Cosa ho pensato, fatto, visto, sentito, messaggi nella bottiglia, notizie, curiosità, cose inutili e necessarie, il mio piccolo mondo antico, dal 2005 al 2022. E soprattutto tanta musica, come colonna sonora ma anche come espressione di ciò che non sapevo, non volevo e soprattutto non potevo scrivere. Dal 2023 mi trovate su Facebook (sono un boomer!) come FRANCESCO ZAIO.
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sabato 22 settembre 2018
Mostrami il significato
Negli anni 80 (ma anche ora, quando mi ricordo) stavo in fissa con Chrissie Hynde (vista di spalla agli U2 nel 1987) e soprattutto questa canzone, che mi sembra dire tante cose, sentite o meno, nascoste e manifeste.
lunedì 12 agosto 2013
Un girasole nella notte
In bicicletta coi figli nella campagna teatro dell'infanzia, sentirsi un po' "tornato a casa", guardare i girasoli e pensare di voler essere come loro ma anche di notte: rivolgersi verso le poche fioche luci che si vedono nel cielo buio, saperne o ricordarne i nomi, non dimenticare mai che c'erano, ci sono, e ci saranno sempre, per quanto lontane ci sembrino o le facciamo diventare.
martedì 4 dicembre 2012
Il bambino dentro
Quando viene meno un personaggio della nostra infanzia, quando andiamo al funerale e rivediamo parenti e vecchi amici obliati dalla lontananza delle strade intraprese e percorse, ci passa davanti tutta la nostra vita, che sta passando così velocemente e inconsapevolmente, spolveriamo i ricordi, più o meno confusi e mistificati, e "ci torna su" il bambino che tutti (volenti o nolenti) custodiamo o nascondiamo dentro. Chi lo custodisce attinge alla sua gioia di vivere, ai suoi stupori, alla sua innocenza, alla sua insaziabile curiosità, alla sua instancabile voglia di giocare. Chi lo nasconde è perchè quel bambino non era molto gioioso nè fonte di ispirazione attuale. L'importante è non ucciderlo mai, quel bambino, non dimenticarcelo, ricordarci che lo eravamo, e che forse, da anziani, lo ritorneremo ad essere.
lunedì 11 ottobre 2010
La mia terra
Io sono un po' svizzero, preciso più che riesco, ma modesto senza arroganze. Sento il sapore del mare che con il suo fascino rovina il gusto del vino. Rimpiango un orizzonte trompe l'oeil. Sradico ogni giorno ogni piccola radice che cresce sotto i miei piedi. La nebbia è il mio cielo, il sole un abbaglio, la terra arata è il mare in cui naufrago.
giovedì 1 aprile 2010
Bambino triste come me, ha ha
Questa mia foto, risalente più o meno al 1974, mi ha portato ad alcune riflessioni personali. Innanzitutto la faccia che ho in tutte le poche foto che ho dell'epoca: tristissima! Eppure spesso si dice "Bei tempi", quando si ripensa a quella età, che dovrebbe essere stata spensierata. Ma io che faccia ho, invece?! (Sono quello in basso a destra).
In effetti non ho moltissimi ricordi di spensieratezza e allegria. Una causa oggettiva per il calcio potrebbe essere stata la miopia galoppante affrontata senza occhiali, che rifiutavo (e stavo pure in porta!). Un'altra ragione, più generale, è il fatto che ho fatto le elementari in tre città diverse: Casale Monferrato, Parma, e Sassari (!), al seguito dei trasferimenti per lavoro di mio padre. Risultato: anche quando tornavo al paesello dei nonni (e dell'infanzia) mi sentivo sempre un po' forestiero, sradicato, strano.
Questa è la ragione per cui non ho mai voluto emigrare o girare per fare carriera: non ho voluto far passare un'infanzia così ai miei figli, che per ora infatti, grazie al cielo, sono spensierati, allegri e radicati in questi posti davanti al mare (come direbbe Fossati). Chissà se me ne saranno mai grati, sic.
Mio padre io l'ho perdonato e giustificato da un pezzo, però: ma che faccia ho nelle foto da bambino e ragazzo?!!
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