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mercoledì 2 febbraio 2022

That's life (il tempo stringe)









Lo so, sembro/sono cinico, insensibile, arido, stronzo, ma quando muore un personaggio famoso, per quanto stimato in vita, ho due diverse reazioni alternative: 1 ma non era già morto? 2 ma cosa ca me ne frega. Per Monica Vitti, la mia attrice preferita, la reazione invece è stata di un piccolo commovente dolore, che so da dove deriva: da una Paura. La Vitti era bravissima, intelligentissima e bellissima. Ma neanche lei, con tutte le sue doti, ha potuto opporsi al passare del tempo e a un destino sfortunato. Il corpo, il mondo, la vita, l'età ci presentano prima o poi un conto, e spesso non siamo in grado di pagarlo, neanche a rate. Questa è LA paura. Ma anche la lezione: cerchiamo di goderci un giorno alla volta, non sprechiamo tempo ed energie, cerchiamo di lasciare un buon ricordo, in opere e azioni, perchè il tramonto e la notte, più o meno lunghi, arrivano per tutt*. Il tempo stringe.

domenica 21 novembre 2021

Hammock - I Can Almost See You

Gli Hammock hanno preso il posto dei Sigur Ros, da qualche anno, nel mio immaginario musicale. Da loro traggo le stesse suggestioni che traevo dai folletti islandesi, che dal 2013 non si fanno più molto sentire tantomeno vedere (indimenticabile il concerto di Lucca appunto del Luglio 2013).
Sicuramente questo disco sarà nella mia top ten del 2021.

venerdì 9 luglio 2021

Anaïs - Sunday (Bride Version)

Da https://www.mescalina.it/musica/special/06/07/2021/anais

Anche le situazioni apparentemente idilliache e felici possono rivelarsi di un grigiore soffocante, anche il paradiso, anche il matrimonio. Su questi temi concentra la nostra attenzione il video di Sunday degli Anais, nuova versione della canzone che musica i versi di Emily Dickinson, che ambiva a liberarsi dello sguardo severo di Dio. Il brano, nutrito di possibili ascendenze come Smiths e R.E.M., e' molto accattivante, come la conclusione del video
“Se fossi in paradiso, Nelly, sarei infinitamente infelice. […] Una volta ho sognato d'esser già lassù […] il paradiso non mi sembrava fatto per me; ed io piangevo fino a farmi spezzare il cuore, perché volevo ritornare sulla terra e gli angeli erano tanto adirati che mi hanno buttato fuori, giù, in mezzo all'erica, sulla cima di Wuthering Heights, dove mi sono svegliata singhiozzando di gioia”, raccontava Catherine in Cime tempestose di Emily Brontë, ma anche Emily Dickinson, seppur con toni differenti, con il suo inconfondibile tocco ironico e in una leggerezza quasi blasfema, prendeva le distanze dal paradiso, presentandolo come un luogo solitario e noioso, come un’eterna domenica con le sue funzioni religiose, che farebbe rimpiangere un mercoledì qualunque. E quello spirito “provocatorio” della scrittrice lo ritroviamo anche nel video degli Anaïs: Francesco Zaio ha infatti musicato questi e altri versi della poetessa nell’album Emily Dickinson (Because I Could Not Stop for Death) (Viceversa Records/1Q84 Tapes/The Orchard) e in particolare la band propone ora una nuova versione della canzone Sunday.

Il videoclip, che vi presentiamo in anteprima, parte in bianco e nero proprio in un contesto solenne e religioso, in una chiesa in cui si attende l’arrivo della sposa, scenario formale e chiuso a cui si contrappongono spazi aperti come una spiaggia e un tetto, dove suona la band. La sposa, interpretata da Francesca Pongiluppi (Vera Vittoria Rossa), voce principale della canzone, arriva, ma durante la cerimonia si confronta con lo sguardo di una bambina, che probabilmente le ricorda anche la lei di un tempo, i suoi sogni che sono sul punto forse di essere delusi. Non a caso Sibilla Aleramo in Una donna, in uno dei momenti più critici del suo infelice matrimonio, ripensava alla sua infanzia e augurava a suo figlio che a lui “l’onda dei ricordi infantili non giungesse mai […] così straziante”.

Così la protagonista del video diventa una runaway bride, e scappa prima del fatidico “sì”, inseguita dallo sposo e dagli invitati, scegliendo la libertà rispetto al grigiore degli obblighi nuziali e della “domenica”; fugge come Dickinson desiderava scappare dal severo sguardo divino, dallo “Spirito Santo e tutto il resto”. Riconquistata la libertà, torna nel video l’abbraccio dei colori e il sorriso.

La melodia accattivante del brano ricorda nel ritornello l’eleganza brit dei Blur (v. ad es. una To the End, tra l’altro proprio dedicata a una relazione al capolinea), mentre le chitarre scampanellanti rammentano Smiths (e il Morrissey solista non cantava una noia esistenziale in Everyday Is Like Sunday?) e R.E.M., a cui rimandano i cori, che fanno molto rock americano indipendente a cavallo tra fine anni ’80 e primi anni ’90. La band infatti coniuga la raffinatezza dell’ispirazione letteraria con una qualità musicale notevole, che avevamo già elogiato nella recensione del disco.

Buon ascolto e buona visione!

giovedì 3 giugno 2021

Tornare al cinema

Questo è un altro film che mi è piaciuto tantissimo per quanto doloroso e destabilizzante.

Vedere i film al cinema anzichè alla tv o peggio ancora sul pc è proprio tutta un'altra storia, un'altra esperienza sensoriale e oserei dire sociale. Ho paura però che la Pandemia abbia invece abituato tantissimi a stare a casa sul divano: nelle due prime sale da me frequentate dopo la Pandemia gli spettatori si contavano sulle dita di una mano, e sono filmoni da Oscar.

P.S. anche qui come in Nomadland molto belle le musiche di Einaudi.


 

mercoledì 2 giugno 2021

Casa dolce casa











"Nomadland", sia il film (valorizzato dalle belle musiche di Ludovico Einaudi), sia il libro (pubblicato dalle ottime Edizioni Clichy), ci fanno riflettere, come già ha fatto il lockdown, sul valore delle nostre piccole cose, su dove siamo stati, a che punto siamo, e se mai troveremo un posto da poter chiamare Casa (no: Patria mai, giammai, grazie).

Colonna sonora consigliata: Can't find my way home.

venerdì 19 febbraio 2021

"E poi cos'è che fa bene?"

"Per fortuna ho speso tutto in donne, manco tanto, che me la davano gratis, vodka e cocaina. Scarpe e cravatte che non mettevo mai. Mi sparavo cinque grammi di coca al giorno, solo di polvere avrò bruciato 7 miliardi. L'alcol mi ha distrutto? Mah, ha mai provato a ubriacarsi? È bellissimo. Lasci perdere discorsi di morale, che non ho. E poi cos'è che fa bene? Lavorare dalla mattina alla sera per arricchire qualcuno? Non sono stato un buon padre, lo so. Ma la vita è una somma di errori, di gioie e di piaceri, non mi pento di niente, ho amato, ho riso, ho vissuto, vi pare poco?" (Flavio Bucci).

venerdì 12 febbraio 2021

Lo stupore della notte

La voce di Mina, la musica di Ennio Morricone, la bellezza di Monica Vitti e Alain Delon, il bianco e nero di Antonioni: cosa volere di più, da un videoclip?

venerdì 22 gennaio 2021

lunedì 13 luglio 2020

Favolacce


Visto ieri sera a Palazzo Ducale, con Elio Germano in sala a raccontare la sua esperienza da attore, un film che sarà nella mia top ten 2020 sicuramente. Bellissimo e disturbante, come Lynch, come Haneke. Il presente e il futuro non sono rosei, cara vecchia Italia marcia.

venerdì 10 luglio 2020

Segnali d'allarme



Bellissimo questo spettacolo, visto anzi vissuto stasera in realtà virtuale (ebbene sì). Un'esperienza memorabile. In speranzosa attesa di tornare quanto prima a vedere spettacoli in carne e ossa.

martedì 5 maggio 2020

DARK days


Durante la "clausura per Coronavirus" ho scoperto e apprezzato tantissimo la serie DARK.
Questa emozionante canzone chiude la seconda stagione: non dico altro.

lunedì 4 maggio 2020

La vita va avanti


Bellissima serie (da vedere in lingua originale coi sottotitoli) che ha commosso e divertito le mie serate dei "giorni della clausura". Si ride e si piange nell'arco di 10 secondi, Gervais attore e autore fantastico.

domenica 3 maggio 2020

Neither ever nor never


Come una delle colonne sonore di questi due mesi di "clausura" resterà nella mia memoria la sigla iniziale di DARK, guardato e apprezzato in queste nottate.

(Please put me to bed
And turn down the light)
Fold out your hands
Give me a sign
Hold down your lies
Lay down next to me
Don't listen when I scream
Bury your doubts and fall asleep
Find out:
I was just a bad dream
Let the bed sheet
Soak up my tears
And watch the only way out disappear
Don't tell me why
Kiss me goodbye
For neither ever, nor never
Goodbye
Neither ever, nor never
Goodbye
Neither ever, nor never
Goodbye
Goodbye
Neither ever, nor never
Goodbye
Goodbye

domenica 4 agosto 2019

Le parole sono importanti



Uno dei miei filmoni dell'anno, sia per la storia (vera), sia per i "contenuti", sia per le emozioni che trasmette, sia per la pazzesca prova d'attore di Sean Penn.

Visto ieri sera all'aperto, nella cornice di Palazzo Ducale (viva il cinema all'aperto d'estate!), età media degli spettatori 60 anni. Ahimè, in quel target lì sono, che mi piaccia o no.

domenica 28 luglio 2019

Sollevarsi e salvarsi


Annoiato e un po' intristito dalla musica in arrivo da Tomorrowland, sono tornato ieri sera ai Sigur Ros: poche musiche, negli anni, mi hanno dato emozioni così "alte" e intense. Per non dire del concerto che vidi a Lucca insieme a mia moglie e soprattutto Alessandro (fu il suo primo concerto).
Sono già passati 6 anni, e meno male, ero in uno dei periodi più difficili della mia vita. Ma anche grazie ai Sigur Ros, alla Bellezza e alla Luce che ne deriva, posso guardarmi indietro e sentirmi sopravvissuto e tutto sommato felice. Sei anni fa non lo avrei mai detto. Ma a cosa servono, persone e Bellezza, se non a sollevarsi dalle sabbie mobili, e salvarsi.