mercoledì 1 aprile 2009

Tutta la vita davanti

Cos'è necessario?
E' necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si è vissuto
il curriculum dovrebbe essere breve.
E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.
Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all'estero.
L'appartenenza a un che, ma senza un perché.
Onorificenze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.
Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l'orecchio scoperto.
E' la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.
Wislawa Szymborska (ed. Adelphi)

Quando si cambia casa, o lavoro, si svuotano cassetti e armadi, e riemerge tutto un passato, più o meno vissuto, più o meno dimenticato. "Ti passa davanti tutta la vita", si suol dire. Com'è vero. Malinconia, nostalgia, rimpianti, dolore, qualche risata, sorrisi agrodolci. Oggi poi ho (ri)trovato questa toccante (touchè! intendo) poesia, in una pila di memorabilia cartacei (lettere, rapporti, articoli di giornale, poesie, canzoni). La riporto sul blog, prima di seppellirla nella cantina dei ricordi. E guardare al futuro.

6 commenti:

il grillo parlante ha detto...

Chi se ne va sa cosa lascia ma non sa cosa trova :o)

F. Zaio ha detto...

No no, lo so cosa trovo!

listener ha detto...

Pisciando sulla neve se divento bravo posso incidere le mie iniziali........

Anonimo ha detto...

Ri-trovare se stessi è già tanto....il resto lo scriviamo noi
C

luly ha detto...

Credo che possa far bene, a volte, riaprire la porta di quella cantina.
Non è poi così male rivivere momenti passati, soprattutto se ricchi di sentimenti ed emozioni.
E penso siano rivelatrici quelle tue parole finali......"E guardare al futuro".
Buonanotte, Zaio.

Anonimo ha detto...

Non aprite quella porta...
La mia cantina é quella di casa Usher.

Andrea