giovedì 11 agosto 2016

L'importanza dei ricordi "concreti"



Ieri ho ritrovato il diario che scrissi nei primi anni di vita del mio primogenito (col secondo non ce la feci, mi dispiace molto Matte ma non ce la feci proprio: perdonami), con l'intenzione di regalarglielo al compimento dei suoi 18 anni: uno tsunami di emozioni, che ha travolto anche Alessandro ("E' il regalo più bello che abbia mai ricevuto").

Che importanza, che valore enorme hanno i ricordi cartacei, soprattutto quelli belli e pieni di amore (per quanta fatica e dolore abbiano comportato). Voglio stampare le foto più belle/significative, voglio scrivere (e stampare su carta) i ricordi e i pensieri più importanti. Voglio che rimanga qualcosa di concreto della storia della mia vita, e pazienza (anzi: meglio) se resteranno in un cassetto o in una scatola: questo blog è certo una gran bella cosa (ogni tanto, preso da curiosità autobiografica, vado a vedere cosa scrivevo/pensavo dieci anni fa) ma resta il fatto che con due click potrei cancellarlo (o potrebbe essere cancellato).
E' un po' come per le cosiddette amicizie: quelle virtuali (vedi il mio sciagurato periodo su Facebook) sono superficiali, volatili, impalpabili, evaporano nel web; quelle "di faccia", guardandosi negli occhi, parlandosi, toccandosi, a volte aiutandosi, quelle non evaporano. Ti restano nel cuore e negli occhi per sempre. E danno un senso, un senso bello, alla vitaccia che si fa, un giorno dopo l'altro.

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