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domenica 4 dicembre 2022

A volte le canzoni

trovano le parole per dire cosa sei, cosa fai, cosa pensi.

Sono stata fuori a camminare
Non ho molta voglia di chiacchierare
in questi giorni, in questi giorni
In questi giorni mi sembra di pensare molto
alle cose che ho dimenticato di fare
e tutte le volte che avrei potuto farle
Ho smesso di vagabondare
non gioco troppo d’azzardo
in questi giorni, in questi giorni
In questi giorni mi sembra di pensare
come le cose siano cambiate sulla mia strada
e mi domando se vedrò un’altra autostrada
Ho avuto un amante
Non penso che rischierò di averne un altro
in questi giorni, in questi giorni
E se sembra che io tema
di vivere la vita che ho creato nelle canzoni
è solo perché ho fallito per molto tempo
la la la la la, la la.
Ho smesso di sognare
Non farò troppi progetti
in questi giorni, in questi giorni
In questi giorni sto seduta su pietre angolari
E batto il tempo in quarti di tono fino a dieci.
Per favore non affrontarmi con i miei fallimenti
Non li avevo dimenticati

martedì 1 novembre 2022

"Vedo la gente vincere"


Nella mia vita ho pianto solo tre volte a uno spettacolo "teatrale": lo feci per Carmelo Bene, poi per Mariangela Melato insieme a Gaber, domenica l'ho fatto per il mio vecchio amico Gianni Miraglia. La sua "stand down comedy" di domenica, in una location fantastica, a picco sul mare, mi ha preso il cuore in mano.

Fantastico anche il supporto sonoro di Geppi Cuscito dei Casinò Royale.

Grazie Gianni: hai toccato delle corde (non solo a me) che avevamo messo in cantina, se non nella spazzatura.

Non perdetevi il suo "spettacolo" a Milano il 28 all'Arci Bellezza.


mercoledì 5 ottobre 2022

Come as you are

Bellissimo il concerto dei Come di Thalia Zadek e Chris Brokaw alla Tosse stasera .

Questa foto ha tanti significati importanti per me: il momento storico personale difficile, la dolorosa poesia che "zia" Thalia ha saputo tirare fuori dalla sua sopravvivenza all'autodistruzione, l'amico Giulio con cui ho condiviso tanti concerti memorabili (il primo fu negli anni 80 a Torino: i Church).

Oggi più che mai, la mia vita senza musica sarebbe un errore (cit. Nietzsche).

venerdì 10 giugno 2022

L 'esperimento del Dr. K

Ieri finalmente ho visto dal vivo L'ESPERIMENTO DEL DOTTOR K, il nuovo parto della mente malata del mio vecchio amico Dario "Formica Atomica". Li ho trovati grandiosi come su disco: immaginate i Misfits che fanno cover dei Ramones con testi ispirati all'horror fantascientifico degli anni 60-70, un mix esplosivo e molto divertente. Un grande ringraziamento è dovuto a Flamingo Records, negozio ed etichetta che da qualche anno ha ravvivato la abulica "scena" musicale genovese.
Ha da passà a nuttat, e poi "la città verrà distrutta all'alba, la rispettabilità è salva". 

mercoledì 20 aprile 2022

venerdì 19 marzo 2021

Radio Days "Lose Control" (Official Video)

Una delle Canzoni del mio 2021. 
Sperando di vedere i Radio Days di nuovo dal vivo quanto prima possibile.
Grande Paco!

lunedì 21 dicembre 2020

Sembrano passati quattro anni

e invece è uno solo, un anno che, a seconda dei casi, ci ha cambiati, rovinati, sicuramente divisi. Un anno fa eravamo, io e i miei amici appassionati dei Clash, al Circolo Perugina a celebrare Joe Strummer, fu una serata bellissima.

Non mi resta che sperare nel Dicembre 2021. E sperare anche che ci ricorderemo tutti questa fame di umanità 3D, questa nostalgia di cose a cui non davamo granchè valore, valore che abbiamo scoperto quando il Covid ce le ha negate.

Al prossimo Joe Strummer Day allora. Quello di quest'anno maledetto lo passeremo lost in a supermarket.

sabato 11 luglio 2020

Croce e delizia





















A costo di risultare patetico, goffo, rincoglionito, ossessivo, inutile et cetera, ancora non mi rassegno ad "appendere la chitarra al chiodo", lasciar perdere, smetterla di impiegare tempo ed energie nella MIA musica.
Questa foto è stata fatta da Vera Vittoria Rossa prima di entrare nella nostra sala prove a Voltri: stiamo preparando la resa (rendition, si direbbe) dal vivo dei pezzi del disco in uscita, quello ormai leggendario con le poesie di Emily Dickinson usate come parole delle mie canzoni. Sperando in autunno ci sia la possibilità di suonare di nuovo dal vivo, per quanto debitamente in sicurezza.

sabato 4 luglio 2020

Ricominciare













anche dalla Musica, quella vissuta, fatta e suonata in prima persona. Abbiamo ricominciato a provare la resa dal vivo dell'ormai leggendario disco su Emily Dickinson che stava per uscire prima della "panichendemia", e a questo punto uscirà in autunno, sempre che non ci sia davvero un ritorno di fiamma del virus maledetto.
Mai come in questi mesi la musica è stata così importante, per me.

lunedì 23 marzo 2020

Bisogno di contatto



"Tu significhi il mondo, il mondo vero per me
per cui guardarti andare via è come
guardare un film al rallentatore
Tutto quello che tocco diventa polvere
e chiunque a cui mi rivolgo mi si rivolta contro
Strano il modo in cui accettiamo tutto, vivendo insieme
Strano il modo in cui ci autodistruggiamo, morendo insieme
Tutta la bellezza viene data per scontata
Tutto il dolore si frappone nella nostra strada
Il contatto è il punto, ne ho bisogno
Contatto te, perchè ho bisogno di te
Tu mi tiri fuori da me stesso
Tu puoi prendere quello che vuoi da me
perchè ti conosco, mi odi quando sono pazzo
è un lato dell'amore che non hai mai voluto vedere
Il contatto è il punto, ne ho bisogno
Contatto te, perchè ho bisogno di te"

domenica 8 dicembre 2019

Perugina calling

Iniziata la preparazione dell'ormai tradizionale tributo di Dicembre a Joe Strummer e i Clash al Circolo Arci Perugina di Genova-Rivarolo. Quest'anno tra l'altro è il quarantennale (!) di London calling, disco che ha migliorato se non cambiato la vita di molti ragazzacci dell'epoca. Inizialmente percepii London calling come un "tradimento" del Punk, da parte dei Clash: dopo qualche ascolto capii invece che avevano solo allargato i loro orizzonti musicali, applicando a diversi generi la loro grande "attitudine", il loro innegabile stile, che dal Punk arrivava, e sempre Punk rimaneva.
Questa volta voglio coinvolgere diversi amici che contribuiranno a impreziosire le mie scarne cover voce+chitarra. Già opzionati Guido Ferrero, Massimo Sardi, Attilio Zinnari, altri arriveranno.
Seguiranno aggiornamenti.


domenica 21 luglio 2019

"Il cuore corre in gola"

Da HELLO BASTARDS (http://huskercore.blogspot.com):

Franco Zaio - Those important years

"Those important years" di Franco Zaio è uno dei dischi più belli che abbia ascoltato quest'anno. E non me ne importa niente che si tratti un album di cover suonato da un mio amico fraterno, in cui canta (in due pezzi) una carissima amica come Francesca Pongiluppi e che sia stato registrato da un altro super amico come Berna. Non è colpa mia se conosco gente speciale, che fa cose bellissime. Ciò che conta è che ascoltando queste 14 rivisitazioni acustiche di altrettante canzoni degli Husker Du - e cioè IL GRUPPO - la pelle d'oca sale veloce lungo le braccia e il cuore corre in gola come una macchina impazzita. E' davvero difficile capire se le emozioni fortissime che questo disco è capace di sprigionare sin dal suo primo pezzo (la maestosa "Standing in the rain") siano frutto dell'intesa interpretazione di Franco o siano la naturale conseguenza del fatto che gli Husker Du, in meno di dieci anni di vita artistica, siano stati capaci di scrivere una miriade di pezzi incredibili. Forse, come banalmente si dice in questi casi, sono vere entrambe le cose. Anche se la chiave di volta del disco è innegabilmente la voce di Zaio, più vicina alla dolcezza di Hart che all'irruenza di Mould, ma comunque lontanissima da qualsiasi maldestro tentativo di imitazione. "Those important years" è un tributo suonato - e soprattutto cantato - col cuore, da un ragazzo di 50 anni a cui "Warehouse" e "Zen Arcade" hanno letteralmente cambiato la vita. E infatti la scaletta pesca a piene mani da questi due dischi, ma anche da "New day rising" (con tanto di omaggio in copertina), "Flip your Wig" e "Candy apple gray": insomma gli Husker Du più melodici ed eccitanti, quelli del periodo di mezzo e del glorioso epilogo su major. Ma anche quelli capaci di erigere un muro di suono denso e psichedelico, che nella versione di Franco Zaio torna, invece, alle origini scheletriche voce-e-chitarra, senza perdere un briciolo di magia. Anzi, ascoltando "Those important years" si capisce benissimo come molte di questa canzoni siano nate, probabilmente, in questo modo: con Bob e Grant che imbracciavano la loro sei corde e, dopo aver bevuto un paio di lattine di birra del discount, buttavano giù una melodia e tre accordi sghembi (Norton intanto si lisciava i baffi a manubrio e si preparava un hamburger). Certo, nel disco ci sono anche arrangiamenti più complessi come in "Green eyes", dove spunta la chitarra psych-folk di Matteo Bocci dei Fenomeni e in "Book about Ufos", uno dei pezzi più belli di questo tributo, trasformato in una sorta di gospel indù, con tanto di sitar, suonato in onore della dea Shiva appena atterrata da Marte. E poi ci sono "Pink turns to blue" e "She's a woman (and now he is a man)" cantante entrambe da Francesca Pongiluppi: la prima con una voce dolorosa e in stato di grazia e l'altra in duetto con Franco, in un crescendo potentissimo. E poi "These important years" - uno dei miei pezzi preferiti degli Huskers - suonata con meno irruenza rispetto all'originale, quasi come se si trattasse di un'amara constatazione del presente, più che di una celebrazione di ciò che è stato; e ancora: "Sorry somehow", altra paela assoluta dell'album, con la voce di Franco che insegue la chitarra o la furia disperata e sonica di "Something a learned today". A chiudere il disco un brano giudicato a torto minore di "Warehouse" come "Bed of nails", qui trasformato in una cavalcata noise sporca e disturbante, grazie alla metal machine guitar di Berna e alla voce distorta di Franco, pronta a intonare l'apocalisse. Che dire? Se siete fan del Husker Du spero vivamente che dopo appena due righe di questa stupida recensione abbiate spento il pc o il telefonino e siate usciti di casa per cercare di procurarvi questo album bellissimo. Tutti gli altri, e cioè coloro che non sanno minimamente chi siano Mould, Hart e Norton, si vergognino e chiedano umilmente scusa.

Grazie Diego, hai "colto lo spirito" del disco.

Disco reperibile preso il sottoscritto, oppure Disco Club Genova, in via San Vincenzo.


domenica 20 gennaio 2019

Lettere anonime a me stesso



Three inches above the floor
Man in a box wants to burn my soul
And I'm tired, and I'm tired.
Is that the truth he says
The pain is easy
Too many words, too many words
And I can hear 'em
If you're hearing screams
Come back child, come back
My hands are dry
But I know they're gonna make it
Just one more night
Too many words, too many words

Vedo che scrivo sempre meno parole, su questo vecchio blog, e lascio spazio a canzoni e musiche che sostituiscono le parole che vorrei dire e che non so o non voglio scrivere. Perchè anche se le scrivessi, chi le leggerebbe? In fondo questi post cosa sono se non lettere anonime a me stesso?

martedì 20 marzo 2018

Mi dissocial



Non è pazzesco, surreale? Hai centinaia di "amici" sui social, e ti senti sempre più solo e incompreso! Com'è possibile? Possibile che la tua autostima si basi su like, visualizzazioni, commenti e condivisioni? Possibile che tu ti senta in grado e in diritto di giudicare e sentenziare, in maniera arguta e "catchy", dall'alto del tuo smartphone o della tua tastiera, senza un minimo di autoironia e autocritica?

Non essere sui social nel 2018 è quasi una forma di clandestinità, ormai. Così indispensabili a livello professionale-commerciale, ma anche così deleteri psicologicamente, socialmente (appunto) e umanamente, oserei dire.

E questo blog, è un social? Mah, non direi. Per me ormai è quasi un'agenda, un block-notes, una raccolta di appunti, senza obiettivi di "piacere", "essere commentato" o "essere condiviso".
Giusto per lasciare qualche traccia, di questi anni che passano sempre più in fretta.