Cosa ho pensato, fatto, visto, sentito, messaggi nella bottiglia, notizie, curiosità, cose inutili e necessarie, il mio piccolo mondo antico, dal 2005 al 2022. E soprattutto tanta musica, come colonna sonora ma anche come espressione di ciò che non sapevo, non volevo e soprattutto non potevo scrivere. Dal 2023 mi trovate su Facebook (sono un boomer!) come FRANCESCO ZAIO.
sabato 31 marzo 2018
Buona Pasqua
(Quest'anno riciclo il mio post "pasquale" del 2010: stavo per scrivere le stesse cose, otto anni dopo...)
E' molto bello il concetto della pasqua come passaggio e addirittura risurrezione. Senza andare nel mistico o nel surreale, mi piacerebbe che questa pasqua significasse la resurrezione, la rinascita, il passaggio in meglio di tanti cristi, non solo del figlio del capo (JC Superstar). I poveri cristi senza lavoro, senza cibo, senza salute, senza affetti, senza futuro. E sono tantissimi. (...) Quindi è soprattutto a loro che vanno i miei auguri di buona pasqua, e anche al cristo che, volenti o nolenti, tutti abbiamo dentro (quello che soffre, prende schiaffi, perdona, lo mettono in croce).
La pasqua dal 2001 è anche la ricorrenza della morte di mio suocero, una persona speciale che mi manca ancora tanto. La sua scomparsa mi ha cambiato tantissimo, nell'approccio alla vita, così come la malattia di mio padre. E due lezioni ho imparato: 1) mai smettere di sorridere, coltivando il senso dell'umorismo e la consapevolezza dell'essere in qualche modo fortunati 2) deve esserci qualcosa fuori dal lavoro, perchè i soldi non danno la felicità.
Mamma mia, invecchiando divento sempre più banale e ingenuo! Scusate.
Auguri.
venerdì 30 marzo 2018
I Balmorhea all'Altrove
Ieri sera sold out all'Altrove per i Balmorhea. Ci sono andato con Moglie e Figlio. E' stato un gran bel concerto: ci vuole coraggio a fare dal vivo musica così delicata e "silenziosa".
Onore (non solo onere) a Disorder Drama, che da anni porta artisti di grande qualità a Genova.
giovedì 29 marzo 2018
martedì 27 marzo 2018
lunedì 26 marzo 2018
Quei due occhi verdi
Stasera masterizzo il mio tributo agli Husker Du da Berna. Poi la copertina, poi la stampa (o la duplicazione DIY, vedremo) del disco.
E la sensazione di essere sempre più solo, nel mio fare musica, e che tutto quello che conta ormai è quello sguardo di quei due occhi verdi (quelli di mia moglie).
"I feel so lucky when I look in those green eyes".
domenica 25 marzo 2018
E ora, dopo le elezioni?
Preso dal lavoro (Friuli, Toscana, Treviglio) non ho ancora commentato il risultato delle elezioni del 4 marzo. Sicuramente gli italiani vogliono voltare pagina, vogliono un cambiamento, forse anche solo apparente, basta che ci sia. Non hanno tutti i torti, anzi. Mi preoccupano però i contenuti e la sostanza, di questi cambiamenti. Per ora sto a guardare. Il discorso di insediamento di Fico è stato molto "di sinistra", sì, ma al momento si intravede un governo di 5 Stelle con la Lega di Salvini, che di sinistra ha solo l'espressione del volto.
Vediamo cosa succede, nelle prossime settimane. Confido nell'anima ambientalista e anti-casta dei 5 Stelle, ma per il resto incrocio le dita, preoccupato.
Un caro saluto e complimenti alla Sinistra, che non dà più ascolto nè voce nè rappresentanza alle persone che dovrebbero votarla, per condizione sociale e culturale, e si è liquefatta come un iceberg al Polo Nord. D'altronde molti di loro sono contenti, se non orgogliosi, di essere una minoranza all'opposizione. Ognuno ha i suoi orgogli e le sue soddisfazioni.
Vediamo cosa succede, nelle prossime settimane. Confido nell'anima ambientalista e anti-casta dei 5 Stelle, ma per il resto incrocio le dita, preoccupato.
Un caro saluto e complimenti alla Sinistra, che non dà più ascolto nè voce nè rappresentanza alle persone che dovrebbero votarla, per condizione sociale e culturale, e si è liquefatta come un iceberg al Polo Nord. D'altronde molti di loro sono contenti, se non orgogliosi, di essere una minoranza all'opposizione. Ognuno ha i suoi orgogli e le sue soddisfazioni.
martedì 20 marzo 2018
Mi dissocial
Non è pazzesco, surreale? Hai centinaia di "amici" sui social, e ti senti sempre più solo e incompreso! Com'è possibile? Possibile che la tua autostima si basi su like, visualizzazioni, commenti e condivisioni? Possibile che tu ti senta in grado e in diritto di giudicare e sentenziare, in maniera arguta e "catchy", dall'alto del tuo smartphone o della tua tastiera, senza un minimo di autoironia e autocritica?
Non essere sui social nel 2018 è quasi una forma di clandestinità, ormai. Così indispensabili a livello professionale-commerciale, ma anche così deleteri psicologicamente, socialmente (appunto) e umanamente, oserei dire.
E questo blog, è un social? Mah, non direi. Per me ormai è quasi un'agenda, un block-notes, una raccolta di appunti, senza obiettivi di "piacere", "essere commentato" o "essere condiviso".
Giusto per lasciare qualche traccia, di questi anni che passano sempre più in fretta.
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