venerdì 18 settembre 2009

Patti chiari amicizia vera



















Sia sul lavoro che nei sentimenti, persino in politica, insomma: nella vita la chiarezza, soprattutto iniziale, è fondamentale. A creare e far dire balle e fare confusione provvederanno poi sicuramente il tempo e gli eventi, oltre alla maggiore o minore buona fede. Io ho spesso peccato di ingenuità, nella mia vita, e ho imparato a essere meno impulsivo e diretto nel mio esprimermi. Anche prima di pubblicare questo post conterò fino a 30 pensando alle conseguenze che potrebbe avere. Ho perso negli anni l'immediatezza e l'urgenza, ma ho imparato ad ascoltare bene e a osservare meglio. Forse anche questo è diventare vecchi: prudenza e saggezza. Ma anche un po' di amarezza e cinismo. O anche rispolverare la mia genetica indole di "piemontese falso e cortese".
Spesso affrontare i problemi di petto non fa che peggiorare la situazione. Come mi insegnava mio padre: è inutile sbatterci la testa, prova ad accantonare un problema, nove volte su dieci si risolve da solo.
Non si può dire sempre quello che si pensa, così come non si può pensare sempre di avere ragione. Certo che la chiarezza dei patti e la fiducia nel prossimo rendono tutto più semplice. Ma tutto è così confuso e complicato, e l'esperienza ti porta a fidarti sempre meno.
Per fortuna che ci sono ancora alcuni (pochi) amici veri con cui sai di poter parlare liberamente senza paure di ripercussioni o reazioni negative. Ecco come riconoscerli, gli amici, ecco a cosa servono, oltre ad aiutarti senza secondi fini.

PS Ehm...mi rendo conto, giorni dopo, di aver inanellato una serie imbarazzante di luoghi comuni e banalità. Questo è un post che ho scritto a me stesso, dopo alcuni episodi di poca chiarezza, amicizia, stanchezza. Sorry: sono una persona semplice e piuttosto banale, in fondo.

6 commenti:

Maurone ha detto...

Vorrei averlo scritto io questo..
è incredibile come a volte si hanno così chiare le cose in testa, e poi non si riescano a dire, l'emozione di parlare, parlarsi, non ci si fida di se stessi???

enrica ha detto...

Ciao! Non lo trovo affatto banale. E poi le riflessioni che uno fa a se stesso non sono mai banali. E' solo che alla fine, spesso, tutti, percorriamo gli stessi binari chiedendoci le domande chiave come in una specie di quiz della vita. Ci vuole umiltà per farsi certe domande e l'umiltà è sempre un sintomo di grande intelligenza.
Buona giornata, Zaio.

luly ha detto...

Ed io, che, a 34 anni suonati, ancora sbatto la testa contro il muro! Mi piacerebbe poter avere un po' della tua consapevolezza.......ed invece mi ostino, sempre, a dire ciò che penso, a fare ciò che credo sia giusto fare, a fidarmi della gente.
Imparerò, lo giuro.
Ciao, Zaio:)

Anonimo ha detto...

Visto che citi i Pink Floyd...

Us and them
and after all we're only ordinary men
me and you
God only knows it's not what we would choose to do...

Meno note, meno parole, meno speranze, meno certezze.

Andrea

marina ha detto...

Da quello che scrivi, mi pare di capire che non hai mandato a cagare in modo diretto chi ti ha invitato per il 10 ottobre (you know what I mean ;)

Licia Titania ha detto...

Io ho deciso che ormai non imparerò più ad essere "furba" e a non dire, o comunque far capire in modo inequivocabile ciò che penso. Saprai che in inglese si dice "artless": senza arte, ma nel senso, senza l'arte di ingannare. E' considerato un difetto, ma secondo me se si arriva alla "nostra" età (immagino sia più o meno la stessa) senza perdere questa "artlessness", poi forse si vive anche meglio. Ciao. Ah...non mi sembrano affatto luoghi comuni. Bel post, anzi.