Cosa ho pensato, fatto, visto, sentito, messaggi nella bottiglia, notizie, curiosità, cose inutili e necessarie, il mio piccolo mondo antico, dal 2005 al 2022. E soprattutto tanta musica, come colonna sonora ma anche come espressione di ciò che non sapevo, non volevo e soprattutto non potevo scrivere.
Dal 2023 mi trovate su Facebook (sono un boomer!) come FRANCESCO ZAIO.
Da ieri sono 19 anni senza Joe Strummer. Mi manca l'energia che quell'uomo confuso e contraddittorio (ma chi non lo è?) ha portato nella mia testolina dal 1977 (primo 45 giri comprato, alle medie, quello nella foto). Grazie ai Clash e a Joe Strummer tanti ragazzi della mia generazione, e spero anche delle successive, hanno conosciuto tante cose importanti e belle, non solo musicali: il reggae, l'anti-razzismo, il rock'n'roll a 360 gradi (con London Calling), la situazione del Centro-America ("Sandinista?? Cos'è?"), Allen Ginsberg, persino il rap.
Prima del Covid al Circolo Arci Perugina si facevano delle bellissime serate in sua memoria, il 22 dicembre. Speriamo di poterla rifare per il ventennale l'anno prossimo.
e invece è uno solo, un anno che, a seconda dei casi, ci ha cambiati, rovinati, sicuramente divisi. Un anno fa eravamo, io e i miei amici appassionati dei Clash, al Circolo Perugina a celebrare Joe Strummer, fu una serata bellissima.
Non mi resta che sperare nel Dicembre 2021. E sperare anche che ci ricorderemo tutti questa fame di umanità 3D, questa nostalgia di cose a cui non davamo granchè valore, valore che abbiamo scoperto quando il Covid ce le ha negate.
Al prossimo Joe Strummer Day allora. Quello di quest'anno maledetto lo passeremo lost in a supermarket.
Iniziata la preparazione dell'ormai tradizionale tributo di Dicembre a Joe Strummer e i Clash al Circolo Arci Perugina di Genova-Rivarolo. Quest'anno tra l'altro è il quarantennale (!) di London calling, disco che ha migliorato se non cambiato la vita di molti ragazzacci dell'epoca. Inizialmente percepii London calling come un "tradimento" del Punk, da parte dei Clash: dopo qualche ascolto capii invece che avevano solo allargato i loro orizzonti musicali, applicando a diversi generi la loro grande "attitudine", il loro innegabile stile, che dal Punk arrivava, e sempre Punk rimaneva.
Questa volta voglio coinvolgere diversi amici che contribuiranno a impreziosire le mie scarne cover voce+chitarra. Già opzionati Guido Ferrero, Massimo Sardi, Attilio Zinnari, altri arriveranno.
Seguiranno aggiornamenti.
Con l'avvicinarsi di dicembre e dell'ormai tradizionale Joe Strummer Day al Circolo Perugina, ripesco questo mio vecchio disco e questa struggente canzone.
Appena saprò la data precisa del concerto lo scriverò qui (e su whatsapp). Quest'anno poi sono 40 anni di London calling, disco che "suona" ancora benissimo.
Quest'anno sarà un 25 Aprile speciale: suonerò la batteria con i BLACK MARKET. Sono elettrizzato perchè i Clash sono stati uno dei gruppi fondamentali della mia vita, e quasi tutte le canzoni che suonerò le ho nel cuore e nella testa dal 1977, anno in cui comprai "White riot", uno dei miei primi 45 giri. Dopo il primo ascolto di Blitzkrieg bop dei Ramones, Pretty vacant dei Sex Pistols e White riot la mia vita prese una piega diversa dal previsto: non so se giusta o sbagliata, ma prese una piega. E mi sa che sia stato così per tantissimi ragazzi alla fine degli anni 70.
Il 25 aprile suonerò dal vivo la batteria nei Black Market, storica band genovese dedita al culto dei mitici Clash. Mi sto divertendo come un matto a provare e ri-tirare fuori queste canzoni che, per la maggior parte, mi porto dentro da quarant'anni. Sarà un 25 aprile memorabile: prossimamente maggiori dettagli.
Ma che canzoni facevano i Clash?!
Anche questa fa parte del set minimal-acustico presentato al Raindogs di Savona venerdì scorso (con l'aiuto di Mister Puma, Attilio Zinnari e Francesca "Vera Vittoria Rossa").
Prossimo appuntamento sabato 22, prima dei Black Market, nel fantastico Circolo Arci Perugina di Genova Certosa.
"Stay free".
Il mio nome di battesimo è Francesco, per "rinnovare" il mio nonno paterno. I miei però da subito mi hanno chiamato Franco, forse per velocizzare il richiamo. Tutti mi conoscono come Franco, dall'infanzia fino al 2012, quando dovetti mandare decine di CV in giro col mio nome anagrafico. Da allora molti mi chiamano (o preferiscono chiamarmi) Francesco. Anche a me, sinceramente, forse piace di più Francesco: essere chiamato così dopo il 2012 significava per me essere ed essere considerato una nuova persona, una persona che ricomincia, si rialza con orgogliosa fatica e umiltà.
Spesso mi si chiede "Ma tu come ti chiami, Franco o Francesco?" e ogni volta a raccontare questo qui pro quo anagrafico (e quando firmo ho sempre un momento di indecisione).
Ora che ci penso, sono due nomi che si riferiscono a due persone piuttosto diverse: Franco è quello che ha fatto le scuole a Casale, Parma, Sassari, Biella, Genova, quello che a 18 anni si è fatto il mohicano e suonava punk-rock coi Crapping Dogs e punk-anarchico coi Contrattacco, che sapeva tutti i Joy Division, i Clash e i Ramones a memoria (beh, anche Francesco, a dire il vero), quello che ha lavorato 15 anni alla Feltrinelli... Francesco è quello che ha dovuto rimboccarsi le maniche e ripartire da zero (o quasi) a 48 anni, è quello che ha due figli a università e liceo, guarda sempre il basket NBA e le albe alla Pelosa, ha viaggiato per Giunti, ora viaggia nelle Ubik di Liguria, Piemonte, Lombardia, Toscana, Sardegna, ha spesso la barba e un bel po' di pancia come suo padre...
Franco comunque è sempre dentro Francesco, e ogni tanto esce fuori, quasi sempre senza permesso...
In conclusione: chiamatemi come vi piace di più, o come vi siete abituati.
Stasera io e Vera Vittoria Rossa (ossia gli Anais) dovevamo aprire la serata dei Black Market facendo diversi brani dei Clash a modo nostro, in chiave silenzioso-acustica.
Purtroppo invece sono preso malissimo con tosse e mal di gola, non riesco neanche a parlare (che spesso è meglio). Peccato!
Se per voi i Clash hanno significato e significano qualcosa non perdetevi i Black Market.
Dopo 6 anni passati dietro la batteria dei Fenomeni e degli Anais, sabato prossimo tornerò a "metterci la faccia" e cantare a modo mio le canzoni dei Clash, insieme a Vera Vittoria Rossa (la Francesca degli Anais!) e il vecchio compagno di merende rock'n'roll Attilio. La serata si prefigura bellissima, sarà una specie di festa: ci saranno anche i Black Market e il grande Fritz Barile con i suoi poster originali dei Clash, il tutto al Circolo ARCI Perugina che è un posto mitico e pieno di gente simpatica e in gamba.
A sabato, city rockers. Certosa calling!
"I don't wanna hear about what the rich are doing I don't wanna go to where the rich are going They think they're so clever, they think they're so right But the truth is only known by guttersnipes We're a garageband We come from garageland There's twenty-two singers! But one microphone Back in the garage There's five guitar players! But one guitar Back in the garage Complaints! Complaints! Wot an old bag Back in the garage All night"
Cinque (5!) anni fa registravo questo mio personale tributo ai Clash, voce e chitarra acustica, in presa diretta unica (ingenuo errore fu: creò problemi nel mix, impossibile separare voce e chitarra). Fu un gesto di amore e riconoscenza appassionata per tutto quello che i Clash sono stati nella mia trista giovinezza. Mi piacerebbe fare la stessa cosa per Husker Du, Cure, Joy Division, Ramones, Dream Syndicate. Alcuni non apprezzarono la "nudità" e la "mollezza" di quelle versioni: io invece volevo proprio evidenziare la scarna poesia di quelle canzoni (e lo so che non sono Johnny Cash, mica pretendevo!), musica e parole. Ma poi in fondo me ne fregai, e me ne frego: era una cosa (sono cose) che facevo (e farò) più per me stesso che per gli altri (tanto che era fuori commercio,"not for sale"). Se poi qualcun altro apprezza bene, se no va bene lo stesso.
Sulla custodia della mia chitarra acustica campeggia fiero da 30 anni questo adesivo (era all'interno del 45 giri 7" di "Know your rights" dei Clash, acquistato al liceo). Beh: impressionante come sia attuale e cocente adesso, in questo momento della mia vita, ora che sto arrivando ai 50. E non sono rimasto adolescente dentro, come molti miei coetanei. E' il concetto del futuro incognito e possibile, che e' cambiato, che si e' ESACERBATO. Ma ho ancora diverse buone ragioni per non disperare.