con cui ha passato (ma superato) momenti difficili.

domenica 11 settembre 2016

Da figlio a padre a nonno

Al ricorrere del secondo anniversario della morte di mio padre sono successe due coincidenze: una brutta, una bella. La brutta è che mia mamma è caduta in casa, niente di grave, ma cade. La bella è mio figlio Alessandro che mi ha chiesto di accompagnarlo a Rapallo a sentire una conferenza di Recalcati su "come essere figli giusti",(gulp!) conferenza tra l'altro molto intensa che spesso ha messo un paio di dita nelle mie piaghe di figlio e genitore.
La vita va avanti, e ti passa davanti agli occhi, con queste coincidenze: al ritorno ha guidato Ale (ancora incertamente), e io pensavo a quando mio papà mi lasciava azzardatamente il suo amato macchinone, a 18 anni, a Lu.

Anche questo afoso pomeriggio resterà nei miei ricordi belli, e penso anche in quelli di mio figlio.
Sono un padre fortunato, ma me la sono sudata, questa fortuna. E ancora molto c'è da sudare, negli anni a venire. Fino a quando non diventerò Nonno, che è uno dei sogni della mia vita (che persona banale e squallida che sono).

sabato 9 luglio 2016

Diventare grandi



Sarà questa canzone, sarà la maturità di mio figlio, sarà che mi sembra di assomigliare (fisicamente) sempre di più a mio padre, ma sono diverse notti che me lo sogno, mio padre. A volte lo aiuto a camminare, altre volte mi fa ridere col suo umorismo pungente, altre volte lo cerco nella spiaggia della Sardegna dove andava sempre.

sabato 19 marzo 2016

Auguri, papà



Un abbraccio a tutti i papà che conosco e a cui voglio (o ho voluto) bene. E' un compito, un ruolo, una figura da cui sempre più spesso ci si allontana, se ne ha quasi paura e sempre meno rispetto. E invece ci vorrebbe: ci farebbe un gran bene, avere un Padre, in terra e in cielo. Ci sentiremmo meno sperduti e più sicuri. E invece.

domenica 1 novembre 2015

Al dì di mort


Volevo dire qualcosa di intelligente e profondo sul "giorno dei morti", la "visita" ai defunti cari o conosciuti che ogni anno per tradizione faccio a Quargnento e Lu, dove sono sepolti i miei parenti. 
Poi all'uscita del cimitero di Quargnento ho rivisto e fotografato questa frase (che tanto piaceva a mio padre), e ho pensato che questa frase bastava e avanzava.

giovedì 10 settembre 2015

Un anno dopo



Un anno dopo la morte di mio padre, volevo scrivere cosa mi ha insegnato la sua dipartita, cosa è rimasto, cosa è andato perduto. Ma poi sono rimasto immobile davanti al pc, con un piccolo nodo nella gola, e ho lasciato perdere: sono cose troppo profonde, direi arcaiche, difficili da esprimere persino a se stessi, figuriamoci a un pubblico, un orecchio estraneo. Meglio stare zitti, spesso. "Sta cittu, ca l'è mey".


lunedì 9 marzo 2015

Al mio funerale



sentirete questa canzone. Da quando è morto mio padre (oggi era il suo compleanno), ho cominciato a pensare a quando verrà il mio turno. Prima mi sentivo inconsciamente immortale, forse, non ci pensavo proprio.

lunedì 2 marzo 2015

Avere 18 anni

Che bello dev'essere avere 18 anni, e un sorriso così. Che peccato che i nonni Franco e Pino non lo possano vedere.
Auguri figlio mio.
P.S. due riflessioni:
1. come ero tristo ed infelice io, alla sua età. Vederlo COSI' mi riempie di orgoglio (per come l'ho cresciuto) e speranza (per il futuro di entrambi).
2. NON sono volati, questi 18 anni. Sono stati 18 anni, giorno dopo giorno, momento dopo momento, spesso faticosi, a volte dolorosi, ma sempre pieni di stima e affetto reciproci.

sabato 13 dicembre 2014

"Mi manchi, come la pioggia manca ai deserti"



E' perfetta questa metafora, questa immagine, per descrivere una assenza, una mancanza dolorosa. Perchè i deserti non l'hanno mai vista, la pioggia, non sanno cosa sia, ma la pensano, se la immaginano, la aspettano. Se solo ci fosse mai stata, la pioggia, i deserti sanno che potrebbero diventare (avrebbero potuto diventare) delle oasi. Quando ci manca qualcuno o qualcosa, spesso ci manca quello che avrebbero potuto essere, quello che non sono stati (non c'è stato), l'idea che avevamo, le speranze, le illusioni. Perchè non sarà più possibile realizzarle, quelle speranze. E restiamo qui, come deserti a cui manca la pioggia.



Questo era per dirti che mi manchi, P.

sabato 27 settembre 2014

Here I am




Sempre nel mio periodo-mood Tim Buckley (autore del pezzo), una canzone da sempre nel cuore e nella testa.

Ricordo che un giorno che la ascoltavo nella mia cameretta (1983), mio padre fece capolino dalla porta e mi chiese "Ma cosa ascolti, Maria Carta?". Mio padre aveva l'età che ho io adesso.

venerdì 12 settembre 2014

Grazie di tutto, papà



"Volevo ringraziare tutte le persone che anche da lontano sono venute a salutare mio padre, il Pino. 
Non faró orazioni nè reciteró poesie: mio padre era una persona poco incline alla retorica e alla poesia. Peró aveva un grande cuore, un cuore forte con cui ha saputo affrontare le prove della sua vita, dalla morte prematura di suo padre fino alla lotta con la malattia che lo ha immobilizzato. E soprattutto aveva dei grandi valori, che ci ha passato come testimoni. E per valori non intendo cose che si possono comprare coi soldi.
Intendo il valore della famiglia, che si riunisce e si ritrova, magari a tavola, con allegria e complicità.
Il valore della tradizione, qualunque e dovunque essa sia.
Il valore dell'avere la donna della tua vita, che è una sola (sia la donna che la vita) sempre al tuo fianco, fino in fondo.
Il valore dell'onestà, della correttezza, del senso del dovere e della misura, della serieta', della rispettabilità, nel pubblico, sul lavoro.
E nel privato il valore della battuta di spirito, della convivialita', della pacca sulla spalla, del guardare negli occhi la gente, del rispettare e farsi rispettare (stare "all'onore del mondo", diceva lui), perchè si è brave persone, gentili ed educate.
E infine il valore delle radici, la sua Quargnento, come luogo del ritorno (dopo aver girato per il mondo) e della memoria (mai dimenticare nè rinnegare da dove si viene e chi eravamo, se vogliamo essere e diventare migliori).
Questa è l'eredità più importante che noi figli e la Anna ci porteremo dentro.
Grazie di tutto Pino."
Le parole che ho detto oggi al funerale di mio padre.