Ha ragione il mio vecchio amico Marcello: purtroppo non abbiamo la funzione "svuota cestino" nelle nostre anime. Cosi' ci scaviamo dentro, e piu' andiamo a fondo e piu' spazzatura troviamo: veleni, rifiuti tossici, scorie radioattive, delusioni, umiliazioni, rabbie inespresse, amori buttati, cose non dette, sogni non realizzati, progetti non compiuti...Ed e' tutta roba non riciclabile, altro che "Recycle bin"! O forse si': si possono buttare fuori, esprimerla artisticamente/culturalmente: con musica, fotografia, pittura, cinema, poesia, danza...Oppure bruciarla annichilendosi fisicamente, con lo sport, oppure col sesso, e fare del corpo un tempio, non una discarica (ben camuffata).
Forse si sta meglio ad essere un po' piu' superficiali. Come diceva quel tipo di Lu, i tre piaceri della vita sono nella pelle: riempirla, svuotarla, farla andare su e giu'. Burp! Salute!
Com'era la canzoncina? "Voglio un pensiero superficiale che renda la pelle splendida / Passo le notti nero e cristallo a sceglier le carte che giocherei / A maledire certe domande che forse era meglio non farsi mai" (Manuel Agnelli, o' filosofo). A proposito: il nuovo disco degli Afterhours e' gia' uno dei top del 2005, in casa Zaio. Anche Luana lo ascolta ripetutamente: dovrei preoccuparmi? No, anche perche' e' uno dei momenti di maggiore felicita' della nostra coppia. Comunque adesso esce il nuovo Oasis, e la festa continua! Sex and love and rock'n'roll, is all my brain and body need...
Cosa ho pensato, fatto, visto, sentito, messaggi nella bottiglia, notizie, curiosità, cose inutili e necessarie, il mio piccolo mondo antico, dal 2005 al 2022. E soprattutto tanta musica, come colonna sonora ma anche come espressione di ciò che non sapevo, non volevo e soprattutto non potevo scrivere. Dal 2023 mi trovate su Facebook (sono un boomer!) come FRANCESCO ZAIO.
sabato 30 aprile 2005
venerdì 29 aprile 2005
Ciapaquay news aprile 2005
Proseguono le registrazioni del mio nuovo cd, quello basato su alcune poesie di Pavese, autorizzato dalla Einaudi. Sette pezzi, il basso lo suonera' Pino Parello, qualche chitarra Andrea Frascolla, ci sara' un intervento da Siracusa di Ezio Minafra, un pezzo lo cantera' la Francesca Pongiluppi degli Anais, io sto facendo tutto il resto (batteria, chitarre varie, rumori, voci, tastiere). Sta uscendo una roba...sorprendente, sentirete. Un pezzo suona molto primi Cure, uno molto Velvet Underground, uno molto REM...con le parole di Pavese trasformate in canzoni, oibo'!? Stavolta almeno non mi diranno che i testi sono banali!
Come alcuni sanno, e' una cosa che faccio soprattutto per me stesso. C'e' chi si compra la moto, c'e' chi gioca a calcetto, chi fa dei viaggi, chi si droga: io faccio cd. E' un hobby sano, mi sembra, forse un po' solipsistico, ma pazienza. Tanto che non so che diffusione dargli, ne sono molto geloso/orgoglioso, tollero male le critiche! Poi per curiosita' qualche copia la daro' ai negozi, ma non ne regalero' manciate come coi precedenti. Sono tutti fans e compiacenti, se il cd e' regalato.
La Ciapaquay Records si rifara' viva a maggio.
Ciapaquay= termine in dialetto luese per definire persona che "cerca di acchiappare le quaglie", dedita a attivita' difficili, inconcludenti e apparentemente insensate, giudicata quindi da tutti come perditempo e sciocca. Ah, la saggezza popolare dei paesielli sulle colline del Monferrato!
Come alcuni sanno, e' una cosa che faccio soprattutto per me stesso. C'e' chi si compra la moto, c'e' chi gioca a calcetto, chi fa dei viaggi, chi si droga: io faccio cd. E' un hobby sano, mi sembra, forse un po' solipsistico, ma pazienza. Tanto che non so che diffusione dargli, ne sono molto geloso/orgoglioso, tollero male le critiche! Poi per curiosita' qualche copia la daro' ai negozi, ma non ne regalero' manciate come coi precedenti. Sono tutti fans e compiacenti, se il cd e' regalato.
La Ciapaquay Records si rifara' viva a maggio.
Ciapaquay= termine in dialetto luese per definire persona che "cerca di acchiappare le quaglie", dedita a attivita' difficili, inconcludenti e apparentemente insensate, giudicata quindi da tutti come perditempo e sciocca. Ah, la saggezza popolare dei paesielli sulle colline del Monferrato!
Lo yoga mi rende nervoso
Ho provato una lezione di yoga, trascinato da mia moglie. Risultato? Un culo cosi' (ok, sono arrugginito, ma era simile alla tortura, a tratti), dolori ovunque, sensazione di disagio esistenziale misto a sarcasmo, e un nervoso addosso che avrei fatto a botte. Rilassante!? Mi dicono che tira fuori dell'energia che va poi canalizzata opportunamente, sara'. A me e' venuta fame di cibo malsano, birra, cocacola, e voglia di musica punk'n'roll! Mi e' piaciuta la respirazione profonda, ma si stava trasformando in una imbarazzante russata...Meglio una sdraiata su una spiaggia semideserta in Sardegna, una passeggiata nei boschi, una nuotata, una corsa in un prato, una pennichella dopopranzo, una sana trombata, suvvia.
Ho capito che io (la mia mente) e il mio corpo siamo due entita' piuttosto separate, distinte, altro che mens sana etc. Il corpo e' uno sgabuzzino, una cantina, una dicarica, una vecchia macchina sporca a cui non cambi olio e acqua, basta che vada, finche' va. E la mente? "Guardate dietro ai vostri occhi chiusi? Cosa vedete?" Buio, colori psichedelici, forme indistinte, 'na paura: e chi ci vuole guardare? Che persona superficiale e incosciente che sono, neh?
Non so se ci torno, a yoga.
Ho capito che io (la mia mente) e il mio corpo siamo due entita' piuttosto separate, distinte, altro che mens sana etc. Il corpo e' uno sgabuzzino, una cantina, una dicarica, una vecchia macchina sporca a cui non cambi olio e acqua, basta che vada, finche' va. E la mente? "Guardate dietro ai vostri occhi chiusi? Cosa vedete?" Buio, colori psichedelici, forme indistinte, 'na paura: e chi ci vuole guardare? Che persona superficiale e incosciente che sono, neh?
Non so se ci torno, a yoga.
sabato 26 marzo 2005
A Pasqua si risorge, no?
Pasqua=passaggio=resurrezione. Ma per risorgere bisogna morire, piccolo particolare. Bene, in questi giorni qualcosa, una parte di me e' morta. Posso/voglio/so risorgere. Non voglio suonare sinistro ne' ermetico ne' imploso ne' avviluppato. Soltanto festeggio questo momento un po' magico e tragico che e' la Pasqua, ogni anno. Soprattutto da quando e' diventata la ricorrenza della morte di mio suocero, 2002, riposi in pace.
Come dicevano gli immortali versi del mortalissimo poeta? "Something must break now, this life isn't mine, something must break, I wait for the time". Sic.
Risultato della lettera a mio padre? Zero. "Bravo, scrivi bene". E' proprio vero che la maggior parte delle lettere le scriviamo a noi stessi. Io dovevo scriverla, quella lettera chiarificatrice, ma per me stesso, mi sa. Lo stesso vale per il mio prossimo cd (Pavese): lo faro' e lo terro' per me stesso. Basta promulgare, regalare, disperdere: chi lo vorra' se lo paghera'. Lo faccio per me.
Le poesie, le canzoni, i racconti, i blog: davvero vogliono comunicare ad altri, o sono solo specchi, polaroid rivolte verso se stessi? Nell'era della ipercomunicazione, la comunicabilita' e' finita, almeno per me.
Sto leggendo un libro micidiale, "La ferita dei non amati". Ma ne usciro' orgoglioso e sorridente.
Come sempre.
Come dicevano gli immortali versi del mortalissimo poeta? "Something must break now, this life isn't mine, something must break, I wait for the time". Sic.
Risultato della lettera a mio padre? Zero. "Bravo, scrivi bene". E' proprio vero che la maggior parte delle lettere le scriviamo a noi stessi. Io dovevo scriverla, quella lettera chiarificatrice, ma per me stesso, mi sa. Lo stesso vale per il mio prossimo cd (Pavese): lo faro' e lo terro' per me stesso. Basta promulgare, regalare, disperdere: chi lo vorra' se lo paghera'. Lo faccio per me.
Le poesie, le canzoni, i racconti, i blog: davvero vogliono comunicare ad altri, o sono solo specchi, polaroid rivolte verso se stessi? Nell'era della ipercomunicazione, la comunicabilita' e' finita, almeno per me.
Sto leggendo un libro micidiale, "La ferita dei non amati". Ma ne usciro' orgoglioso e sorridente.
Come sempre.
venerdì 18 marzo 2005
Nostalgia anni 80
Sara' la primavera, ma da un po' di giorni sono come ossessionato dalla musica degli anni 80. Il libro di Julian Cope, il programma tv di Ringo, la ristampa dei Crapping Dogs su cd da parte della Lanterna records di Fritz Barile, le voci di reunion dei Lost, il film sui Joy Division in lavorazione (www.corbijn.co.uk/agenda_index.htm), il tormentone-spot di Moby...Forse perche' il cuore e le orecchie, o meglio le orecchie del cuore si sono fermate la'. Oggi tutto sembra risaputo, gia' sentito, non sorprendente, non epocale. A ben pensarci, ci sono stati anni in cui uscivano in pochi mesi Clash, Bauhaus, Joy Division, Killing Joke, Gang of four, Wire, Siouxsie, Cure, U2, insomma, il confronto e' impietoso, per quanto uno si tenga aggiornato (grazie anche al ritrovato Mucchio mensile, www.ilmucchio.it) .
Pero', accidenti, sono venti, 20, anni fa! Pero' non c'erano gruppi italiani come Afterhours e Marlene kuntz, a ben pensarci.
OK, mi rituffo nel presente, che e' meglio.
Pero', accidenti, sono venti, 20, anni fa! Pero' non c'erano gruppi italiani come Afterhours e Marlene kuntz, a ben pensarci.
OK, mi rituffo nel presente, che e' meglio.
giovedì 3 marzo 2005
Lettera al padre
In occasione del compimento del settantesimo anno di mio padre, gli scrivero' una lettera "definitiva", in cui mi tolgo rospi, dubbi e quant'altro: consiglio a tutti di farlo, e' un po' il bilancio di una vita e di un rapporto., una cosa importante e utile.
Ho sentito troppe persone commentare, alla morte dei propri genitori, "Avrei voluto dirgli tante cose...". Beh, io mi tolgo il pensiero subito, prima che la situazione precipiti (mio papa' ha il Parkinson, ma penso che vivra' ancora minimo 20 anni, che rendero' piu' sereni con la suddetta lettera).
Ho sentito troppe persone commentare, alla morte dei propri genitori, "Avrei voluto dirgli tante cose...". Beh, io mi tolgo il pensiero subito, prima che la situazione precipiti (mio papa' ha il Parkinson, ma penso che vivra' ancora minimo 20 anni, che rendero' piu' sereni con la suddetta lettera).
martedì 1 marzo 2005
La neve, la montagna, Dio
Eccomi tornato dalla mia prima settimana (oddio, 5 giorni) bianca, bianchissima. Cosa mi sono perso, in tutti questi anni! Bellissimo, come un sogno un po' mistico! Faticoso, dovendo stare dietro ai bambini, ma fra qualche anno...L'anno prossimo ci torno, fisso. Visitate www.valdisole.net.
Pejo Fonti (o Peio, ad libitum) e' perfetta: piste "umane", gente simpatica non piu' italiane ma non ancora tedesche (quindi gentile, efficiente ma simpatica), possibilita' di trattamenti termali. La mattina a 2000 metri, sulle piste, a guardare Ale che scia e l'altro che slitta sulla "paletta" (vuole lo snowboard, 3 anni, capito il tipo? L'anno prossimo sciera' anche lui), il pomeriggio tardi alle terme, la sera a gustare la cucina locale a base di burro fuso, animali di montagna uccisi, spek ovunque, funghi (dei dolori al fegato...).
Ho capito alcune cose:
lo sci/snowboard (l'anno prossimo mi lancioanch'io) spesso e' un pretesto per l'alcolismo: "bombardini" alle 9 del mattino!?! Ok, fa freddo, ma...Il tasso etilico, fra grappe, birra, vini del posto, e' spesso alto, sulle piste, e la sera. Io no (straight edge!).
Poi: la neve, il freddo, la montagna, ti fanno riapprezzare l'eleganza cittadina, dato che sei costretto dal clima ad abbrutire il tuo look senza sentirti goffo o esagerato.
Poi: Genova ha un clima di merda. Al ritorno avevo piu' freddo in citta' che lassu', dove c'erano -5 gradi di massima (!). Vento odioso, citta' ingrata e avara, in tutti i sensi.
Poi: Dio abita in montagna! Ho fatto una gita solitaria a 2400, al mitico rifugio Doss dei Gembri, e sono andato in trance mistico-religiosa, in quel silenzio, sara' stata l'altitudine, ma che spettacolo. Certo e' che le intemperie inibiscono impulsi artistici-filosofici (a parte i momenti di estasi). Riflettendoci, a certe altezze ci sono bands, scrittori, pensatori, o solo sciatori, alpinisti, gente immersa nella natura? Mah!
Ma chissenefotte, diciamocelo...
Non vedo l'ora che arrivi il prossimo febbraio.
Pejo Fonti (o Peio, ad libitum) e' perfetta: piste "umane", gente simpatica non piu' italiane ma non ancora tedesche (quindi gentile, efficiente ma simpatica), possibilita' di trattamenti termali. La mattina a 2000 metri, sulle piste, a guardare Ale che scia e l'altro che slitta sulla "paletta" (vuole lo snowboard, 3 anni, capito il tipo? L'anno prossimo sciera' anche lui), il pomeriggio tardi alle terme, la sera a gustare la cucina locale a base di burro fuso, animali di montagna uccisi, spek ovunque, funghi (dei dolori al fegato...).
Ho capito alcune cose:
lo sci/snowboard (l'anno prossimo mi lancioanch'io) spesso e' un pretesto per l'alcolismo: "bombardini" alle 9 del mattino!?! Ok, fa freddo, ma...Il tasso etilico, fra grappe, birra, vini del posto, e' spesso alto, sulle piste, e la sera. Io no (straight edge!).
Poi: la neve, il freddo, la montagna, ti fanno riapprezzare l'eleganza cittadina, dato che sei costretto dal clima ad abbrutire il tuo look senza sentirti goffo o esagerato.
Poi: Genova ha un clima di merda. Al ritorno avevo piu' freddo in citta' che lassu', dove c'erano -5 gradi di massima (!). Vento odioso, citta' ingrata e avara, in tutti i sensi.
Poi: Dio abita in montagna! Ho fatto una gita solitaria a 2400, al mitico rifugio Doss dei Gembri, e sono andato in trance mistico-religiosa, in quel silenzio, sara' stata l'altitudine, ma che spettacolo. Certo e' che le intemperie inibiscono impulsi artistici-filosofici (a parte i momenti di estasi). Riflettendoci, a certe altezze ci sono bands, scrittori, pensatori, o solo sciatori, alpinisti, gente immersa nella natura? Mah!
Ma chissenefotte, diciamocelo...
Non vedo l'ora che arrivi il prossimo febbraio.
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