Una variazione di velocità, un cambiamento di stile
Un mutamento di scena, senza rimpianti
Una possibilità di osservare, ammira la distanza
Ancora impegnata, anche se lo dimentichi
Colori differenti, sfumature differenti
Du ciascun errore commesso
Mi sono assunto la responsabilità
Senza meta tutto è così chiaro
"Una pistola carica non ti renderà libero"
Lo dici tu
Berremo qualcosa e usciremo fuori
Una voce adirata e una lamentosa
"Ti daremo tutto e anche di più"
C'è troppa tensione, non riesco a reggerla più
Oh, ho camminato sull'acqua
Ho attraversato le fiamme
Sembra che io abbia perso la sensibilità
Ero io, che aspettavo me stesso
Sperando in qualcosa di più
Io, che questa volta vedo me,
Sperando in qualcos'altro
(New dawn fades dei Joy Division)
Spesso ho usato delle canzoni sul mio blog per dare voce alle mie emozioni, ai miei pensieri, ai miei ricordi/progetti, passati presenti futuri. Non sono solo canzonette, non mi metterete alle strette. Le canzoni di Ian Curtis sì che mi mettono alle strette: incidono/scavano ancora, dopo 30 anni, ovverossia sono eterne, per me.
Aggiungo (suggerisco) che questa è una delle possibili cover del mio concerto di giovedì 28 prossimo al Lucrezia...
11 commenti:
Se servono suggerimenti per la setlist, ti proporrei "Andy Warhol" di Bowie. Mi sono appena procurato una versione live per le sole due chitarre di David e Mick Ronson molto bella, se vuoi te la doppio. Poi tanto tu e Andrea sapete suonare la qualunque, no? ;)
Sì, Cetto La Qualunque, di Antonio Albanese :O)
Cool Franco, in bocca al brucone! Cosa suoni?? canti??? dicci dicci!!!
Bellissima canzone. Adoro i Joy Division, ma Verona - Genova - Verona per un concerto è troppo... Se capiti in Zona... o magari te lo organizziamo...
CIao LUka
@chiarina: visita www.myspace.com/francozaio per la mia (ormai rada) attività musicale.
@luka: basta che mi rimborsino le spese e io vado ovunque.
E sì, i Joy Division sono i Joy Division... il cofanetto "Heart And Soul" è stato un passaggio obbligato per me, tanti anni fa. Ciao Franco, grazie per aver linkato il mio blog, rincambio la cortesia. :)
Che poi, ora che ricordo, lo scorso 18 maggio è stato l'anniversario della tragica morte di Ian...
..come dimenticare Decades ?
Ciao Antonio
Eh già, Decades.
Diceva:
Ecco i giovani uomini, il peso sulle loro spalle
Ecco i giovani uomini, beh dove sono stati?
Abbiamo bussato alle porte della camera più oscura dell’inferno
Spinti al limite, ci trasciniamo a forza
Osservati dalle quinte come se le scene si replicassero
Ci vedevamo adesso mentre non eravamo mai stati visti.
La rappresentazione del trauma e della degenerazione
I dolori che abbiamo sofferto e da cui non fummoo mai liberi.
Dove sono stati?
Dove sono stati?
Dove sono stati?
Dove sono stati?
Stanchi dentro, adesso i nostri cuori sono perduti per sempre
Non possiamo sostituire la paura, o il brivido dell’inseguimento
Ogni rituale ha svelato la porta per i nostri vaneggiamenti
Aperta poi chiusa e poi sbattuta sulla nostra faccia.
Dove sono stati?
Dove sono stati?
Dove sono stati?
Dove sono stati?
"Decades" è di una bellezza quasi insopportabile, è al di là, è troppo...
Spero che tu non la faccia, o potrei stare davvero male...
Tranqui non la faccio: già farò Questo grande vuoto, eletta "Canzone più triste del mondo" nell'ultimo concerto :-) E poi parla di gioventù perduta: io non sono mai stato ggiovane :o)
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