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martedì 23 febbraio 2010

Ricomincio da qui



Tornato da una settimana di Trentino (un altro mondo: ne riparlerò), con le pile cariche, il sorriso e la voglia di vedere sempre la cometa di Halley. Un sacco di progetti, energie, buona volontà. E vediamo quanto ci metto a svuotarlo, o buttarlo, questo sacco. Sarà una primavera, un anno, una vita bellissima, se voglio. Davvero. Tutto dipende dall'approccio, dall'atteggiamento, dalla attitude. Ricomincio da qui, da una effimera illusione. Che voglio diventi una realtà, una convinzione. Non ne siete convinti, eh?

PS Malika si conferma come la mia cantante italiana preferita. Già l'anno scorso Controvento fu una delle "mie" canzoni più importanti. Ora questa Ricomincio da qui. Brava e simpatica. 

martedì 5 gennaio 2010

Ma che freddo fa?!



E' tutto il giorno che (banale, lo so) canticchio questa canzone, che mi da modo di segnalarvi anche il personaggio Nada, una delle cantanti italiane più interessanti e simpatiche (oltre ai dischi con Ciampi e quelli più recenti vi consiglio il film "Il mio cuore umano", nonchè i suoi libri, spesso toccanti).
Sì, però, ma che ca**o di freddo fa?! Ebbastah. Mi sta passando la voglia di montagna.

domenica 1 marzo 2009

Mejo Pejo








Quella sotto era la vista la mattina dal balcone della nostra camera all'albergo San Rocco (è proprio l'anno dei cambiamenti positivi questo: gli altri anni andavo in un altro albergo).
Quello sopra è il mio attico sul mondo, il luogo magico dove tutti gli anni vado in crisi mistica, quest'anno un po' meno perchè ci sono andato con gli sci e dovevo concentrarmi di brutto per non perdere il controllo e farmi male.
Questa volta è andata tutto perfettamente: il viaggio, la sistemazione, il cibo, le sciate (il piccolo Matteo medaglia di bronzo: d'altronde, con la faccia che ha...), il sole, la neve, tutto.
Il ritorno alla routine sarà duro, ma ho ricaricato le pile per bene, in vista di una primavera cruciale.
Quasi mi vergogno a dirlo, forse è da piccoloborgheseitalianomedio "togliersi delle soddisfazioni" con le vacanze, ma...sono stato felice. Mi sento un uomo fortunato, pensa un po' (chiedo scusa).
Vediamo quanto mi dura questo sorriso, adesso.
PS Tornato a casa: bolletta della luce tripla del solito, telefono e internet disconnessi, giornata di pioggia uggiosa...uhm...sgrunt...

domenica 22 febbraio 2009

Staccare la spina dopo il traguardo

Speriamo che quest'anno vada meglio il viaggio, rispetto all'anno scorso. Peio è il primo giro di boa dell'anno da quattro anni, un momento di bilancio, riflessione e soprattutto ricarica delle pile. Quest'anno poi è l'anno del Cambiamento (entro aprile potrò dire cosa mi succede!). Sono un po' meno stanco degli altri anni, ma pieno di pensieri su 15 anni di passato e su un futuro diverso che finalmente intravedo. Vediamo se riesco a staccare la spina davvero, e dedicarmi solo a famiglia, montagna, cibo, benessere, serenità. Senza incidenti e problemi tecnici so che ce la posso fare. I can be happy, for more than one day. Ho le mie buone ragioni, o almeno: adesso so riconoscerle, so di averle, le vedo (qualche tempo fa no: ero mentalmente astigmatico).

lunedì 25 febbraio 2008

Seggiovia Paradiso, ritorno


Seggiovia Paradiso, andata


Dio abita in montagna


Chiedo venia ai blogger atei/agnostici, ma tutte le volte che vado sul Doss dei Gembri (2400 m.) sulla cosiddetta (da me) "Seggiovia Paradiso" vado in crisi mistica. Sarà l'altitudine, il silenzio, la pulizia, la maestosa bellezza della natura, ma ogni volta mi sembra di essere più vicino a Dio, quasi di sentirne la presenza, o una minore lontananza. Mi sento un po' sciocco e ingenuo, a confessare queste cose, ma non posso negare questa emozionante sensazione piacevole, una specie di anelito. O forse un recondito bisogno represso, che viene fuori dopo i brutti momenti. Non so, non voglio razionalizzare troppo, racconto solo quello che mi capita di sentire. Dio non fa vacanze al mare, forse :-)

Sciare, oh oh, cadere, no no no no


Non pubblico le foto di prova (sembro Fantozzi), ma lo giuro con orgoglio felice: HO SCIATO! E' troppo bello! Avevo già preso due lezioni l'anno scorso, altre due quest'anno, e poi via sulle piste con moglie e figli tutto il giorno, entusiasta e terrorizzato allo stesso tempo. Cosa mi sono perso in tutti questi anni! Mi sembrava troppo pericoloso e fighetto, come passatempo sportivo, e invece, a 43 anni suonati, ce l'ho fatta a vincere paure e remore. Mitico!

giovedì 14 febbraio 2008

Sono un po' stanco ma non mi lamento


Ogni anno arrivo alla settimana bianca parecchio stanco e un po' esaurito, con la speranza, anzi la necessità vitale di ricaricare le pile in montagna, e con la soddisfazione di essere in condizione di farla, quella benedetta settimana a 2000 metri. Che fatica, però, arrivarci senza sbarellare. Non mi devo nè posso lamentare, con questi chiari di luna.

mercoledì 7 marzo 2007

Scio ergo sum


Ebbene sì: alla mia veneranda età di 42 anni ho trovato voglia e coraggio per imparare a sciare. Stavo per diventare un emarginato anche in famiglia, ora che anche il piccolo Matteo viene giù tranquillamente. E poi mi annoiavo sulla neve a far niente. Devo dire grazie anche alla presenza/complicità del mio collega Renzo, anche lui a Pejo, con cui mi sono lanciato (è il caso di dire). Due lezioni, di cui una alle 16 (!?), tanto per iniziare. Poi l'anno prossimo mi alleno/imparo dal primo giorno della settimana. Come è andata? Prima volta nessuna caduta, due scivolate la seconda. Comunque è uno sport-passatempo molto emozionante (anche se fra le varie emozioni c'è anche la paura). Pensare che ho sempre rifuggito il fatto di sciare, da bravo adolescente alternativo e un po' depresso. A Biella, al liceo, 1980, avevo le piste a due passi, ma no, dovevo stare in cameretta a leggere e sentire dischi di Clash-Police-Joy division, io. Bravo ciula. Comunque: meglio tardi che mai. Forse è vero che la vita comincia a 40 anni. O comincia a finire?
(Immagine tratta da www.bozzetto.com)

sabato 24 febbraio 2007

Stacco la spina a Peio


Sono emozionato e agitato più dei miei figli: domani vado una settimana in montagna a Peio, stesso albergo dell'anno scorso. Ne avevo proprio bisogno, di staccare un po' la spina, cambiare aria, distaccarmi dal mondo, allontanarmi dallo stress, dal meccanismo della routine, da questa città. Stavolta saremo solo noi, senza altre famiglie: penso che sia salutare fare vacanze/ferie "in solitaria", quando si hanno figli, pena il rischio di rovinare vacanze e amicizie. E allora full immersion nel mio nucleo famigliare, ricarica delle pile del rapporto con moglie e figli, recupero di un dialogo che è stato spesso soffocato o trascurato per colpa della fretta e della faticosa routine. Oltre a aria buona, relax, salute (trattamenti termali), serenità...Chissà se trovo la forza e il coraggio di sciare (mai andato oltre lo sci di fondo). Vi racconto tutto al ritorno. Say hello, wave goodbye...Ah, a proposito: oggi mio figlio Alessandro compie 10 anni. Il tempo passò...