Cosa ho pensato, fatto, visto, sentito, messaggi nella bottiglia, notizie, curiosità, cose inutili e necessarie, il mio piccolo mondo antico, dal 2005 al 2022. E soprattutto tanta musica, come colonna sonora ma anche come espressione di ciò che non sapevo, non volevo e soprattutto non potevo scrivere. Dal 2023 mi trovate su Facebook (sono un boomer!) come FRANCESCO ZAIO.
venerdì 4 luglio 2014
Hey babe, it's the fourth of July
Come non postare questa canzone oggi? Una delle mie preferite di sempre, una di quelle che strimpello quando prendo una chitarra in mano. "Dry your tears babe, and walk outside: it's the fourth of July". Anche se oggi piove, qui a Voghera.
giovedì 3 luglio 2014
Come nel 1969
Trovare una mia foto del 1969 e capire anzi sentire cosa c'era (e cosa c'e' ancora) dietro a quello sguardo, quegli occhi che cominciavano ad annebbiarsi a causa di una miopia riconosciuta solo in quarta elementare. La vita davanti, ora come allora, era confusa e sfumata, difficile da vedere. Ora che lontano ci vedo benissimo (avendo corretto gli occhi col laser) ci vedo malissimo da vicino, per colpa dell'eta'. Allora cambiavo citta', casa, scuola e amici ogni tre anni (andavo dietro ai trasferimenti di mio padre), e quello sguardo dice che non avevo la minima idea di cosa avrei fatto da grande, dove sarei andato, cosa mi aspettava. Proprio come adesso, che di anni ne ho una cinquantina.
mercoledì 2 luglio 2014
I muri parlano
Sempre stato affascinato dalle scritte sui muri, gli slogan delle insegne pubblicitarie (cosi' ben cantate dai Phantom's e dai miei Fenomeni), anche i graffiti. Detesto le scritte sul calcio e le dichiarazioni di amore, se prive di senso dell'umorismo. Mi piace farne fotografie e pubblicarle su Instagram. Poi, una mattina che sei un po' giu', incroci scritte come questa, che ti strappano un sorriso, e ti aggiustano la giornata.
domenica 22 giugno 2014
La Sardegna dentro
Questo libro mi ha colpito al cuore, perche' ho in comune col protagonista il trasferimento, il compagno di banco (il mio a Sassari scriveva sul diario a matita, per riutilizzarlo, per dire, ed era studioso e orgogliosissimo), e soprattutto la Sardegna, la sua magia, la sua scorza, i suoi silenzi, i suoi odori, i suoi spazi. A parte il mio punto di vista autobiograficamente parziale, e' scritto davvero bene, con immagini e frasi che ti stendono. Tipo "Era come quegli insetti che vedono la liberta' dietro una finestra chiusa: non sanno cosa e' dentro ne' cosa e' fuori, ma continuano a sbattere le ali contro il vetro, attirando lo schiaffo che mettera' fine ai loro giorni".
sabato 14 giugno 2014
lunedì 9 giugno 2014
Raccontarsela
Vorrei scrivere molto di piu'. Ma quasi sempre la vita vissuta prende il sopravvento sulla vita raccontata. Con Instagram pubblico alcune istantanee, scrivere e descrivere e' molto piu' lungo e laborioso. E il tempo e' sempre meno, per tutto, per tutti. Soprattutto per me stesso.
(Nella foto alcuni passi di "Il senso di una fine" di Julian Barnes, ed. Einaudi).
domenica 1 giugno 2014
Cose da Fenomeni
Non smetterò mai di ringraziare Matteo e Pier dei Fenomeni che mi fanno scoprire (e a volte suonare) gemme così.
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