Macchè perdenti/vincenti, sconfitti/vincitori. Mai capito, mai vissuto la vita come una competizione, una gara, una corsa. Non mi interessa essere più bravo, più felice, più ricco, migliore di nessuno, in nessun campo. Anche per questo non ho mai fatto sport. Mi sono sempre sottratto o ritirato da ogni competizione: diranno che mi sottraggo al confronto e al conflitto. Ebbene sì: l'unica cosa con cui mi voglio confrontare (e spesso me lo dimentico) è lo specchio, l'unica persona che voglio sopravanzare, a cui voglio dimostrarmi migliore, si chiama Io.
Cosa ho pensato, fatto, visto, sentito, messaggi nella bottiglia, notizie, curiosità, cose inutili e necessarie, il mio piccolo mondo antico, dal 2005 al 2022. E soprattutto tanta musica, come colonna sonora ma anche come espressione di ciò che non sapevo, non volevo e soprattutto non potevo scrivere. Dal 2023 mi trovate su Facebook (sono un boomer!) come FRANCESCO ZAIO.
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sabato 8 gennaio 2022
lunedì 17 maggio 2021
Swans - Failure
"Io, io sono stato solo e io, io sono stato cieco
e io, io non ho imparato nulla
così le mie mani sono fermamente legate
all'affondare del piombo del fallimento
Ho lavorato duro tutta la mia vita
Il denaro mi scivola via dalle mani
La mia faccia nello specchio mi dice che non è una sorpresa
che io stia spingendo il macigno su per la collina del fallimento
Mi hanno tentato con la violenza
Mi puniscono con degli ideali
e mi schiacciano con una immagine della mia vita
che non è nient'altro che irreale
eccetto sulla maledetta schiavitù del fallimento
Affogherò qui cercando di rialzarmi per un po' d'aria
ma ogni volta che penso di respirare
mi posano sopra una doppia dose del punitivo peso del fallimento
Non mi merito di essere quaggiù ma non me ne andrò mai
e ho imparato una cosa: non puoi sfuggire alla bestia
nella assurda e vuota fossa del fallimento
Quando metterò le mani su qualche soldo
bacerò la sua pelle verde e chiederò alla sua sporca faccia
"Dove diavolo sei stato?"
"Io sono la benzina che muove il motore del fallimento"
Io sarò vecchio e rovinato, mi dimenticherò chi e dove sono
Sarò rimbambito o dimenticato
ma mi ricorderò e capirò che puoi fare tesoro
del denaro duramente guadagnato sul fallimento
Ho visto mio padre piangere
Ho visto mia madre rompersi la mano su un muro che non avrebbe pianto
ma che certamente tratteneva i lamenti meccanici
di un uomo moribondo che era un fallimento
La schiena mi fa male quando mi piego perchè porto un peso
Il cervello mi fa male come un buco di coltello
perchè mi devono ancora mostrare come tirarmi fuori
dal risucchio delle sabbie mobili del fallimento
Certa gente vive all'inferno, molti bastardi ce la fanno
ma io, io non ho imparato niente
Non so neanche sanguinare elegantemente
il velenoso sangue del fallimento"
venerdì 19 febbraio 2021
"E poi cos'è che fa bene?"
"Per fortuna ho speso tutto in donne, manco tanto, che me la davano gratis, vodka e cocaina. Scarpe e cravatte che non mettevo mai. Mi sparavo cinque grammi di coca al giorno, solo di polvere avrò bruciato 7 miliardi. L'alcol mi ha distrutto? Mah, ha mai provato a ubriacarsi? È bellissimo. Lasci perdere discorsi di morale, che non ho. E poi cos'è che fa bene? Lavorare dalla mattina alla sera per arricchire qualcuno? Non sono stato un buon padre, lo so. Ma la vita è una somma di errori, di gioie e di piaceri, non mi pento di niente, ho amato, ho riso, ho vissuto, vi pare poco?" (Flavio Bucci).
domenica 21 giugno 2020
martedì 31 marzo 2020
Non sarà come prima
Questa pandemia cambierà tante cose, nel pubblico e nel privato. Già questi giorni di stop ci stanno (plurale maiestatis?) portando a riconsiderare tante cose, valori, situazioni. Anche solo rimettendo in ordine foto, ricordi, documenti, la casa, abbiamo modo e tempo di riflettere sul passato e pensare se vogliamo che sia uguale il futuro, ammesso e non concesso che sia concretamente possibile. In questi giorni, quando non riusciamo a astrarci/distrarci, stiamo riconsiderando tutto: valori spirituali/materiali, amicizie, affetti, la salute, il lavoro, l'Europa, lo Stato, la Storia privata e pubblica.
Niente e nessuno è come prima, dopo aver attraversato un deserto.
lunedì 16 marzo 2020
giovedì 12 marzo 2020
Emergenza Coronavirus
Confesso che inizialmente avevo sottovalutato il Coronavirus. Ma lavorando in Lombardia ho sentito e visto cose da romanzo di Dick, o Ballard, o Stephen King. Sarà un periodo durissimo sotto tutti gli aspetti, ma confido che ne usciremo più forti nello spirito, se non nel portafoglio (quello no).
E da oggi inizia la nostra Resistenza del ventunesimo secolo. In fondo, come ha scritto qualcuno, ai nostri nonni fu chiesto di imbracciare le armi, a noi solo di restare in casa.
sabato 3 agosto 2019
Il silenzio è un lusso
Ieri, a causa dei treni cancellati per maltempo (a Brescia mi sono beccato una specie di tornado), ho dovuto prendere un costosissimo Frecciarossa prima classe business. Mentre conversavo amabilmente con l'architetto Andrea, con cui ho condiviso la giornata campale, un signorotto senza parlare ci ha indicato il cartellino della foto, zittendoci.
Da questo episodio deduco che il silenzio è una merce di lusso, per pochissimi. Per averlo si spendono fior di quattrini, quando basterebbe (come faccio/feci io) andare su una scogliera in Sardegna o in una vigna in Monferrato. Certo: lì non c'è l'aria condizionata e poltrone larghe un metro e mezzo. Ma ne deduco un'altra cosa: che si può essere ricchissimi anche quando non si ha nulla se non la propria esistenza e un minimo di sensibilità.
venerdì 25 aprile 2014
Non lavorare stanca
Quest'anno sul mio blog niente auguri pasquali ne' tiritere pseudomistiche spirituali ne' appelli alla Resistenza che non finisce mai, quella quotidiana. Quest'anno penso al Primo Maggio, la festa di un Lavoro che e' sempre piu' difficile da conservare, figuriamoci da trovare. Restare senza lavoro, soprattutto dopo i 40 anni, e' un trauma, un dramma, a volte una tragedia. Penso al cinquantenne disoccupato morto d'infarto durante un trasloco in nero. Penso al mio amico M. che si e' buttato dalla finestra. Penso a chi si ammala di depressione. Penso a chi e' pieno di rabbia e voglia di vendetta contro chi lo ha estromesso ingiustamente. Penso al mio amico, padre di due figli, licenziato per "riorganizzazione aziendale" da uno con la falcemartello d'oro al collo e una collezione di auto sportive. Penso a chi era convinto di avere un lavoro tranquillo e si vede il posto di lavoro delocalizzato in Romania. Penso all'imprenditore onesto che si impicca. Penso ai figli dei disoccupati, e al futuro che possono sperare, vedendo i genitori a casa.
Spero l'anno prossimo di scrivere un post meno amaro. Anzi: sono SICURO che l'anno prossimo scrivero' cose diverse. Perche' nonostante tutti e tutto io sono ottimista, non posso non esserlo. L'anno prossimo andra' meglio.
"Vedrai, vedrai, Vedrai che cambiera'. Non so dirti come e quando, ma un bel giorno cambiera'".
(L'immagine è la copertina di un bel libro dell'editore Feltrinelli).
martedì 9 aprile 2013
"Deve succedere qualcosa, se no..."
E' la frase che sento più spesso, negli ultimi tempi. Soprattutto ora che la politica è in questo surreale (colpevole) stallo. Aziende in crisi o che chiudono, gente che si rovina o si suicida, ragazzi senza un'ombra di futuro, adulti che non sanno cosa inventarsi per non cedere alla disperazione... Tra un anno devo ricordarmi di rileggere questo post. Nel frattempo, le sabbie mobili si allargano.
There's something happening here
What it is ain't exactly clear
There's a man with a gun over there
Telling me I got to beware
I think it's time we stop, children, what's that sound
Everybody look what's going down
There's battle lines being drawn
Nobody's right if everybody's wrong
Young people speaking their minds
Getting so much resistance from behind
I think it's time we stop, hey, what's that sound
Everybody look what's going down
What a field-day for the heat
A thousand people in the street
Singing songs and carrying signs
Mostly say, hooray for our side
It's time we stop, hey, what's that sound
Everybody look what's going down
Paranoia strikes deep
Into your life it will creep
It starts when you're always afraid
You step out of line, the man come and take you away
We better stop, hey, what's that sound
Everybody look what's going down
Stop, hey, what's that sound
Everybody look what's going down
Stop, now, what's that sound
Everybody look what's going down
Stop, children, what's that sound
Everybody look what's going down
There's something happening here
What it is ain't exactly clear
There's a man with a gun over there
Telling me I got to beware
I think it's time we stop, children, what's that sound
Everybody look what's going down
There's battle lines being drawn
Nobody's right if everybody's wrong
Young people speaking their minds
Getting so much resistance from behind
I think it's time we stop, hey, what's that sound
Everybody look what's going down
What a field-day for the heat
A thousand people in the street
Singing songs and carrying signs
Mostly say, hooray for our side
It's time we stop, hey, what's that sound
Everybody look what's going down
Paranoia strikes deep
Into your life it will creep
It starts when you're always afraid
You step out of line, the man come and take you away
We better stop, hey, what's that sound
Everybody look what's going down
Stop, hey, what's that sound
Everybody look what's going down
Stop, now, what's that sound
Everybody look what's going down
Stop, children, what's that sound
Everybody look what's going down
mercoledì 31 ottobre 2012
Il cancro della disoccupazione
"Quando dici alla gente che sei rimasto senza lavoro, a 50 anni, magari con dei figli, tutti ti guardano e ti trattano come se ti fossi ammalato di cancro. Vedo nei loro occhi increduli e sento nelle loro parole abbozzate e incerte il terrore di ammalarsi anche loro, di vivere la stessa situazione mia. Io non voglio fare terrorismo, nè mi aspetto solidarietà o compassione : spargo solo la voce per cercare un altro lavoro, con l'orgoglio e la rabbia di chi ha subito un'ingiustizia, facendosi derubare di una cosa che amava, in cui credeva persino, pensa te che fesso. E anche negli uffici del Lavoro, dai sindacati, mi sento trattato come un malato che non ha preso precauzioni, che non ha fatto cure preventive. Sembra quasi sia colpa mia, a volte. Per fortuna mia moglie lavora, e la mia situazione finanziaria non è per ora disastrosa. Ma penso a quelli meno fortunati di me, penso e condivido il malessere, il senso di vuoto e fallimento, e vorrei che tutta questa rabbia si incanalasse e diventasse un fenomeno di massa, non una malattia di cui vergognarsi, e sogno ad occhi aperti una vendetta, una rivincita, una rivoluzione. Chissà, forse quando ci avranno umiliati e portati alla disperazione, quel sogno si avvererà." (Scusa amico V. ma la tua mail era troppo bella, penso che la apprezzeranno in tanti)
domenica 17 gennaio 2010
Il sorriso di Marie
Ero qui che mi struggevo-deprimevo fra bilanci, malinconie e progetti, con la faccia di Marlon Brando del post precedente, quando mi è arrivata la lettera di rapporto sulla mia bambina adottata a distanza in Madagascar, Marie. Vederla cresciuta in buona salute, e soprattutto vedere anzi sentire il suo sorriso meraviglioso mi ha riempito e scaldato il cuore avvizzito dal freddo di questi giorni (e non parlo solo del clima). Il sorriso di Marie è una piccola grande cosa che mi rende orgoglioso. E allo stesso tempo mi fa rendere conto di come siamo viziati e stupidi, noi e i nostri figli. So che molti (cinicamente) snobbano l'adozione a distanza come un modo pratico ed economico (26 euro al mese) per mettersi a posto la coscienza. Io so solo che quando vedo il sorriso di Marie la mia vita, il mio lavoro, la mia fatica, tutto ha più senso, valore e soddisfazione. Tanto da pensare che vorrei-dovrei essere io a ringraziarla, quando ricevo le sue notizie e i suoi ringraziamenti. Come dice Verdone nel suo ultimo film (visto oggi), parlando con due ragazzine emo: "In Africa non hanno mica tempo di pensare alla tristezza e alla depressione".
Grazie Marie. Devo guardare le tue foto più spesso.
Grazie Marie. Devo guardare le tue foto più spesso.
mercoledì 23 dicembre 2009
Crisi? Quale crisi?
Code per Natale nei negozi di lusso (Louis Vitton, per es.) e di elettronica superflua (cellulari, maxischermi, console di videogiochi). Viaggi e vacanze sold-out. Ma tutta sta crisi allora? La recessione? I licenziamenti, la cassa-integrazione, i fallimenti? Sugli autobus sento che il discorso-tipo è "Piuttosto rinuncio al mangiare ma si vive una volta sola e voglio cercare di godermela". Gente che fa debiti (a Genova diconsi "puffi") per permettersi sfizi e lussi che non dovrebbe permettersi. Il senso della misura, della parsimonia, della convenienza, del rapporto qualità/prezzo? Robe da sfigati, rompicoglioni e comunisti.
Forse il Sistema telepubblicitario ha davvero ormai ipnotizzato e convinto la stragrande maggioranza degli italiani. Un nuovo ennesimo cellulare, uno schermo al plasma, vestiti e oggetti di marca, un suv, una vacanza esotica, tutti piccoli-grandi sforzi per sentirci un po' meno sfigati e poveretti e un po' più simili ai VIP che loro sì che si godono la vita. Nel nostro piccolo siamo ormai tutti VIP: Very Ignorant People.
Forse il Sistema telepubblicitario ha davvero ormai ipnotizzato e convinto la stragrande maggioranza degli italiani. Un nuovo ennesimo cellulare, uno schermo al plasma, vestiti e oggetti di marca, un suv, una vacanza esotica, tutti piccoli-grandi sforzi per sentirci un po' meno sfigati e poveretti e un po' più simili ai VIP che loro sì che si godono la vita. Nel nostro piccolo siamo ormai tutti VIP: Very Ignorant People.
mercoledì 17 settembre 2008
OK il prezzo è giusto

Roma, 16 settembre 2008 - Raffaella Fico, 20 anni, showgirl ed ex concorrente dell'ultima edizione del Grande Fratello, in un'intervista esclusiva a 'Chi', fa un annuncio destinato a dare scandalo: "Metto all'asta la mia verginità per un milione di euro. Voglio proprio vedere se c'è qualcuno che tiri fuori questa somma per avermi".
Pochi giorni fa una giovane australiana aveva deciso di mettere all'asta la propria verginità per un milione di dollari. Raffaella Fico, appena uscita dalla casa del Grande Fratello, aveva dichiarato di essere vergine. "Non so che cosa significhi fare sesso", dice ora la Fico. "Se qualcuno pagherà un milione di euro per me, sarò di certo imbarazzata. Ma con questi soldi potrò realizzare i miei sogni. Comprarmi una casa a Roma e pagarmi un corso di recitazione". "Se lui non mi piacerà, manderò giù un bicchiere di vino pazienza", conclude la Fico.(da http://quotidianonet.ilsole24ore.com/)
Pochi giorni fa una giovane australiana aveva deciso di mettere all'asta la propria verginità per un milione di dollari. Raffaella Fico, appena uscita dalla casa del Grande Fratello, aveva dichiarato di essere vergine. "Non so che cosa significhi fare sesso", dice ora la Fico. "Se qualcuno pagherà un milione di euro per me, sarò di certo imbarazzata. Ma con questi soldi potrò realizzare i miei sogni. Comprarmi una casa a Roma e pagarmi un corso di recitazione". "Se lui non mi piacerà, manderò giù un bicchiere di vino pazienza", conclude la Fico.(da http://quotidianonet.ilsole24ore.com/)
...
ORDUNQUE. Potrebbe essere anche una volgare bieca mossa pubblicitaria. Potrebbe essere una notevole prova di apprezzabile sincerità. Il corpo è il suo e ne fa quello che vuole, OK il prezzo è giusto. MA MI CHIEDO: sono un vecchio coglione moralista se mi indigno, se penso che la Fico andrebbe denunciata e arrestata (altro che le poveracce che battono in strada)? A che punto si è spinta la sensibilità, e l'orgoglio femminile? A che punto è il "comune senso del pudore", esiste ancora? Che cosa può imparare da queste notizie la ragazzina che non ha ancora sfondato (ehm...)? Quali sono i valori che trasmettiamo e lasciamo arrivare alle nostre figlie (vero, GB?)?
Sì: sono proprio un vecchio coglione moralista. Scusate. Per me una che "si fa" o si sposa uno solo perchè è ricco e con l'obiettivo di fare la signora è una prostituta: cambia solo il prezzo che il "fruitore" sborsa. Anche se non si sente tale, la signorina, ma anzi una tipa "furba" e in gamba. Quante ne conosciamo, quante ne abbiamo sentite, di donne così?!
PS Questo è un post provocatorio.
domenica 13 luglio 2008
La "nostalgie du dimanche"
Buona domenica a voi. Io oggi lavoro, quindi non ho di questi problemi :-(
sabato 24 maggio 2008
Potere, corruzione e bugie
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La squallida "Mensopoli" genovese mi ha proprio disilluso quasi definitivamente sui politici e su come si possa "fare politica" in maniera onesta, pulita, "bella". Perchè sull'onestà di due dei personaggi coinvolti avrei scommesso, uno lo conosco da dieci anni, e sono tuttora convinto che la sindaco l'avesse scelto in buona fede, per dare un input "giovane" e nuovo al suo staff. E invece, mamma mia, mi sono cadute le palle per terra, a leggere certe intercettazioni. Lo sapevo che anche a sinistra, più o meno dopo Berlinguer, fare politica era una specie di carriera, ambiziosamente protesa a lauti stipendi e agiati tenori di vita personali più che a ideali di giustizia sociale (e intendo distribuzione di ricchezza e benessere) , ma stavolta hanno inquisito delle persone che credevo/speravo diverse, o perlomeno oneste. Che ingenuo, che fesso. Poi dice che uno diventa arido, cinico, qualunquista, anarchico (comunque giammai leghista o forzista!). Spero ancora che non sia tutto come sembra finora, ma la posizione della Vincenzi è abbastanza chiara a riguardo. Il nuovo che avanza eh?! "Tutti uguali come nei film di Alberto Sordi", altro che. Ce lo meritiamo, Alberto Sordi, anche a Genova.
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