Molto, molto interessante questo saggio di 144 pagine fitte di rimandi (Barthes, il mito di Narciso, Freud) e dati concreti (a volte inquietanti) sulla comunicazione della propria identità sociale ai tempi di Instagram e Facebook. Più che Selfie io lo avrei intitolato Narcisocial, perchè il selfie è solo uno strumento fra i molti usati/abusati nel mondo dell' interrealtà (i social media). Un libro che dovrebbero leggere (ma non lo faranno mai) anche i ragazzi, non solo gli adulti genitori, per essere consapevoli dei possibili rischi che si corrono rendendo pubblico il proprio privato.
Un saluto e un ringraziamento a Elena della bella Libreria della Torre a Chieri, dove sono "inciampato" in questo libro: è proprio vero che spesso sono i libri a trovare noi, e non viceversa.
Cosa ho pensato, fatto, visto, sentito, messaggi nella bottiglia, notizie, curiosità, cose inutili e necessarie, il mio piccolo mondo antico, dal 2005 al 2022. E soprattutto tanta musica, come colonna sonora ma anche come espressione di ciò che non sapevo, non volevo e soprattutto non potevo scrivere. Dal 2023 mi trovate su Facebook (sono un boomer!) come FRANCESCO ZAIO.
lunedì 11 settembre 2017
domenica 10 settembre 2017
Il ritorno dei Dream Syndicate
dopo 25 anni non mi convince molto, perchè non mi convince nessuna reunion. Penso che ogni cosa abbia il suo tempo, e che le reunion siano solo forzature, spesso ispirate più economicamente che artisticamente. Certo, ci sono pezzi come questo e Glide che sono diventati instant classics personali, ma tutto il disco ha un suono spesso confuso (saturo di chitarre) che soffoca la voce (anche la batteria, a volte), e alcuni pezzi sono un po' prolissi, per i miei gusti. Nonostante tutto, però, li andrò a rivedere a ottobre, perchè questo è uno dei gruppi che più ho amato e che più ha influenzato il mio songwriting (seh, vabbè: le canzoncine che ho scritto).
P.S. Al settimo ascolto, però, comincio ad apprezzare maggiormente il tutto, confesso :-)
venerdì 8 settembre 2017
Dormo male, e senza sogni
I can walk the bed of nails
I'm not the only one
But some, they cannot walk the jagged line
Callous, concentrating
For nails are sharp as lies
I run the jagged line
From years and years of practice
I know just how to stand
Alone with perfect balance, hand in hand
Prepared with boards and hammers
And several bags of nails
I could build a wall to lean on
Roof above my mind
I can see you've got your own plans
Please don't drive your nails into this heart of mine
I can walk the bed of nails
Grin and bear the pain
But some, they cannot deal with all these things
Always sacrificing
For lies are sharp as nails
And all the pain it brings
Sometimes I just pretend that all the lies are true
And I know I might depend on you
But if my concentration breaks
I'm washed away with pain
And then my feet begin to bleed upon my only bed of nails
And I'm stuck here in the middle of a sea of lies
Inside my bed of nails
giovedì 7 settembre 2017
Father and Daughter
l'altra sera a Sestri Levante (location stupenda, tra l'altro: l'adorabile Elena a un certo punto ha detto Ma perchè non possiamo vivere sempre qui? Posso stare anche in cucina) rimarrà memorabile sia per la musica ma anche per l'atteggiamento timido/umile di Elena, che si scusa degli errori schermendosi Non sono neanche ubriaca, sto bevendo tè: è solo che sono così emozionata...
Da qualche anno quando vado ai concerti (ri)conosco massimo 10 persone, una volta (ri)conoscevo tutti. Se ne deduce che i miei coetanei non vanno più ai concerti dei gruppi "nuovi". Mi rifarò lunedì da Paul Weller, dove l'età media si alzerà di brutto: coi Daughter era 27, da Paul Weller sarà 54 (sempre che i miei coetanei trovino le energie e i 50 euri per alzarsi dal divano ed andare a vedere uno dei più importanti personaggi della musica rock inglese dal 1977 a oggi).
lunedì 4 settembre 2017
"Feed your head!"
Io nutro la mia testa con musica, libri, foto, film, parole, pensieri, sogni...non tanto per sfuggire la realtà quanto per viverci meglio, per vederci il bello e il sorprendente.
La terza serie di Twin Peaks, conclusasi stanotte alle 4, è stato un lauto banchetto, per 18 ore. Quasi volevo non finisse più. Ma tutto ha una fine (persino quando apparentemente non finisce), e quindi via a cercare nuovi nutrimenti.
"Got a light?"
venerdì 1 settembre 2017
Un weekend sui Picchi Gemelli
Stasera terzultima puntata, domenica notte il finale (già comprate le redbull): sarà un weekend all'insegna di Twin Peaks. Oh, non sto a scrivere quanto mi piaccia visivamente e quante emozioni profonde sappia darmi Lynch. Ne riparliamo da lunedì mattina, quando ci (ri)sveglieremo dal sogno/incubo.
"But who is the dreamer?"
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