giovedì 3 aprile 2008

What a day, what a life, so what

Che giornata. Mattina in coda ascoltando i Radiohead, spenti i quali parcheggio sulla passeggiata deserta di corso Italia (e si è aperto un po' il cuore). La dermatologa mi ha detto che non posso usare creme con protezione minore di 30. Poi in centro a definire il contratto del disco su Pavese, entro maggio dovrebbe uscire, salvo intoppi. Poi giro di corsa col vecchio amico del post precedente. Poi a Sestri a prendere mia moglie dal lavoro. Poi a scuola a prendere un figlio. Poi in palestra a prendere l'altro. Poi al cinema a vedere "La volpe e la bambina" coi due ragazzi: film sorprendente, che mi ha fatto venire una gran nostalgia di natura e spazi verdi (anche senza andare in Scozia o Irlanda). Messaggio del film secondo mio figlio di 11 anni (oltre a quello naturalistico): "Amare non è possedere". Ehm, a volte Ale mi spaventa, con queste pensate. Orgoglio, divertimento e felicità, andare al cinema coi figli ragazzini (vero Arimondi?). E come ho apprezzato le parole di Andrea F. sul veder crescere i figli, crescere un po' anche noi, forse, anche se invecchiando, ma è una cosa che davvero da un senso alla Grande Ruota. Chi non ha figli non può capire (ma anche molti che li hanno non capiscono, purtroppo).

Forse dovrei/potrei parlare di cose più importanti, nel blog. Ma le cose importanti, per me, sono soprattutto queste.




4 commenti:

Anonimo ha detto...

"Chi non ha figli non può capire (ma anche molti che li hanno non capiscono, purtroppo)".


...


Wilson

Anonimo ha detto...

io non ho figli,probabilmente mai li avrò e se mai li avrò, vista la mia età, nasceranno direttamente come nipoti. penso però fermamente una cosa:la vità dovrebbe avere un valore intrinseco senza aggiunte od integrazioni.i figli sono senza dubbio un grande stimolo a non mollare ma non possono essere IL SENSO della vita.non lo condivido. credo invece che la vita in se stessa sia poco comprensibile ed i figli forse ci aiutano a credere che uno scopo esista veramente.

brother magò

Franco Zaio ha detto...

E bravo Uanot! Hai ragione. Sono un salvagente e anche un senso, non IL senso, guai. Grazie del saggio commento. Alla prossima

Anonimo ha detto...

Beh, diciamo che dal momento in cui la vecchiaia non é più un concetto astratto, (probabilmente comincia quando il ragazzino ti ferma per strada dicendo: SCUSI HA una sigaretta?), e la propria vita é ormai incanalata in un certo modo (vedi "L'ingranaggio", G. Gaber), non ci sono molte vie d'uscita. Riuscire a cogliere il bello dei figli é probabilmente la migliore. Si può anche andare in Messico e mollare tutto, o prendere una pistola, un martello e porre fine alla propria vita e a quella dei familiari, oppure trovarsi un'amante ventenne, separarsi e dopo un po' ricreare la stessa situazione. Per chi non ha figli le angosce sono diverse, (almeno quelle che avevo io prima di averne, alla tenera età di 37 anni) ma ci sono più vie d'uscita. Colonna sonora: High Hopes, Pink Floyd.

Andrea